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13 Aprile 2026 14:25

Jannik Sinner è tornato numero 1 al mondo 

"Mi fa piacere, ma gioco soprattutto per vincere i tornei. Può cambiare tutto da una settimana all'altra. A Madrid, se lo giocherò, sarà diverso, con l’altura, e poi Roma e Parigi ancora più duri"

Con la vittoria del torneo di Montecarlo, Sinner ha conquistato il settimo Masters 1000 diverso: ora gli mancano soltanto Madrid (nei prossimi giorni deciderà se lasciarlo in programma oppure no) e Romam dove agli Internazionali d’ Italia, lo scorso anno, di rientro dalla squalifica, giocò la finale perdendola contro Carlos Alcaraz che ieri ha scon itto. Una vittoria italiana nel singolare maschile del Foro Italiico manca da cinquant’anni ‘, dalla straordinaria vittoria nel 1976 di Adriano Panatta, L’ Italia tennistica e non solo esulterebbe per gioia. Step by step è la filosofia di Jannik: a Roma si penserà quando si scenderà in campo; per il momento, vuole giustamente godersi il momento e la prima, trion fale vittoria sulla terra rossa.

Sinner ha costruito l’impresa con grande fedeltà, amandola momento per momento, punto su punto. Ha vinto a Indian Wells quando il tennis parlava solo di Alcaraz, e del suo tennis inarrivabile. Ha strappato alla pioggia di Miami il Sunshine Double. È sceso in campo a Montecarlo sapendo che gli sforzi compiuti non erano stati vani, e sarebbe bastato solo un ultimo scatto per tornare in testa. Ma ha attraversato il torneo dal lato più difficile. Humbert, Machac, Auger Aliassime, e Zverev prima di affrontare il numero uno in carica nella sfida più ansiogena che si possa immaginare, che valeva tutto quello che si possa immaginare: un titolo mai conquistato, un “Masters 1000” mai vinto sulla terra rossa, e il titolo da leader del tennis mondiale.

La festa è stata autentica, seppure Sinner la contiene entro i limiti che si è dato. S’inginocchia un attimo, forse per sentirsi più vicino alla terra dove non ha mai vinto. C’è un inno di Mameli da cantare, e lui si fa sentire, mentre la bandiera italiana si alza sul pennone. Ci sono abbracci per tutti, anche se la mamma arriva dopo, che chissà dove si era nascosta con tutte le sue pene che non riesce ad acquietare. C’è Laila, che gli sorride con occhi innamorati, e c’è un abbraccio anche per lei.

Il quinto italiano vincitore del torneo che ha 130 anni di storia. In Era Open, solo due… Fognini nel 2019, e ora Sinner. Con Panatta e Bertolucci vincitori del doppio nel 1980, ma contro McEnroe e Gerulaitis, e scusate se è poco. Jannik Sinner lo ha conquistatp venendo tre volte a capo della finale.

È la testa l’unica guida sicura per affrontare momenti simili. Quella di Sinner ha dimostrato di funzionare bene sempre e comunque, sennza lasciare mai niente al caso. Ha acquisito la versatilità che serve per dare una risposta a qualsiasi interrogativo. Sinner ha trattato a Montecarlo il vento come un amico. Era un modo figurato per dire che, nel pagare dazio sul servizio e su qualche errore di troppo (e quella palla schiantata a rete sul primo set point, nel tie break del set d’avvio, ha causato un sussulto in tutto lo stadio), ha trovato però il modo di conviverci, evitando forzature che i refoli avrebbero allungato ben oltre le righe. Alcaraz ha mostrato ancora una volta di saper fare molte cose con la racchetta, non sono in discussione le sue doti, ma quando ha fallito due opportunità per il 4-2 nel secondo set, ha concesso a Sinner un’autostrada da percorrere rapidamente fino al 6-3 che ha chiuso il match.

La classifica oggi assegna a Jannik 13.400 punti. Alcaraz resta dietro di 160. Al termine del torneo di Doha lo spagnolo era avanti di tremila punti. In termini numerici non credo che l’impresa compiuta possa trovare evidenziatori migliori. Ma i due restano vicini. Talmente vicini che è logico supporre molti nuovi trambusti lassù, sulla vetta. Sinner ha vinto sul rosso il primo torneo importante. Ora ci sono Roma e Parigi da vincere. .

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