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21 Maggio 2026 09:52

Flotilla, attivisti legati e inginocchiati: il video di Ben Gvir diventa un caso

Ira di Mattarella e del governo: "Violazione del diritto, Israele ha superato linea rossa". Tajani convoca l'ambasciatore. Nelle prossime ore tutti gli italiani dovrebbero fare rientro

Per l’Italia questa volta “Israele ha superato la linea rossa”. Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla legati con le mani dietro la schiena, bendati e in ginocchio mentre vegono irrisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdot, scatenano la reazione durissima di Quirinale e Governo con la convocazione immediata dell’ambascitore israeliano per “esprimere l’indignazione” e chiedere “chiarimenti formali“.

La reazione di Mattarella e del governo italiano

Il Presidente Sergio Mattarella stigmatizza quello che definisce un “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali che tocca un livello infimo”. E Palazzo Chigi che parla di immagini “inaccettabili” e di “totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”, pretende “le scuse immediate” di Israele. Poi, per bocca del ministro Antonio Tajani annuncia da ora in poi una “linea dura” del governo con iniziative che verranno però valutate, di comune accordo con tutto l’esecutivo, quando questa vicenda si sarà conclusa. “Ma certamente le prenderemo – assicura Tajani in serata – perché non si può più andare avanti con questo atteggiamento: andare a prendere persone fuori dalle acque territoriali che non sono terroristi, trattarli come terroristi, nessun rispetto della dignità umana, violazione del diritto internazionale, violazione di qualsiasi regola del mondo civile”.

Ma intanto un risultato il governo lo ha ottenuto: nelle prossime ore “dall’aeroporto di Ramon dovrebbero partire tutti gli italiani per essere accompagnati in Grecia o in Turchia“, anticipati dal deputato M5S Dario Carotenuto e dal giornalista Alessandro Mantovani del Fatto Quotidiano già in viaggio, fa sapere il ministro Tajani a trattativa praticamente conclusa. Mentre la Farnesina convoca l’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled, ricevuto dal segretario generale ambasciatore Riccardo Guariglia, e annuncia un possibile voto italiano a favore delle sanzioni Ue contro Gerusalemme.

A Peled il segretario generale della Farnesina, su indicazione dello stesso Tajani, ha chiesto l’immediata liberazione e il rapido rientro in Italia di tutti i connazionali ancora trattenuti oltre ad aver ribadito l’inaccettabilità di quanto accaduto anche alla luce del fatto che i cittadini coinvolti non erano armati né avevano intenzioni violente. E’ stata inoltre evidenziata la gravità dell’intervento avvenuto in acque internazionali ed espressa forte indignazione per le immagini diffuse nelle ultime ore.

Global Sumud Flotilla – Barca della Flotilla intercettata a Creta

E’ stato anche sottolineato che il Governo italiano si riserva di valutare le iniziative politiche più opportune da prendere anche in sede europea. La Farnesina – si legge in una nota – continua a seguire il caso con la massima attenzione, in costante contatto con l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e con le autorità israeliane, per garantire la massima assistenza ai connazionali coinvolti e favorirne il più rapido rientro in sicurezza, conclude la nota. Alla Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto conferma la sospensione del memorandum militare fra Italia e Israele, “nessuna ambiguità” Poi si rivolge a Ben-Gvir:Noi ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali”.

Lo sdegno viaggia da una cancelleria all’altra. Yvette Cooper, ministra degli Esteri inglese, si dice «inorridita» dai video-shock. «I civili devono essere protetti. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato» twitta invece la commissaria Ue alla gestione delle emergenze Hadja Lahbib.

Dalle opposizioni sale il pressing per chiedere al governo di allungare le distanze con Netanyahu. “Passi dalle parole ai fatti, tolga il veto che impedisce all’Ue di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele” tuona la segretaria dem Elly Schlein. Così il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte. “Immagini sconce, ledono la dignità di qualsiasi essere umano”. Poi la stoccata: “Dovevamo aspettare il nostro deputato Carotenuto perché il nostro governo finalmente prendesse in modo chiaro le distanze da un governo israeliano che è assolutamente indecente, pericoloso e criminale”.

Palazzo Chigi resta fermo su una linea di pressione diplomatica crescente ma senza strappi irreversibili. La sensazione, però, è che il margine si stia assottigliando. E che il video di Ben-Gvir abbia aperto una fase nuova nei rapporti tra Roma e Tel Aviv.

Il video choc

Nel video diffuso dalla stesso Ben Gvir, l’esponente dell’estrema destra israeliana deride gli attivisti: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”, dice passando tra loro. “Sono venuti con molto orgoglio e guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente. Sostenitori del terrorismo”, afferma sventolando una bandiera israeliana. Quindi, rivolto ai militari che con i volti coperti si complimenta: “Ottimo lavoro. E’ così che si fa“.

Ottimo lavoro” ripete passando accanto agli agenti che mettono una donna con la testa a terra. Poi si vedono gli attivisti inginocchiati su un pavimento di metallo mentre viene suonato l’inno nazionale israeliano, circondati da container e filo spinato, sotto la sorveglianza di agenti armati della polizia di frontiera. Alla fine del video, come riporta il sito di Haaretz, si sente una donna implorare e urlare. Ma Ben-Gvir, rivolto alla telecamera, afferma: “Non lasciatevi turbare dalle loro urla”.

“Umiliazioni sessuali e gravi ferite”, le denunce degli attivisti

Intanto dal porto di Ashdod il team legale della Flotilla riferisce di “abusi fisici e psicologicidenunciati dagli attivisti, “violenze estreme” utilizzate dalle autorità israeliane che “hanno provocato ferite gravi e diffuse”. Le testimonianze riportano inoltre “l’uso frequente di taser contro i partecipanti, così come ferite provocate da proiettili di gomma durante l’intercettazione delle imbarcazioni della Flotilla e a bordo delle navi militari sulle quali sono stati trasferiti. Gli attivisti detenuti sono stati sottoposti a violenze estreme sia sulle imbarcazioni sia durante il trasferimento tra le barche e il porto. Inoltre, le autorità hanno costretto gli attivisti a mantenere posizioni di stress; mentre venivano spostati all’interno del porto, erano obbligati a camminare completamente piegati in avanti mentre le guardie premevano violentemente sulle loro schiene. I partecipanti sono stati inoltre costretti a rimanere inginocchiati all’interno della nave per periodi prolungati. Oltre a questi abusi fisici, i partecipanti sono stati sottoposti a gravi degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni. Inoltre, a diverse partecipanti donne è stato strappato l’hijab dalle autorità israeliane”.

La spaccatura nel governo israeliano

L’azione di Ben Gvir ha diviso il governo di Benjamin Netanjahu con il premier che ha preso le distanze dal suo ministro affermando di condannare il modo in cui ha trattato gli attivisti della Flotilla. Modalità definita “non in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele” e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar che ha accusato il collega di governo di aver “causato danno al nostro Stato in questa vergognosa messinscena” e di aver “vanificato sforzi enormi, professionali e di successo compiuti da così tante persone, dai soldati dell’Idf al personale del ministero degli Esteri e molti altri”.

Ma Ben Gvir in un post su X ha contrattaccato sostenendo chec’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo”. Il ministro ha poi aggiunto che “Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi” e che “chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli daremo l’altra guancia”.

Si è fatto sentire anche il premier israeliano  Benjamin Netanyahu che pur rivendicando il diritto di Israele di “impedire che flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas entrino nelle nostre acque territoriali e raggiungano Gaza”, ha condannato il trattamento inflitto agli attivisti dal ministro di estrema destra. “Non è in linea con i valori e le norme” dello Stato ebraico, ha sentenziato, sottolineando poi di aver “dato istruzioni alle autorita’ competenti di espellere i provocatori il prima possibile”.

Le proteste degli altri Paesi

A protestare contro l’azione di Israele anche molti altri Paesi. Francia, Belgio e Olanda e Canada, come l’Italia hanno convocato l’ambasciatore israeliano per protestare, mentre la Spagna che ha definito “mostruoso e indegno” il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, ha espresso all’incaricato d’affari israeliano “tutta la nostra ripugnanza” e ha chiesto “scuse pubbliche” da parte di Israele. A stigmatizzare le immagini anche Regno Unito, Germania e Irlanda.

Ravasi, “scene da degrado dell’umanità”

“Di fronte a scene” come quella degli attivisti della Sumud Flotilla ammanettatio vedere un ministro di Israele che ha un cappio come emblema brindare festeggiando per l’approvazione del suo progetto di legge sulla pena di morte ecco, questo è proprio il degrado dell’umanità”. Lo ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente Emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura nel corso della cerimonia inaugurale del 21esima edizione del Festival dell’economia di Trento.

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