Il “salvataggio” delle cozze di Taranto, firmato Emiliano, Arpa Puglia ed Università di Bari

Il “salvataggio” delle cozze di Taranto, firmato Emiliano, Arpa Puglia ed Università di Bari

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano,  in conferenza stampa a Bari, a cui erano presenti anche   il Sindaco di Taranto, il Dirigente della Prevenzione dell’ Asl Taranto ed i rappresentanti della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Taranto, ha presentato i risultati della sua ordinanza emanata lo scorso 25 marzo 2016 in materia di sicurezza alimentare, che conteneva delle misure straordinarie di prevenzione del rischio per diossina e Pcb nelle produzioni di mitili di Taranto si è detto molto soddisfatto dei risultati. “L’applicazione della mia innovativa ordinanza evita distruzioni di prodotto e consente di avere la certezza che la cozza di Taranto è la più sicura, per me anche che è la più buona del mondo“.

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Nella conferenza stampa di ieri del Governatore pugliese è  stato spiegato l’avvio dell’operazione di verifica nel Mar Piccolo, che ha conseguito il sequestro di circa 30 tonnellate di cozze, mentre il restante della produzione, equivalente a circa mille tonnellate, è stata trasferita in altre acque più sicure, e mentre quattro anni fa fu distrutto tutta il raccolto della produzione, oggi soltanto il 5%.  “Negli altri anni le operazioni sui mitili – ha spiegato Emiliano – funzionavano in modo tale da causare sistematicamente la distruzione, nel senso che venivano fatti i controlli, si verificava che le cozze per ragioni legate all’andamento termico delle acque avevano accumulato un eccessivo quantitativo di sostanze pericolose per la salute e quindi si distruggevano tonnellate e tonnellate di prodotto”.

Noi invece – ha aggiunto Emiliano – abbiamo anticipato il processo  lo abbiamo studiato grazie all’aiuto dell’Arpa, dell’Istituto Zooprofilattico dell’università di Bari e ci siamo resi conto che le cozze nel mar Piccolo hanno la loro naturale nursery per diversi mesi senza nessun particolare problema e che trasferendole nella fase di maturazione più avanzata in altro luogo, meno soggetto a questo tipo di sbalzi di calore, si evitano gli accumuli delle sostanze nocive. Questa operazione è stata fatta con l’aiuto degli stessi miticoltori, che così hanno protetto la loro produzione, ed il loro lavoro, oltre chiaramente a proteggere la salute dei consumatori”.

 

 

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