ILVA riparte Afo1: 500 operai ritornano a lavorare

ILVA riparte Afo1:  500 operai ritornano a lavorare

Entro la fine della settimana l’ ILVA è pronta a riaprire nei tempi previsti dai programmi aziendali l’altoforno 1(AFO1) il più grande d’Europa, chiuso dal 2012 per motivi ambientali e ristrutturato secondo le prescrizioni Aia . I commissari ritengono di aver concluso i lavori, di ambientalizzazione che prevedevano, fra le altre cose, il montaggio di un particolare filtro sui camini in grado di limitare le emissioni. E’ stato reso noto dai dirigenti dello stabilimento siderurgico durante il tavolo tecnico di sicurezza che si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Prefettura a Taranto, al quale hanno partecipato il Prefetto Guidato, rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, il sindaco Ippazio Stefàno, il presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, i vertici dell’ILVA di Taranto, nonchè i rappresentati dell’  Arpa Puglia, IspraInail, Spesal, e Vigili del Fuoco.

Schermata 2015-08-05 alle 02.21.22AFO1 era fermo da Dicembre 2012 e ripartirà con la totalità degli adeguamenti ambientali completati in ossequio alle prescrizioni AIA. Di questi, i principali sono: l’ ammodernamento depolverazione campo di colata, una nuova depolverazione stockhouse, la condensazione vapori loppa e la chiusura edificio Stockhouse1 Con il ri-avviamento di AFO1 ed il conseguente riavvio dell’Acciaieria 1, la capacità produttiva dello stabilimento Ilva di Taranto raggiungerà il 60% circa del proprio valore massimo – arrivando a circa 17 mila tonnellate al giorno e 6 milioni di tonnellate su base annua – con un impatto positivo occupazionale di circa 400 persone.AFO1 produrrà circa 5400 tonnellate/g di ghisa, mentre lo stabilimento con AFO 1, 2 e 4 in marcia produrrà circa 17mila tonnellate/g di acciaio.

Il ri-avviamento di AFO1 come reso noto da una nota dell’ ILVA, “sarà effettuato utilizzando una procedura consolidata a livello internazionale, con l’obiettivo di minimizzare gli impatti ambientali e di sicurezza legati agli inevitabili transitori associati all’avvio di un altoforno, tra cui ad esempio le fisiologiche emissioni dal tetto dell’impianto non presenti in marcia normale“.  Quarantatre sono le aziende interessate al rifacimento dell’AFO 1.  Al momento sono attivi e funzionanti l’Altoforno 4 e l’Altoforno 2, il quale ha ripreso il previsto ciclo di produzione,  letteralmente “salvato” dall’ultimo decreto del Governo Renzi che ha provvidenzialmente sospeso gli effetti del sequestro senza facoltà d’uso dell’impianto disposto dalla procura tarantina in merito all’inchiesta sull’incidente costato la vita al 35enne operaio, che dalle prime risultanze delle indagini ed accertamenti tecnici, sembrerebbe essere stato determinato probabilmente da un errore di procedure, e quindi umano.

Questo significa far rientrare al lavoro dalla solidarietà 300 lavoratori, oltre ad almeno 200 dell’indotto. Al momento sono circa 3500 gli operai che usufruiscono dell’ammortizzatore sociale, in presenza di un ’accordo sindacale che prevedeva un numero massimo di 4.074 di lavoratori in solidarietà. Il piano è stato presentato nel pomeriggio dall’ILVA alle organizzazioni sindacali a cui è stato anche comunicato che i lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto dell’ ILVA sottoposti a contratto di solidarietà nella prossima busta paga in arrivo il 12 agosto,  troveranno l’integrazione salariale al 70%, secondo quanto previsto dal decreto Milleproroghe,  ed anche gli arretrati dal mese di gennaio.

 

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