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23 Ottobre 2026 07:55

Mattarella oggi al Csm: “Serve rispetto vicendevole tra istituzioni”

Mattarella ha deciso di andare a presiedere il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura: "abbassare i toni dello scontro sul rferendum giustizia"
di Antonello de Gennaro

Il Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella che è anche presidente del Csm,ha presieduto oggi il plenum del Consiglio superiore della magistratura, in una seduta originata dalle polemiche ngli ultimi giorni,inclusa la dichiarazione del ministro della giustizia Carlo Nordio che ha ripetuto le parole di un vecchio intervento del magistrato antimafia Nino di Matteo, ex consigliere togato del Csm, il quale riferendosi alll’organo di autogoverno della magistratura ha parlato di “sistema para-mafioso“. Ieri c’era stato l’intervento della premier Giorgia Meloni, contro “una parte della magistratura politicizzata” che ostacola le linee della maggioranza in materia di immigrazione, hanno fatto salire non poco il livello di tensione pre referendaria. 

La presenza di Mattarella al plenum è stato decisa nella prima mattina di oggi, destando non poco stuporenei magistrati e negli ambienti politici. Il Quirinale ha avvisato soltanto oggi il vicepresidente Pinelli dell’arrivo del capo dello Stato per presiedere la riunione del CSM, l’organismo di autogoverno della magistratura,  con il chiaro intento di abbassare il livello dello scontro mediatico in corso, anche perchè Mattarella per consuetudine non partecipa mai alle riunioni ordinarie. 

Mattarella stesso ha ricordato che la sua presenza “non si è mai verificata in undici anni ma era urgente per esprimere la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio superiore della magistratura“. 

Il Capo dello Stato non ne ha fatto menzione ma il suo richiamo ad un rispetto reciproco fra magistratura e politica  è energica nel chiedere “il rispetto che occorre ribadire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”.  Questo è il centro della questione. Una cosa è il duello politico tra lo schieramento del SI e quello del No, un altro è se un potere dello Stato si scaglia contro un altro innescando un destabilizzante conflitto. I magistrati possono sbagliare e il Csm si può criticare perché la sua istituzione “non è esente nel suo funzionamento da difetti, lacune, errori”, ma anche il Parlamento ed il Governo possono sbagliare a loro volta. E’ importante secondo Mattarella che il “rispetto vicendevole non può mai venir meno ed avverto la necessità di rinnovare con fermezza questa esortazione. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica“.

Non è stata casuale la presenza del capo dello Stato arrivata proprio nella seduta del plenum con più alte possibilità di scontro.  Sul tavolo la richiesta del consigliere laico Aini ( espessione di Forza Italia) di valutare i profili disciplinari delle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri su mafiosi e appartenenti alla massoneria deviata e a poteri occulti che in Calabria, a suo giudizio, voteranno Sì al referendum a cui ha fatto successiva nota dei togati (prevalentemente di sinoistra) che si sono dissociati: “Il Csm non va trascinato nella contesa referendaria”.

Il Consiglio superiore della Magistratura, ha aggiunto il presidente Mattarella nel suo intervento, “non è esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune ed errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse – ha sottolineato – parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”. Dopodiché, a seguito del voto all’unanimità della pratica della nona commissione relativa ad un progetto finanziato dalla Ue di formazione giudiziaria “Judialogue“, il presidente della Repubblica ha sospeso la seduta e ha lasciato la sede del Csm.

“Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del Presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo le parole pronunciate dal Capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo intervento al Csm.

“Tutti devono abbassare i toni, a cominciare dai magistrati che hanno incarichi di grande responsabilità, come il procuratore di Napoli Gratteri, che ha usato un linguaggio non consono al ruolo che ricopre”. ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della Giunta di Farmindustria al Nazareno. Quanto alle affermazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, Tajani ha chiarito che il collega Guardasigilli “ha ribadito frasi già dette da altri”.


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Grazie, Antonello de Gennaro

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