Operazione “Pecunia non olet”. 8 arresti effettuati dalla Polizia di Stato per truffe allo Stato

Operazione “Pecunia non olet”. 8 arresti effettuati dalla Polizia di Stato per truffe allo Stato

L’articolata attività investigativa ha consentito di provare l’esistenza di un gruppo criminale, costituitosi al fine di ottenere illecitamente finanziamenti pubblici attraverso la presentazione di richieste di finanziamento create ad hoc, stilate sulla base di indicazioni ricevute da uno degli indagati, pubblico dipendente di INVITALIA

ROMA – Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.  Tra loro anche un’ex consigliere comunale, Ignazio Cozzoli, eletto nelle fila della Lista Marchini poi passato al Gruppo misto, e decaduto nel marzo scorso dopo il riconteggio delle schede che ha assegnato il seggio al Pd.

Lo SCO il Servizio Centrale Operativo e la Squadra Mobile della Questura di Roma guidata da Luigi Silipo ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari a carico di 8 persone e contestuali perquisizioni. Insieme a Cozzoli, sono finiti ai domiciliari Emanuele Rigante’, Massimiliano Portaleone, Filippo Marullo, l’avvocato Francesco Capoccia, Silvia Pronti e il dipendente di Invitalia Luigi Napoli. Arrestato e messo ai domiciliari anche Riccardo Solfanelli, in passato capo di gabinetto dell’ex vicesindaco Sveva Belviso componente della giunta di centrodestra guidata da Gianni Alemanno (i due politici sono estranei all’inchiesta).

La politica usata come un grimaldello. Ignazio Cozzoli chiedeva sostegno elettorale alla Lista Marchini da chi avrebbe ottenuto il finanziamento, secondo quanto riportato negli atti , cercava un “consenso elettorale tra coloro che hanno ottenuto illecitamente le erogazioni da Invitalia”. “L’ulteriore utilità”  sarebbe stata l’obbiettivo dell’ex consigliere della lista Marchini, il quale aveva anche il fine di  “poter contare per le elezioni amministrative del giugno 2016 del voto degli associati e di tutti coloro che formalmente o di fatto avrebbero ottenuto il finanziamento“.

Cozzoli  e l’ex “alemanniano” Solfanelli  in alcune intercettazioni telefoniche acquisite dalla Squadra Mobile di Roma  citando il processo a Raffaele Fitto, parlavano di “strategie”  Nelle intercettazioni è lo stesso Cozzoli a sostenere che i candidati della Lista Marchini erano decisi da lui.

I destinatari del provvedimento sono indagati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una molteplicità di truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzioni per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivelazioni ed utilizzazioni di segreti d’ufficio. Soltanto il dipendente di Invitalia,  Luigi Napoli  è accusato per il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico con l’aggravante di rivestire la qualifica di pubblico ufficiale.

L’articolata attività investigativa ha consentito di provare l’esistenza di un gruppo criminale, costituitosi al fine di ottenere illecitamente finanziamenti pubblici attraverso la presentazione di richieste di finanziamento create ad hoc, stilate sulla base di indicazioni ricevute grazie alla corruzione di uno degli indagati, pubblico dipendente dell’ente erogatore delle agevolazioni, INVITALIAAgenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del Ministero dello Sviluppo Economico

Francesco Capoccia

La base operativa dove si riuniva l’ associazione criminale era lo studio legale dell’avvocato Capoccia. Le tangenti pattuite erano somme di denaro erogate e promesse. Il denaro effettivamente dato è pari a circa 600 euro, e quello promesso era invece pari a 70 mila euro. Lo schema truffaldino attuato era sempre identico: presentazione del progetto da parte dell’imprenditore, ottenimento del via libera, quindi incontro con il soggetto finanziatore e cioè Invitalia. A questo punto si attivava  il ruolo dell’avvocato Capoccia il quale grazie all’aiuto del Napoli l’impiegato infedele di Invitalia  faceva conoscere in anticipo i requisiti e le domande che i valutatori Invitalia avrebbero fatto agli imprenditori. Ma non soltanto. Infatti Napoli faceva anche delle pressioni nei confronti dei valutatori chiedendo loro di far passare i progetti presentati dalle persone da lui segnalate.

In concomitanza con  il provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P., sono state eseguite perquisizioni delegate presso le abitazioni di residenza e gli uffici degli indagati, compreso lo studio dell avvocato Capoccia, nonché presso la sede dell’Ente INVITALIA, attività che ha consentito l’acquisizione di ulteriori elementi di riscontro.

La soddisfazione del capo della Squadra Mobile romana, Luigi SilipoAbbiamo istituito la squadra speciale contro la corruzione soltanto un anno e mezzo fa . La materia è molto “tecnica”, ma il procuratore aggiunto Paolo Ielo ci ha dato subito fiducia. Sono orgoglioso dei miei uomini e in particolare della nostra sezione anticorruzione guidata da Maurizia Quattrone“.

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