Marina Berlusconi attacca Di Battista(M5S) : “Lui non sarà mai nei libri di storia, mio padre sì”

Marina Berlusconi attacca Di Battista(M5S) : “Lui non sarà mai nei libri di storia, mio padre sì”

ROMAMarina Berlusconi, invitata a commentare al termine dell’assemblea dei soci della Mondadori spa, sulla battuta di suo padre, che assumerebbe i grillini solo per “pulire i cessi” a Mediaset, è chiara e perentoria: “Beh, cosa volete si risponda a chi ti dice di non voler nemmeno sedersi a un tavolo con te, dimostrando un assoluto disprezzo della democrazia? O a chi addirittura ti definisce “il male assoluto”, come dire Stalin, Hitler, il diavolo?” aggiungendo “mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce”.

L’attivista ed ex deputato grillino Alessandro Di Battista, parlando dell’impossibilità per il M5S di fare accordi con Forza Italia, in procinto di partire per il Sud America qualche giorno fa aveva scritto su Facebook: “Io considero da 25 anni Berlusconi e ancor di più il “berlusconismo” con tutte le sue manifestazioni successive (il renzismo ne è una delle tante) il male assoluto del nostro Paese”  .

Marina Berlusconi

La figlia dell’ ex-Cavaliere ha così successivamente commentato gli insulti subiti da suo padre: “Se non fosse drammatico, perché c’è di mezzo il futuro del Paese sarebbe da prenderla come la ridicola sparata di ragazzi arroganti che non hanno nulla di costruttivo da proporre e quindi devono cercarsi a tutti i costi un nemico. Stiamo parlando di un signore, mio padre, che è uno dei più grandi imprenditori italiani, ha creato dal nulla un gruppo che dà lavoro a 20mila persone, un gruppo che ha pagato dalla sua nascita 10 miliardi di tasse”.

Marina Berlusconi precisando chenon vuole entrare nel merito delle consultazioni” sottolinea: “Ha fatto una campagna elettorale straordinaria, per le politiche ma anche per le regionali in Molise, con tutto l’impegno e la generosità di cui è capace. A livello nazionale ha recuperato parecchio, nonostante il voto del 4 marzo non abbia certo premiato le posizioni moderate, e si conferma l’unico davvero in grado di dar voce a idee che per fortuna non moriranno mai: la passione per la libertà, la lotta alle ideologie totalitarie e alle ipocrisie del giustizialismo, la difesa del mercato“.

Silvio e Marina Berlusconi

Aggiungendo: “Stiamo parlando di un signore che ha innovato nelle imprese e in politica, ha raccolto oltre 200 milioni di voti, ha guidato l’Italia per nove anni realizzando innumerevoli riforme, ha ridato orgoglio a questo Paese trattando da pari a pari con i più grandi leader del mondo. Mio padre alza il telefono e parla con Vladimir Putin o con Angela Merkel, e chi lo offende parla al massimo con un comico o un esperto di computer. Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce“.

La Presidente di Fininvest e Mondadori ha quindi concluso: “La sua esperienza e saggezza, così come i suoi rapporti con l’Europa e con molti fra i più importanti leader mondiali  rappresentano un patrimonio prezioso che va al di là di Forza Italia e della stessa coalizione di centrodestra“.

la satira sul libro di Di Battista edito con il soldi di “casa Berlusconi”

Marina Berlusconi si è anche soffermata sul futuro governo: “Ci vorrebbe una sfera di cristallo. Io auspico un governo che possa fare le cose di cui ha bisogno questo paese“. E non ha risparmiato un commento sulla sentenza di Palermo sulla trattativa tra stato e mafia che ha portato alla condanna di Marcello Dell’Utri, storico collaboratore di Silvio Berlusconi: “E’ una sentenza davvero priva di fondamento, in processo non è stato presentato uno straccio di prova“.

“L’Italia non merita di vedere la propria storia riscritta da sentenze come quella – si lascia andare Marina Berlusconi quella sentenza quel verdetto e anche il modo con cui e’ stato utilizzato per andare contro mio padre con la giustizia non hanno assolutamente niente a che vedere. La giustizia dovrebbe guardare ai fatti e basarsi sui fatti. I fatti li conosciamo, in processo non e’ stato presentato uno straccio di prova” ricordando che “l’allora procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso aveva detto che sarebbe stato giusto dare un premio ai risultati raggiunti dai governi Berlusconi nella lotta alla mafia: Questi sono i fatti, ma ora sembra che i fatti non contino nulla e vengano cancellati dalle strumentalizzazioni e mistificazioni nel piu’assoluto disprezzo della verita’“.

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