Chiuse le indagini sui rimborsi ai consiglieri comunali di Taranto: la Procura chiede il processo per 13 indagati

Chiuse le indagini sui rimborsi ai consiglieri comunali di Taranto: la Procura chiede il processo per 13 indagati

Nei confronti di alcuni degli ex consiglieri comunali gravano due accuse:  quella di aver certificato un lavoro fittizio, o in alternativa di aver aumentato di proposito gli emolumenti contrattuali,  per accedere con maggiore ampiezza ai rimborsi che la legge riconosce ai lavoratori dipendenti che vengono eletti il consiglio comunale.

TARANTO – Il pm Daniela Putignano della Procura della repubblica di Taranto che aveva già richiesto quale magistrato di turno il sequestro per equivalente di beni per 240mila euro, disposto dal Gip dr.ssa Vilma Gilli , equivalente all’importo che il Comune di Taranto ha liquidato nel periodo intercorrente tra il 2012 e il 2014 per rimborsare alle imprese, come previsto dalla Legge,  gli stipendi lordi dei consiglieri che sarebbero state intascate indebitamente dagli ex consiglieri comunali di Taranto, attraverso la notifica agli indagati, ha chiuso  l’indagine avviata dal pm Lanfranco Marazia (ora trasferitosi ed in servizio presso la Procura di Bari) nei confronti degli esponenti politici e delle società che di fatto, come accertato dalla Guardia di Finanza, avevano simulato l’esistenza di un contratto di lavoro.

Nei confronti di alcuni degli ex consiglieri comunali gravano due accuse:  quella di aver certificato un lavoro fittizio, o in alternativa di aver aumentato di proposito gli emolumenti contrattuali,  per accedere con maggiore ampiezza ai rimborsi che la legge riconosce ai lavoratori dipendenti che vengono eletti il consiglio comunale.

13 le persone indagate per truffa e concorso: gli ex consiglieri comunali Cosimo GiganteFilippo Illiano, Rosa Perelli, Giovanni Ungaro, l’attuale consigliere comunale Mario Cito, i quali a seguito dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ricevuto potranno presentare memorie, richiedere interrogatorio, ed eventualmente  previa legittima motivazione chiedere delle nuove indagini supplettive.

CdG ACI Comune di Taranto

Fra gli indagati compaiono anche i presunti datori di lavoro: Alessandro Gigante, amministratore unico della “Laboratorio Analisi dottor Ragusa“, e il 64enne Cosimo Gigante (cugino ed omonimo del consigliere comunale) , amministratore della società “Laboratorio Analisi Teresa Di Giacomo”  per il consigliere comunale Cosimo Gigante . Il commercialista Andrea Castellaneta e Francesca Allegretti, entrambi amministratori e rappresentanti legali nel corso degli anni della società  “Data Entry Oregon” che si occupa di elaborazione dati, in concorso con  Filippo Illiano.

Richiesto il processo anche a carico  di Isidora Fasano, rappresentante legale della “Fasano Ottavio & C. Srl”, e di  Giovanni Sollima quale socio ed amministratore della “Forniture Servizi Generali Snc“, in relazione alle due assunzioni di Giovanni Ungaro contestate dalla procura nelle due rispettive società. Contestata ad Angela Seprano rappresentante legale della «W&B srl» l’ assunzione a tempo indeterminato dell’ ex-consigliere Rosa Perelli, che secondo la Procura sarebbe stata fittizia ed esclusivamente finalizzata per ottenere dal Comune di Taranto,  rimborsi per circa 11mila euro.

Chiude l’elenco degli indagati per cui viene chiesto dal magistrato  il processo,  Giovanni Mastrovito, rappresentante legale della società “Telebasilicata Matera srl” che gestisce l’emittente televisiva Tbm, al quale vengono contestati i pagamenti degli stipendi erogati dal 2002 in contanti “anche per importi eccedenti la soglia prevista dalle norme antiriciclaggio” a Mario Cito,  ai quali vengono i contestano rimborsi erogati dal Comune di Taranto per un importo di circa 19mila euro.

Tutta la documentazione sull’indagine, come sempre, è stata pubblicata integralmente ( leggi QUI) sempre e soltanto dal CORRIERE DEL GIORNO sin dallo scorso 3 luglio 2018

 

 

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