Chi ha certificato che la patologia tumorale del quindicenne tarantino è stata causata dalla diossina? Sulla base di quali evidenze?

Chi ha certificato che la patologia tumorale del quindicenne tarantino è stata causata dalla diossina? Sulla base di quali evidenze?

Chi ha certificato che la patologia tumorale del quindicenne tarantino è stata causata dalla diossina? Sulla base di quali evidenze? i giornali, a partire dal Quotidiano e da La Repubblica, è sufficiente la sofferenza e il coraggio di una mamma colpita da una tragedia a riconoscere ipso facto il nesso di causalità. Ma se è così, perchè si continuano a organizzare dibattiti sul tema?

di Giorgio Assennato

Ero seduto accanto alla ministra Teresa Bellanova venerdì sera al dibattito della Fiom-Cgil a San Giorgio Jonico. Se avessi potuto interloquire avrei detto alla mamma del bimbo stroncato dal tumore queste parole: Di fronte al dolore di una mamma non possono esserci parole. Ricordo la notte straziante del giugno 1974 quando i pediatri del Policlinico mi dissero che non c’erano speranze per il mio neonato Mario, che non avrebbe superato la notte. Quello strazio, per fortuna miracolosamente rientrato il giorno dopo, è niente rispetto all’atroce sofferenza di una madre che ha perso un figlio quindicenne.

Ma sento il dovere di esternare una mia esperienza personale. Nel periodo tra il 1979 e il 1981 ero consulente della Regione Lombardia per i problemi di Seveso, contaminata da diossina a livelli record. Piu volte, pur munito di tutti i dispositivi di protezione individuale, sono entrato nella zona A, la piu inquinata evacuata dai circa 730 abitanti.

Poi tra il 2006 e il 2010 piu volte sono stato nel reparto di agglomerazione di Ilva, quello tristemente famoso per le emissioni di diossina del camino E305. Pochi mesi dopo, mi fu diagnosticata una leucemia linfatica cronica che attualmente è in remissione clinica.

Avrei potuto associare la malattia alle mie esposizioni potenziali recenti e pregresse ma non l’ ho mai fatto perchè non c’ è nessuna base scientifica per poterlo fare, in assenza di dati biologici di esposizione. Ma più rilevante per il caso in questione che viene presentato come sicuro tumore da diossina c’e il dato epidemiologico sui 193 bambini affetti da cloracne a Seveso per l’incidente chimico del 1976. Cos’è la cloracne? Un’ acne causata da altissime concentrazioni di diossina.

Come mai a Taranto non si sono mai verificati casi di cloracne? Perchè le concentrazioni ematiche di diossina erano altissime, diversi ordini di grandezza in più rispetto a Taranto. nei bimbi di Seveso. In uno studio del 1985, pubblicato da una rivista internazionale, evidenziai in quel gruppo di bambini cloracneici evidenti alterazioni del metabolismo lipidico e delle porfirine, certamente causate dalla diossina. Ma nel follow up epidemiologico condotto da 40 anni dal dr. Dario Consonni della Clinica del Lavoro dell’ Universita di Milano, non si sono mai verificati eccessi di patologie tumorali nella coorte dei bambini cloracneici di Seveso, pur esposti a dosi record di diossina.

Ora chi ha certificato che la patologia tumorale del quindicenne tarantino è stata causata dalla diossina? Sulla base di quali evidenze?”.

Per i giornali, a partire dal Quotidiano e da La Repubblica, è sufficiente la sofferenza e il coraggio di una mamma colpita da una tragedia a riconoscere ipso facto il nesso di causalità. Ma se è così, perchè si continuano a organizzare dibattiti sul tema? Lasciamo che la percezione soggettiva del rischio sia l’ unico elemento che impatti sull’opinione pubblica e consideriamo venduti e corrotti tutti quelli che osano fare domande di tipo scientifico.

La prova di quello che ho scritto: quella sera in quel meeting ci furono due dibattiti con sei intervenuti. Ma i media non ne hanno parlato. L”unico messaggio che è passato è quello della “verità indiscutibile” di una mamma straziata dal dolore. L’ Epistemologia del Lutto.

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