Il Governo salva la Banca Popolare di Bari: 900 milioni dei contribuenti per salvarla. E noi paghiamo...

Il Governo salva la Banca Popolare di Bari: 900 milioni dei contribuenti per salvarla. E noi paghiamo...

Approvato dal consiglio dei ministri il decreto . Sì all’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici. Lunedì riapre Piazza Affari e gli oltre 350 sportelli della Popolare di Bari. Andare oltre la “dead line” di ieri sera sarebbe stato più che un autogol e si sarebbe esposta la banca a fughe di risparmi, a un’emorragia di clienti e depositi. Salvini: “Si troveranno per parlare della Banca popolare di Bari: io voglio vedere in galera quelli che hanno rubato i risparmi dei lavoratori pugliesi, degli imprenditori pugliesi.

ROMA – Con il decreto sulla Banca Popolare di Bari approvato nella tarda serata di ieri il Governo ha stanziato un finanziamento ad Invitaliafino a un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020“, per rafforzare il patrimonio del Mediocredito Centraleaffinché questa promuova, secondo logiche di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni“.

Lunedì riapre Piazza Affari e gli oltre 350 sportelli della Popolare di Bari. Andare oltre la “dead line” di ieri sera sarebbe stato più che un autogol e si sarebbe esposta la banca a fughe di risparmi, a un’emorragia di clienti e depositi.

“Questo decreto salva i risparmiatori, ma nessuna pietà per i manager e gli amici degli amici, dice Di Maio che finge di dimenticare l’incoerenza del M5S che in passato aveva sempre criticato i salvataggi delle banche effettuati dai governi del centrosinistra, quando i grillini stavano all’opposizione. Nel decreto di stanotte che ha visto trasformato il titolo durante il CdM con l’inserimento del riferimento al Sud, è stata prevista la creazione di una Banca di investimento pubblica; “Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento” il titolo,  mentre la relazione tecnica allegata al documento evidenziava la “dimensione eccessivamente contenuta” degli istituti del Meridione, e sottolineava che le norme previste possono “contribuire a ridurre il divario di sviluppo economico tra il Mezzogiorno e le regioni del Centro-Nord”.

Le risorse per il salvataggio della Banca Popolare di Bari arrivano dal fondo del ministero dell’Economia destinato “alla partecipazione al capitale di banche e fondi internazionali“. Le risorse sono “iscritte sul capitolo 7175 dello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze”, rifinanziato per il 2020 “con la Sezione II” della legge di bilancio approvata nel 2018.

In base al decreto verrà disposto un aumento di capitale che consentirà a MCC, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB), confermando così la determinazione del Governo nel tutelare i risparmiatori, le famiglie, e le imprese supportate dalla BPB“, si legge nel comunicato finale del Cdm.

Prevista la costituzione di una Banca di Investimento, che nascerebbe dalla ‘scissione’ delle acquisizioni fatte dal Mediocredito Centrale. La formazione passerà attraverso un decreto con il quale il Ministero dell’Economia acquisirà attività e partecipazioni, con l’intero capitale sociale, senza dovere alcun corrispettivo. Le operazioni saranno realizzate in un regime di esenzione fiscale.

Nel documento si prevede anche l’azione di responsabilità nei confronti dei vertici della Popolare di Bari. Ed eventualmente ci sarà l’impegno, da parte dell’esecutivo, su eventuali prepensionamenti, qualora nel piano industriale questi si rendessero necessari. Positivo il parere del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “Il governo è al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti della banca e delle imprese da questa sostenute ed è impegnato per il suo rilancio a beneficio dell’economia del Mezzogiorno”

 

Il leader della Lega, Matteo Salvini, in un comizio a Bari nel pomeriggio di ieri, ha attaccato Bankitalia: “Sulla Banca Popolare di Bari qualcuno doveva vigilare. Spero che il Parlamento approvi il prima possibile la proposta di legge firmata dalla Lega e anche dai Cinquestelle per riformare la Banca d’Italia e farla passare attraverso il Parlamento, quindi attraverso il popolo italiano“. Salvini è andato giù molto “duro”: “Si troveranno per parlare della Banca popolare di Bari: io voglio vedere in galera quelli che hanno rubato i risparmi dei lavoratori pugliesi, degli imprenditori pugliesi. Voglio vedere in galera quelli che stanno rubando il futuro agli operai dell’Ilva di Taranto“.

La Procura di Bari ha aperto un nuovo fascicolo d’indagine (modello 45 senza indagati né ipotesi di reato) di fatto esplorativo sulla Banca Popolare di Bari dopo la lettera inviata nei giorni scorsi dalla Consob che ha segnalato il mancato invio delle informazioni richieste alla banca sulla situazione dei conti. La notizia proviene da fonti vicine agli ambienti giudiziari. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, dovrà valutare se quanto segnalato da Paolo Savona, presidente della Consob,  configuri ipotesi di reato.

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