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28 Marzo 2026 08:51

Torna l’ora legale: quando e come spostare le lancette

Da domani, domenica 29 marzo, le giornate diventano "più lunghe". Le prime ore del mattino diventano più buie, si guadagna luce nel pomeriggio e in serata.

Nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo il ritorno dell’ora legale: andranno spostate le lancette degli orologi e così ufficialmente inizierà “la bella stagione”, con giornate più lunghe, un generale senso di benessere e anche un maggiore risparmio energetico. Le lancette degli orologi andranno spostate un’ora avanti: le 2 di notte diventeranno le 3. I dispositivi digitali, dai computer agli smartphone, si aggiorneranno automaticamente, mentre negli orologi analogici e in alcuni elettrodomestici bisognerà intervenire manualmente.

Perché alle 2 di notte

La scelta non è casuale. A quell’ora il traffico ferroviario e aereo è ridotto al minimo, i servizi sono quasi fermi e l’impatto su turni, biglietteria e contabilizzazioni è trascurabile. Un orario scomodo per chi dorme, ma pensato per non disturbare niente e nessuno. Treni, aerei e autolinee si adeguano senza che i passeggeri debbano fare nulla: i biglietti già riportano l’orario corretto per la data del viaggio.

Attenzione, invece, alle comunicazioni con gli Stati Uniti: oltreoceano il cambio avviene in date diverse (seconda domenica di marzo, prima di novembre), creando per alcuni giorni uno sfasamento nei fusi orari. Call internazionali e scadenze condivise vanno verificate.

Quando torna l’ora solare

L’ora legale sarà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre 2026, quella del 25, quando tornerà invece l’ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un’ora indietro.

Salute: il micro-jet lag primaverile

Il cambio di orario primaverile sposta il nostro orologio biologico di un’ora. Gli effetti negativi, documentati dalla letteratura scientifica, sono reali ma in genere transitori: qualche giorno di sonnolenza, un lieve calo di concentrazione. La American Academy of Sleep Medicine segnala anche un aumento a breve termine del rischio di incidenti stradali e disturbi cardiovascolari nelle giornate immediatamente successive. Chi soffre di più sono bambini, adolescenti, lavoratori con turni mattutini e chi ha già problemi di sonno.

Per adattarsi senza troppi danni: anticipare gradualmente l’orario di coricarsi nei tre-quattro giorni prima del cambio, esporsi alla luce naturale al mattino, ridurre schermi e luci intense la sera, mantenere orari regolari. Nei primi due giorni meglio evitare, se possibile, lunghi spostamenti in auto e impegni che richiedono massima concentrazione.

Il dibattito europeo ancora aperto

Da anni si discute se abolire il doppio regime ora solare/ora legale. Nel 2018 una consultazione della Commissione Europea ha raccolto 4,6 milioni di partecipanti, con l’84% favorevole a eliminare i cambi stagionali. Nel 2019 il Parlamento Europeo ha spinto in quella direzione, ma tutto si è arenato sul nodo principale: scegliere un’ora permanente senza creare fratture tra Nord e Sud del continente. Per ora le regole restano quelle in vigore.

In Italia, nel 2025 una petizione di SIMA e Consumerismo No Profit ha superato le 352.000 firme, chiedendo al Parlamento di valutare l’ora legale permanente. I promotori stimano risparmi aggiuntivi di 720 milioni di kWh e circa 180 milioni di euro l’anno — stime da valutare con attenzione, perché gli effetti variano molto per latitudine e abitudini di consumo.

L’ora legale potrebbe diventare permanente in Italia?

Secondo Terna, nel 2024 l’ora legale ha tagliato i consumi di illuminazione di circa 340 milioni di kWh, con un risparmio superiore a 75 milioni di euro e 160.000 tonnellate di CO₂ evitate. Dal 2004 al 2024, il beneficio complessivo supera 11,7 miliardi di kWh e 2,2 miliardi di euro. Meno “potente” rispetto a vent’anni fa, grazie all’efficienza dei LED e dei sensori automatici, ma il contributo è ancora misurabile — soprattutto nella fascia serale, dove l’illuminazione artificiale pesa di più.

In Parlamento si considera la possibilità di mantenere l’ora legale attiva per tutto l’anno. Dal 2004 al 2024 infatti l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all’orario estivo. Mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe generare un risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l’anno, equivalenti all’assorbimento di circa sei milioni di alberi. È quanto si legge in un documento pubblicato dal Parlamento, che ha avviato una “Indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori'” L’indagine conoscitiva dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026.

Le date da ricordare

  • Ora legale: notte tra 28 e 29 marzo 2026, alle 02:00 si va alle 03:00
  • Ora solare: notte tra 24 e 25 ottobre 2026, alle 03:00 si torna alle 02:00

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