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15 Gennaio 2026 00:08

L’ antiriciclaggio di Bankitalia indaga sui conti della Lega. Ecco cosa ha scoperto

L'inchiesta di copertina del nuovo numero dell'Espresso in edicola domani svela il rapporto dell'Uif di via Nazionale sui pagamenti del partito di Matteo Salvini. E vengono confermati gli articoli del settimanale

ROMA – Un documento della Banca d’Italia. Che collega i conti della Lega al Lussemburgo. È un rapporto compilato dagli analisti della Uif documento della Banca d’Italia. Che collega i conti della Lega al Lussemburgo. È un rapporto compilato dagli analisti della Uif, l’ufficio antiriciclaggio, quello che monitora le operazioni sospette segnalate dagli istituti bancari. Gli approfondimenti finanziari curati dalla Divisione operazioni sospette della Banca d’Italia aggiungono un fatto finora inedito.

Una transazione finanziaria che collega Giulio Centemero, parlamentare e tesoriere della Lega, a una piccola società italiana controllata da una holding del Lussemburgo. Si tratta della Alchimia Srl, domiciliata in via Angelo Maj 24, a Bergamo, presso lo studio di Alberto Di Rubba, l’uomo che insieme ad Andrea Manzoni cura i conti dei gruppi parlamentari della Lega.

L’Espresso nel servizio di copertina in edicola da domenica 5 maggio e già online su Espresso+ rivela in esclusiva i risultati dell’istruttoria dell’ufficio antiriciclaggio di Bankitalia. E parte proprio dall’Alchimia.

 

La Alchimia, come l’ ESPRESSO aveva raccontato oltre un anno fa, insieme ad altre sei società registrate nello studio di Di Rubba fa capo alla Ivad Sarl, società lussemburghese le cui azioni sono in mano a una fiduciaria. Insomma, impossibile sapere chi sia il proprietario. Di certo il 10 agosto del 2016 Centemero ha versato denaro sui conti della Alchimia. E lo ha fatto “utilizzando provviste derivanti dall’accredito lo stesso giorno di un bonifico della Lega Nord e di un bonifico di Sdc Srl, si legge nel documento di Bankitalia. Traduzione: soldi del partito potrebbero essere finiti nel Granducato.

Il dettaglio contenuto nel documento della Uif rischia di risultare rilevante ai fini delle inchieste giudiziarie. Da mesi la Procura di Genova sta infatti cercando di capire se i 49 milioni di euro frutto della truffa ai danni dello Stato, quella commessa da Umberto Bossi tra il 2008 e il 2010, sono stati fatti sparire dai suoi successori, cioè prima Roberto Maroni e poi, dalla fine del 2013, il vicepremier Salvini.

Il sospetto degli investigatori è che parte dei 49 milioni sia stata riciclata in Lussemburgo. Come? Proprio usando la Alchimia e le altre sei società domiciliate a Bergamo. Non a caso i nomi di queste aziende sono contenuti nel decreto del dicembre scorso con cui la Guardia di Finanza ha perquisito lo studio di Di Rubba. Finora si sapeva solo che una di queste imprese, la Growth and Challenge Srl, era amministrata da Centemero. Il dettaglio contenuto nelle carte di Bankitalia certifica però il passaggio di denaro tra la Lega e una delle sette società controllate dall’anonima holding del Granducato. Un passaggio di denaro avvenuto attraverso Centemero, il tesoriere del partito scelto da Salvini in persona.

Il direttore dell’ ESPRESSO Marco Damilano nel suo editoriale, scrive che Matteo Salvini non può continuare a far finta di niente. Anche perché a mostrare una Lega sempre più invischiata nella corruzione c’è l’inchiesta di Vittorio Malagutti sul “Poltronificio Giorgetti“: la rete di potere fatta di consulenze, nomine e affari affidata dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti ad amici e amici di amici.

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