La guida M5S del Governo al capolinea: Conte, Salvini, Di Maio e Giorgetti non si parlano più

La guida M5S del Governo al capolinea:  Conte, Salvini, Di Maio e Giorgetti non si parlano più

Accese le polemiche tra soci-alleati. I contatti tra Salvini, Di Maio, Conte e Giorgetti sono interrotti: “Si mandano raccomandate o tweet. In ogni caso sono costretti a incontrarsi in Consiglio dei Ministri , quindi entro lunedì si dovranno vedere” dice Giorgetti

ROMA – Soltanto sei mesi fa, Matteo Salvini  esprimeva su La7  lodi lusinghiere dei soci-alleati di governo: “Senza Di Maio e Conte non avrei combinato niente”. Era soltanto lo scorso novembre ma  la “liason” fra due vicepremier e leaders dei rispettivi partiti è pressochè arrivata al capolinea con inevitabile rincorsa polemica su di chi pesi la responsabilità della rottura.

L’alleanza fra  Di Maio e Salvini è incrinata da un bel pezzo. Lo scorso primo maggio al vertice intergovernativo i due vice-premier sono arrivati  a Tunisi atterrando con due voli diversi e successivamente costretti a sedere spalla a spalla, senza parlarsi, ingannando il reciproco silenzio con gli occhi fissi sugli smartphone. Di Maio al rientro a Roma ha “snobbato” l’aereo di Stato. Il leader politico 5 Stelle invoca un vertice di maggioranza ? Dalla Lega replicano che il ministro grillino alla guida dei dicasteri del Lavoro e Sviluppo in realtà “non ha chiesto nessun incontro a Salvini ” ed il M5S cerca di ridicolizzare l’alleato : “Se la Lega ci tiene, gli facciamo una richiesta con la carta bollata“.

  Gli imbarazzati silenzi e i mancati incontri di quello che sembra essere l'”ei fu” quartetto di Palazzo Chigi, composto dal Premier Giuseppe Conte (non votato e quindi non eletto dagli italiani)  , dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, e dai vicepremier  ormai separati in casa, sembrano vivere il ruolo di chi dopo un matrimonio di facciata, si appresta alla firma del divorzio definitivo. Soltanto il responso del voto europeo del prossimo 26 maggio, infatti,  potrà liberarli  dall’ibernazione glaciale in cui i due partiti (ex ?) alleati sembrano essersi rinchiusi . Tra Conte e Giorgetti peraltro la simpatia e coesione non è mai scattata, mentre quella tra Conte e Salvini si è guastata giorno dopo giorno: il leader della Lega punta alla presidenza del consiglio ed il professore grillino, “autocelebratosi” avvocato degli italiani, invece intende ancora occuparla a lungo.

Matteo Salvini e Giuseppe Conte

Sino allo scrutinio del voto europeo sono obbligati di fatto  a non parlarsi , a non sedersi nelle occasioni ufficiali uno accanto all’altro,  ed a randellarsi ripetutamente senza sosta dalle pagine dei socialmedia. E sui social infatti che regna la più dura battaglia verbale che mai abbia contrapposto gli “azionisti” di un’alleanza  governativa contrattualizzata . Di Maio mi insulta”, attacca Salvini, e l’altro gli replica ” Salvini fa l’offeso, da quando c’è stato il caso Siri l’ha presa sul personale“.  Matteo Salvini non si fa sfuggire l’occasione per puntualizzare: “Io per 11 mesi ho mantenuto la parola con gli italiani e con i 5 Stelle. Inizio a notare troppi accoppiamenti fra Pd e 5 Stelle, troppa sintonia“. Aggiungendo: “No alla flat tax, no ad Autonomia, no al nuovo decreto sicurezza. E magari riapriamo i porti – ha aggiunto – . Mi spieghi qualcuno se vuole andare d’accordo con il PD o con gli italiani e la Lega rispettando il patto“.

Giancarlo Giorgetti

Ma di fatto gli ex “alleati-amici di facciata“,  non si parlano più personalmente.Non si telefonano, come confermato dalla posizione ufficiosa resa nota da fonti leghiste due giorni fa : “Salvini non sente né Di MaioConte dall’ultimo Consiglio dei ministri“. Affermazione che di fatto significa dire che per sei lunghissimi giorni almeno, cioè dall’8 al 14 maggio, il Governo a maggioranza gialloverde è incredibilmente andato avanti in assenza di contatti tra coloro i quali rappresentano le massime istituzioni. Un comportamento che non può passare inosservato ai milioni di cittadini che si illudevano nel millantato Governo del cambiamento.

Più che lecito chiedersi a questo punto, come è immaginabile che si possa governare un Paese, che nonostante la crisi economica che vive, rimane sempre  la settima potenza industrializzata al mondo, senza scambiarsi nemmeno una parola, preferendo litigare via telecamere, socialnetwork o quando capita dalle prime pagine dei quotidiani ?  L’esperto e navigato Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio,  ha confermato ufficializzando nello salotto televisivo di Porta a Porta condotto da Bruno Vespa l’”insostenibile” livello di litigiosità, rivelando che  Salvini e Di Maio non si parlano più: “Si mandano raccomandate o tweet. In ogni caso sono costretti a incontrarsi in Consiglio dei Ministri , quindi entro lunedì si dovranno vedere” aggiungendo “Se il livello di litigiosità resta questo dopo il 26 maggio è evidente che non si potrebbe andare avanti“.

Elezioni anticipate a settembre? Non ho mai paura del popolo che si esprime” commenta Giorgetti. Se il Pd prende il 45% il 26 maggio, e se la Lega prende il 35%? “In quel caso sono contento“, dice senza manifestare alcuna preoccupazione.

Domani in pre consiglio si inizierà a discutere il testo del decreto sicurezza bis, che la Lega intende approvare subito, e quindi è prevista una battaglia in punta di diritto tra gli esperti legislativi dei rispettivi i partiti. Fonti vicino a Conte sostengono che difficilmente ci saranno le condizioni politiche affinché si possa arrivare a un disco verde prima del voto: “Magari il documento farà un primo giro di tavolo in Cdm, per consentire al ministro dell’Interno di dimostrare plasticamente che sta andando avanti, complicato che si faccia di più”. Uno scontro all’orizzonte che rischia non solo di logorare, ma di compromettere oltre il punto di non ritorno, questa maggioranza che incredibilmente si trova a farsi opposizione da sé stessa.

Se non dovesse saltare….

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