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23 Aprile 2026 17:25

Scandalo escort a Milano, Leao smentisce: “Io estraneo, prima che calciatori siamo persone con famiglia e reputazione”. Non tutti…

L'attaccante rossonero ha pubblicato un messaggio sui propri canali social, dimenticando le sue frequentazioni...senza famiglia al seguito. Continuano le indagini e gli interrogatori

L’attaccante del Milan Rafa Leao smentisce il suo coinvolgimento nell’inchiesta escort che sta sconvolgendo la Serie A, , il cui nome era stato menzionato da alcuni media in riferimento a quanto emerso dalle indagini della Procura, oggi, giovedì 23 aprile, ha voluto chiarire la sua posizione con un messaggio pubblicato sui propri canali social. “In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un’inchiesta della Procura di Milano”, ha scritto Leao, “ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell’inchiesta”.

“Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata. Prima che calciatori, siamo persone con una famiglia e una reputazione”, ha continuato l’attaccante portoghese, “per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione”. Non tutto il rispetto per la dichiarazione sui social del calciatore Leao, nelle diverse fotografie circolanti sui social con uno degli arrestati, non compare mai la sua famiglia. L’avrà dimenticata a casa ?

Lunedì interrogatorio di garanzia

Lunedì prossimo Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, coppia nel lavoro e nella vita, saranno interrogati dalla gip Chiara Valori assieme agli altri due indagati ai domiciliari. I due capi dell’agenzia, difesi dall’avvocato Marco Martini, si dicono pronti a dare la loro versione: “Sono sorpresi, hanno tutta una serie di argomenti per difendersi”. Vedremo come giustificheranno i soldi incassati (che lasciano sempre traccia) e le intercettazioni inequivocabili. I quattro arrestati avrebbero agito in concorso con alcune escort e con “addetti alle pubbliche relazioni”, come ha spiegato il Procuratore capo di Milano, Marcello Viola, in una nota. Le indagini patrimoniali avrebbero accertato la totale sproporzione fra i redditi dichiarati dagli indagati e le loro reali disponibilità economiche.

La “gola profonda” dell’inchiesta

Intervistata dal quotidiano La Repubblica, la ragazza che ha ha fatto partire l’inchiesta il cuo nome compare nell’ordinanza cautelare raconta tutto:. “Era Il 23 agosto del 2024 una giovane donna che chiameremo Nadia — per tutelare la sua vera identità — decide che non può più tacere. «Ci ho provato per anni a denunciare, senza riuscirci. Ho deciso di farlo per il senso di ingiustizia che sentivo dentro, per come venivano trattate le ragazze dai calciatori e dall’agenzia…Ma ora ho paura”. Grazie a lei parte l’inchiesta sul giro di escort per i calciatori messo in piedi dalla società “Ma.De”, che lunedì ha portato a quattro arresti.

la sede della Ma.De in via Don Luigi Guanella, 7 a Cinisello Balsamo (MI)

Dal 2019 al 2023 la ragazza in questione abitava in un appartamento di Cinisello Balsamo, nello stesso stabile dove ha sede l’agenzia Ma.De (che stranamente risulta costituita soltanto lo scorso febbraio 2026 come ditta individuale) e dove vivono i suoi capi, Emanuele Buttini 37 anni, e Deborah Ronchi di 38 anni. Al piano terra di quel palazzo, racconta, c’è una discoteca abusiva dove si fanno le feste anche durante il lockdown. Vengono chiamate le escort, arrivano calciatori e professionisti. Alle donne, spiega la fonte della Procura, viene trattenuto almeno il 50% del guadagno, e fa i nomi delle ragazze reclutate e anche dei componenti dell’organizzazione: l’autista, il bodyguard, la Dj, il “procacciatore” di clienti. E le sue dichiarazioni “trovano subito primi riscontri” e parte l’indagine.

Deborah Ronchi e Emanuele Buttini 

La coppia Buttini-Ronchi , immortalata sui social in abiti da sera e in luoghi di vacanza lussuosi, sempre secondo gli inquirenti avrebbe anche mantenuto i “contatti con calciatori di fama internazionale”, tra i clienti del servizio, che al momento non sono indagati come non lo sono le stesse ragazze-escort, che i magistrati hanno già iniziato ad ascoltare come testi. Una attività instancabile, quella della coppia, come si può evincere dai rispettivi profili personali e dell’agenzia presenti sui social, tra fotografie di eventi glamour e lussuosi party a Milano e d’estate a Mykonos, l’isola greca famosa per le feste in spiaggia con la musica a tutto volume e le discoteche. Tutto veniva organizzato da marito e moglie nella loro abitazione-ufficio, ritenuto dagli inquirenti “sede del sodalizio” nello stabile di Cinisello Balsamo, utilizzato in alcuni casi anche per far dormire le ragazze.

La ragazza-teste chiave dell’inchiesta, assistita dall’avvocata Federica Garavaglia, racconta a Repubblica: “Tutta questa vicenda mi ha scosso, non mi aspettavo venisse fuori così. Sono passati due anni dalla denuncia, non è stato semplice fare quello che ho fatto. Ci ho provato per tanto tempo ma non ci sono riuscita. Vorrei che fosse chiaro che io non facevano certe cose… Sì, abitavo in quella casa, ero una ragazza immagine. Perché ho denunciato? Mi ha spinto il senso di ingiustizia che sentivo dentro, che è durato per anni. Vedevo i calciatori come si atteggiavano, come trattavano le ragazze… erano trattate male da Emanuele e Deborah. Non mi sembrava giusto, vedevo ingiustizie. Sono a corto di parole adesso, mi sto ancora riprendendo. E ho paura per le conseguenze”. La ragazza adesso non vive più a Milano.

Un centinaio le ragazze a disposizione dell’agenzia, tra i 18 e i 20 anni, non tutte escort. Molte delle quali oggi minacciano chi (come il nostro giornaale) pubblica legittimamente le foto dei protagonisti (ora arrestati) dell’inchiesta. Dall’inizio della settimana ad oggi una ventina di loro è stata sentita a verbale dagli investigatori della Guardia di Finanza in veste di persone informate sui fatti-testimoni.. Il comune denominatore conduttore delle testimonianze. “Tutti sapevano» del giro di prostituzione, dicono, riferendosi ai giocatori e ai titolari di alcuni locali preferiti dai vertici della società per organizzare le cene. Alcune sono rimaste sorprese dal leggere certe cifre emerse sui giornali, come i 3 mila euro che qualche giocatore ha speso, visto che per una sera c’era chi guadagnava non più di settanta euro. Interrogatori-fiume durante i quali si è parlato del “sistema.

Il prossimo atto degli inquirenti sarà quello di ricostruire tutti i flussi di denaro che hanno portato nei conti bancari dell’ agenzia oltre 1,2 milioni di euro in meno di due anni di «attività» . Almeno 200 mila risultano essere stati versati con bonifici dai calciatori i quali avevano usufruito dei servizi “tutto compreso” della Ma.De. , quasi sempre dopo aver giocato al lo stadio milanese “G. Meazza” a S.Siro .

Il pr Luz Luan Amilton Fraga alla sua festa di compleanno

L’ indagine di Milano si estende al Veneto. Il pr Luz Luan Amilton Fraga, 29 anni, che ha iniziato la sua attività nella vita notturna di Verona, secondo gli inquirenti milanesi oltre a tenere i contatti con i calciatori e fornire loro il gas esilarante, gestiva le ragazze. “Ho appena fatto il test e sono incinta da più di tre settimane. Quindi è proprio lui (un giocatore dell’Hellas Verona ndr )”. È l’ intercettazione importante quella ascotata dagli investigatori della Guardia di Finanza del Nucleo PEF di Milano, intercorsa tra una escort ed il milanese Alessio Salamone, 32 anni, accusato insieme ali atri indagati ristretti ai domiciliari. Al pr veronese-brasiliano Luan Amilton Fraga considerato dagli inquirenti, uno dei partecipanti all’associazione a delinquere sono stati intercettati e posti sotto sequestro poco più di 31 mila euro.

il p.r. milanese Alessio Salamone sempre alla ricerca di ragazze per i clienti

In questo scambio di messaggi contenuti nell’ ordinanza, la ragazza chiede a Salamone: “Quando è venuto a far serata?“. Il reclutatore di escort ed intermediario con i calciatori (dei quali il suo profilo Instagram è pieno di foto) la invita a verificare su Whatsapp per controllare i messaggi in cui venivano concordati il giorno e l’ora dell’incontro con il giocatore dell’Hellas Verona. Ed è proprio da quelle chat che la escort riesce a capire chi fosse il cliente con cui aveva fatto sesso a pagamento quella sera in un hotel a cinque stelle a Milano e così stabilisce che sarebbe stato lui a metterla incinta .

il pr Fraga al lavoro…in discoteca nel veronese (le ragazze non sono indagate)

Fraga insieme a Salamone provvedevano a gestire gli incassi ma anche i debiti dei “clienti “con il gruppo. A Verona se lo ricordano bene . Dal suo profilo social emerge che ha frequentato il liceo artistico , e dopo un periodo in cui aveva iniziato ad aiutare la madre brasiliana in un negozio di parrucchiera, aveva costruito la sua carriera come pr di locali e discoteche. Uno dei tanti pr nel mondo dell’intrattenimento veronese che girano per locali, non certo un personaggio di rilievo. E successivamente trasferisce la propria attività a Milano.

In quell’occasione, peraltro, la stessa donna aveva chiesto a Salamone i «palloncini» di gas esilarante molto in voga fra i calciatori, in quanto a base di protossido di azoto, sostanza psicoattiva e anestetizzante che non viene rilevata all’antidoping .”Ti ti mando qualcuno all’hotel” è la risposta di Salamone che con l’occasione si fa riferire il nome del calciatore.





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