Il Comune di Taranto cerca di nascondere le proprie illegalità anche sulla “staffista”. Ma l’ indagine della Procura prosegue….

Il Comune di Taranto cerca di nascondere le proprie illegalità anche sulla “staffista”. Ma l’ indagine della Procura prosegue….

Un Comune che minaccia i propri dipendenti, i consiglieri comunali, che impedisce alla stampa di fare il proprio dovere e lavoro, impedendo persino il ricevimento dei comunicati stampa “per decisione del Sindaco”, che vive nel continuo conflitto di interessi, nell’affarismo occulto e nell’illegalità,  è un Comune che non merita alcun rispetto, e che andrebbe commissariato al più presto.

Rinaldo Melucci

ROMA – Ancora una volta il Comune di Taranto manifesta la propria avversione alla trasparenza, e guarda caso lo fa per “coprire” le leggerezze del Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci da Crispiano, nel rapporto fiduciario (solo ?) con la sua staffista del cuore cioè Doriana Imbimbo, che da “zarina” del gabinetto del Sindaco (mai etichetta più appropriata !) è tornata ad essere una semplice disoccupata che passa le sue giornate sui socialnetwork a dilettarsi con il suo cervello da tastiera.

Due giorni fa e cioè il 28 maggio l’ amministrazione comunale ha provveduto a pubblicare la delibera con la quale si è accertata la vera e propria “truffa” ai danni del Comune di Taranto , e quindi a tutti i contribuenti tarantini, da parte della Imbimbo la quale aveva consapevolmente “spacciato” il proprio diploma ottenuto dall’ Istituto Europeo di Design per  una laurea mai conseguita , ma la circostanza ancor più grave è che dal 29 settembre 2017 nessun dirigente, funzionario, impiegato, avvocato del Comune di Taranto abbia mai avuto  la dovuta accortezza di controllarne la veridicità . Altra circostanza a dir poco vergognosa è che nella delibera non viene mai indicato il nome della Imbimbo, che invece compariva ed era presente nelle precedenti delibere citate nell’ultimo atto del Comune !

Determina_IMBIMBO

E’ stato infatti grazie ad un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presentato da Francesco D’ Eri un sindacalista dell’ UGL di Taranto,  che si è accertato l’indebito avvenuto pagamento di oltre 28mila euro alla (ormai ex) “staffista del Sindaco Melucci, senza che quest’ultimo abbia sentito il dovere morale di dimettersi, o chiedere scusa alla città. Giusto per fare un esempio, a Roma, il sindaco Ignazio Marino è stato dimissionato a suo tempo dalla sua stessa maggioranza di centrosinistra per una vicenda di spreco di denaro pubblico un importo persino inferiore a quello della Imbimbo.

Ma evidentemente a Taranto i consiglieri comunali che sostengono e fanno da “stampelle” alla maggioranza comunale di centrosinistra che sostiene il Sindaco Melucci, non hanno avuto quella onestà intellettuale e morale, di chiederne le dimissioni, o ancora meglio di dimettersi tutti quanti insieme, facendo così decadere il consiglio comunale e mandando a casa l’intera giunta composta in maggioranza da “nominali” e cioè non eletti dai cittadini ed elettori di Taranto. Questa mancanza di onestà, morale e dignità politica della stragrande maggioranza dei consiglieri comunali di Taranto, in quanto è ben “noto” che il ruolo di consigliere comunale e/o assessore a Taranto, altro non è che uno “stipendificio” “pubblico” grazie al quale molto spesso questi politicanti da marciapiede vivono e sopravvivono.

Doriana Imbimbo la “staffista” di Melucci

Ma le dimissioni della Imbimbo non potranno sanare le responsabilità penali di chi ha commesso questa truffa ai danni del Comune di Taranto, e di tutti coloro che l’hanno avvallata (quindi la Giunta al completo) commettendo il reato di “omissione in atti ‘ufficio”. Restituire dei soldi “truffati” ad un’amministrazione comunale può al massimo ridurre la pena, ma il reato permane. Cosa ha aspettato il Comune di Taranto ad effettuare i dovuti accertamenti del caso e mandare dopo circa 9 mesi la mail per verificare la corrispondenza di quel curriculum vitae .

Come mai i “burocrati” del Comune di Taranto, cioè i dirigenti e funzionari comunali, i consiglieri comunali, non proferiscono una sola parola sulla richiesta di rimborso di spese presentata il 28 dicembre 2017 sostenute dal sindaco  Melucci nel suo viaggio-missione a Roma per il “Tavolo istituzionale Ilva“, all’interno del quale compare la richiesta di rimborso spese di un albergo, la cui documentazione fiscale però è stranamente intestata alla “staffista” Doriana Imbimbo ? Se poi i due hanno dormito insieme per far risparmiare il C0mune di Taranto allora è tutt’altra storia…che potremmo ben definire “Vacanze Romane alla crispianese” !

Un Comune che minaccia i propri dipendenti, i consiglieri comunali, che impedisce alla stampa di fare il proprio dovere e lavoro, impedendo persino il ricevimento dei comunicati stampa “per decisione del Sindaco”, che vive nel continuo conflitto di interessi, nell’affarismo occulto e nell’illegalità,  è un Comune che non merita alcun rispetto, e che andrebbe commissariato al più presto. Per salvare la città di Taranto e sopratutto l’onore di propri cittadini.

Nel frattempo confidiamo nell’operato delle Forze dell’ Ordine già al lavoro e sopratutto nell’operato della Procura della Repubblica di Taranto guidata da quel galantuomo che è il procuratore capo Carlo Maria Capristo.

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