Lo squallido “protagonismo” di Emiliano sull’ ILVA

Lo squallido “protagonismo” di Emiliano sull’ ILVA

ROMA –  “Prendiamo atto della lettera che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha appena fatto pervenire al Ministero dello Sviluppo Economico”  afferma il Ministro Luigi Di Maio. “In questa lettera si denunciano irregolarità sulla gara con cui ArcelorMittal si è aggiudicata Ilva. “Per completezza – conclude Di Maiorendiamo pubblica la lettera”.

Lettera Emiliano-Ilva

In sintesi Michele Emiliano nella sua “letterina”sostiene che  l’aggiudicazione “presenta zone d’ombra” dimenticando che si tratta di una gara di evidenza pubblica e che quindi i sospetti vanno esternati alla magistratura, dalla quale il Governatore barese sembra essere sempre più lontano. Ma la cosa paradossale che Emiliano esterna le sue osservazioni atteggiandosi ad esperto del settore (che non è !) venendo notoriamente consigliato da un’ingegnere noto solo per il suo atteggiamento anti-ILVA e per la vicinanza extra-lavoro al suo attuale “sponsor” politico.

La “letterina” di Emiliano è semplicemente una barzelletta istituzionale sopratutto laddove si mette anche discutere di concorrenza europea dimostrando una scorrettezza istituzionale senza precedenti, in considerazione del fatto che l’ Antitrust Europea sicuramente ci capisce qualcosa di più ed è maggiormente competentedell’ “Armata-Brancaleone-Barese” di cui si circonda Michele Emiliano !

La conclusione della “letterina” di Emiliano che giustamente il ministro Luigi Di Maio ha inteso rendere di dominio pubblico, sconfina nella “follia”, secondo la quale il fatto che l’ Antitrust Europea abbia previsto e richiesto l’uscita del Gruppo Marcegaglia “dal soggetto aggiudicatario” cioè dalla cordata Amco Invest Italy, “in violazione delle regole che sottendono l’evidenzia pubblica“.

Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e delle Politiche Sociali

Il vice premier Luigi Di Maio ha inviato i documenti sulla cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal all’ ANAC, l’ Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone dopo aver ricevuto la lettera di Michele Emiliano che sostiene presunte irregolarità nella gara. Il dossier riguarda la ”segnalazione di possibili anomalie della procedura di gara per il trasferimento a terzi dei complessi industriali facenti capo alle imprese del gruppo Ilva in amministrazione straordinaria”.

Immediata la risposta dell’ex ministro Carlo Calenda, che per mesi ha “rimbalzato” i tentativi di invasione politica del presidente della Regione Puglia,  Calenda su Twitter: risponde così  “Data l’importanza della procedura di cessione qualsiasi ulteriore verifica di legalità e conformità alle norme è, per quel che mi concerne, benvenuta“. E precisa  due cose: “il comitato degli esperti ha dato parere totalmente positivo su piano AmInvestCo (condizione per ammissibilità dell’offerta) e la gara è stata fatta sulla base di criteri e parametri conosciuti ex ante e approvati dalla Commissione Europea. Il resto è chiacchiera da bar“.

Purtroppo Emiliano non si rassegna e vuole essere della partita, dimenticandosi che in questa occasione, persino i suoi stessi compagni di partito (il Pd n.d.r.)  l’hanno lasciato in tribuna….

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