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28 Maggio 2026 12:19

Maxi operazione anti riciclaggio della Dda e della Guardia di Finanza di Palermo: scovato il tesoro di Matteo Messina Denaro

Scoperto il tesoro di Matteo Messina Denaro: 200 milioni di euo depositati e nascosti tra Isole Cayman, Svizzera e Libano. L'indagine, coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano, ha consentito di ricostruire un imponente patrimonio frutto del reimpiego di ingenti capitali derivanti da attività di narcotraffico, prosperate sotto l'egida di Cosa nostra trapanese

Trovato dalla Guardia di Finanza di Palermo il tesoro di Matteo Messina Denaro, occultato fra beni e società ad AndorraGibilterra, Isole CaymanLussemburgoSvizzeraLibanoPrincipato di Monaco e Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banu’s). Arrestate tre persone e sequestrato un ammontare per oltre 200 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano, ha consentito di ricostruire un imponente patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società off shore, di ingenti capitali derivanti da attività di narcotraffico, prosperate, già a partire dagli anni ’80, sotto l’egida di Cosa nostra trapanese e del suo boss indiscusso Matteo Messina Denaro. I provvedimenti sono stati disposti dal gip di Palermo.

L’indagine, svolta in collaborazione con magistrati e forze dell’ordine di diversi Paesi, dà l’idea delle enormi ricchezze accumulate dall’ex mafioso latitante. Un tesoro che finora è stato possibile ricostruire solo indirettamente sulla base di quel che lo Stato, negli anni, era riuscito a sottrarre al padrino di Castelvetrano e ai suoi prestanome: più o meno 4 miliardi di euro. Un patrimonio costituito da investimenti nelle rinnovabili, in particolare l’eolico, settore “curato” per il boss dall’imprenditore trapanese Vito Nicastri, l’ex elettricista di Alcamo e pioniere del green in Sicilia, che per anni ha tenuto le chiavi di una delle casseforti dell’amico. E con l’edilizia e la grande distribuzione alimentare, attraverso la «6 Gdo» di Giuseppe Grigoli, il salumiere diventato in poco tempo il re dei Despar in Sicilia al quale furono sequestrati beni – secondo i magistrati di proprietà del boss – per 700 milioni.

Matteo Messina Denaro investiva i suoi profitti criminali anche nel turismo: la sua ombra di, hanno raccontato le inchieste, si allungherebbe anche dietro al patrimonio di Giovanni Savalle, per anni un signor nessuno con piccoli precedenti per reati fallimentari, ragioniere iscritto all’albo dei commercialisti divenuto proprietario del resort Kempisnky di Mazara del Vallo. La Guardia di Finanza gli portò via 60 milioni. 

Chiara Colosimo, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia

Colosimo, oggi grande giorno per tutti

“Esprimo il piu’ sentito ringraziamento alla Procura di Palermo, alla Direzione distrettuale antimafia e alla Guardia di Finanza e a tutte le autorità giudiziarie e investigative italiane ed estere coinvolte nella vasta operazione internazionale che ha portato a tre custodie cautelari e al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro, riconducibili al patrimonio accumulato negli anni da Matteo Messina Denaro e dai suoi fiancheggiatori”. A dichiararlo è Chiara Colosimo, presidente della Commissione antimafia. “L’operazione rappresenta un risultato di straordinaria importanza nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa e ai circuiti finanziari alimentati dal narcotraffico e dal riciclaggio internazionale – sottolinea Colosimo -. L’attività investigativa, sviluppata attraverso una complessa cooperazione tra diversi Paesi, testimonia l’elevato livello di professionalità, competenza e determinazione degli investigatori impegnati quotidianamente nella difesa della legalità e nel contrasto alle organizzazioni criminali. Il sequestro di ingenti patrimoni riconducibili agli interessi mafiosi costituisce un segnale forte e concreto della presenza dello Stato nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata. Oggi è un grande giorno per tutti, tranne per i mafiosi”.

Alle ore 11.00 di oggi prevista una conferenza stampa alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo, e del Procuratore della Repubblica di Palermo Dott. Maurizio de Lucia.

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