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29 Ottobre 2026 02:46

E’ morto il finto mito dell’onestà del Movimento 5 Stelle

Un duro colpo all'immagine costruita negli anni dai pentastellati a colpi di selfie e foto discutibili, l'arresto per corruzione del presidente dell'assemblea capitolina . Infatti la sua espulsione non basterà a riconquistare l'innocenza perduta del M5S,

di Politicus

Partiamo da un presupposto. Al momento Marcello De Vito è innocente e lo resterà a quando un Tribunale non avrà stabilito il contrario.ed è doveroso precisarlo, proprio perché si tratta di un’ovvietà troppo spesso dimenticata di recente sopratutto dallo stesso Movimento 5 Stelle. Anche se il presidente del Consiglio Comunale di Roma, la “sfinge” del Movimento 5 Stelle capitolino avrà i suoi modi e tempi per difendersi, quello che oggi muore senza dubbio è il (falso) mito dell’onestà dei 5 Stelle.

I miti infatti si alimentano di simboli, suggestioni, immagini mentre per la realtà occorrono i fatti. I simboli del M5S si sono sinora alimentati di fotografie dei suoi parlamentari mentre fanno il gesto delle manette ai parlamentari del Pd, o dei consiglieri comunali mentre, da letterali idioti,  si fanno i selfie con le arance per augurare la galera a un avversario politico.

Queste immagini e suggestioni così leggere vengono annientate con altrettanta facilità da delle immagini e suggestioni che pesano molto di più: i provvedimenti giudiziari. Come per esempio la notizia di questa mattina che ha visto un tuo esponente di primo piano nella città più importante d’ Italia dove amministra una grillina: , la Capitale d’Italia, che viene arrestato per tangenti e corruzione.

L’accusa è “blindata” : Marcello De Vito per agevolare il progetto collegato allo stadio della Roma avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni dal costruttore romano Luca Parnasi. .

Pochi minuti dopo la notizia data dai giornalisti ecco che Luigi Di Maio nascondendosi dietro la sua immunità parlamentare ed Alessandro Di Battista, non possono più chiamare i giornalisti “puttane” o “sciacalli”. E non serve a nulla che Di Maio adesso si affretti a cacciare con una decisione personale, Marcello De Vito dal Movimento 5 Stelle, affermando: “De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi”.

E no caro Di Maio gli anticorpi di cui parli a vanvera,  li ha la magistratura ed il giornalismo . Voi state giocando sulla pelle degli italiani nascondendovi dietro la piattaforma Rousseau !

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