La posizione ufficiale dell’ UDC sul problema Auchan e Cimino

Con una  nota Nicola Melucci , segretario amministrativo dell’ U.D.C. di Taranto ha chiarito la posizione del partito sulla vicenda del “piano Cimino”:  ” In riferimento alla presa di posizione del Sindaco Stefàno sul problema Auchan, apprezziamo e concordiamo  la scelta del Sindaco, avendo individuato e scisso il problema; da una parte le attività produttive, dall’altra la costruzione inutile di 500 alloggi, cancellando il chiacchiericcio che da tempo in città si commentava circa  una presunta e pericolosa speculazione edilizia. Al Consiglio Comunale è stato dato un chiaro indirizzo di carattere politico, che non è solo filosofia ma scelta concreta in favore dello sviluppo e dell’occupazione. Con l’occasione mi preme ricordare che, il partito dell’U.D.C. con i suoi organi direttivi, indica le linee politiche che riguardano la programmazione e lo sviluppo della città,i consiglieri comunali votano atti amministrativi, un voto espresso che riguarda la linea politica senza il consenso della segreteria provinciale,  è da ritenersi espresso a titolo personale




L’europarlamentare (M5S) Rosa D’ Amato: Matera “capitale della cultura” ha bisogno dell’aeroporto di Grottaglie

Gli attivisti dei MeetUp 5 Stelle Jonici e la parlamentare europea del M5S Rosa D’Amato hanno scritto alla Regione Puglia, alla Regione Basilicata, alla società Aeroporti di Puglia, alla Direzione dell’ANAS e al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per sensibilizzare l’attenzione delle istituzioni per dotare di collegamenti consoni Matera entro il 2019 nell’occasione della nomina di Matera come capitale europea della cultura stante l’inadeguatezza degli attuali collegamenti fra Matera e Taranto, carenze strutturali che si ripercuotono sulle possibilità di sviluppo dei territori di entrambe le province già provate da anni di crisi e di abbandono. Non è tempo di parole e di promesse, chiediamo azioni concrete per arrivare al 2019 pronti.

Rosa D’Amato

l’ europarlamentare del M5S, Rosa D’Amato

Questa la lettera:

Grazie al contributo dei cittadini materani e alla spiccata creatività delle iniziative proposte, Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019. Questa designazione costituisce per i materani la possibilità di uno sviluppo culturale, turistico, industriale e creativo della città, nonché l’occasione per riscattarsi dopo anni di umiliazioni e indifferenza. Tale nomina avrà un impatto economico sul territorio di diverse decine di milioni di euro in quanto potrà fungere da volano se si pensa all’incremento delle presenze di turisti e di conseguenza dei pernottamenti in loco. Nel lungo periodo è presumibile che l’incremento possa assumere notevole dimensione, tuttavia al momento non è prevedibile tale effetto in quanto Matera è meta ancora poco nota e solo da oggi grazie a questa occasione otterrà finalmente quella visibilità che le permetterà di entrare di diritto fra le più importanti mete turistiche italiane.

Alla luce di tutto ciò riteniamo doveroso da parte delle amministrazioni destinatarie della presente missiva operare al fine di favorire ed agevolare lo sviluppo in tal senso della città di Matera. Prioritario ed imprescindibile è dotarla di collegamenti consoni e adeguati alla richiesta di potenziali visitatori e vacanzieri che, presumibilmente, partiranno alla scoperta delle sue bellezze. In gioco nel 2019 non ci sarà solo Matera e i suoi cittadini, ma tutto il sistema Paese che dovrà fare in modo che questa occasione costituisca il giusto riscatto per una città che rappresenta tuttora l’unico capoluogo di provincia totalmente privo di collegamento ferroviario con il resto della penisola. Noi cittadini della provincia jonica, che con la provincia materana condividiamo sia ottimi rapporti di vicinanza che notevoli interscambi culturali, chiediamo da molti anni dei collegamenti qualitativamente migliori, ma finora le nostre richieste sono rimaste inascoltate. L’inadeguatezza di questi collegamenti fa in modo che tutti i paesi dell’arco jonico occidentale (Castellaneta, Ginosa, Laterza), che convergono sulla strada per Matera (Strada Statale 7 gestita dall’ANAS), abbiano grosse difficoltà ad incentivare lo sviluppo del proprio territorio e che le comunità ivi presenti si sentano isolate non solo dal capoluogo jonico, ma anche dal resto della penisola.

Questo stato di cose non agevola la presenza turistica a discapito di un territorio che invece offre molte risorse culturali autoctone ed uniche nel loro genere. Il miglioramento dei collegamenti fra la provincia jonica e Matera potrebbero agevolare il transito dei turisti che, atterrando negli aeroporti di Brindisi e Grottaglie, riuscirebbero facilmente a raggiungere la meta. L’attivazione dei voli passeggeri nell’ aeroporto di Grottaglie, insisteremo su questo fino allo sfinimento, darebbe maggiori garanzie relativamente all’incremento dei voli nel 2019, in quanto si potrebbe contare su tre aeroporti ben collegati fra di loro e con Matera, senza creare disservizi o diniego ad ulteriori proposte di collegamenti aerei qualora l’aeroporto di Bari fosse congestionato. Ma per essere pronti nel 2019 dobbiamo iniziare sin da ora a pianificare e anche con una certa solerzia in quanto non possiamo permetterci di deludere l’Europa ma soprattutto non possiamo rendere vana questa grande occasione per il nostro Sud Italia.




Sette avvisi di garanzia all’ex sindaco di Carosino e ai suoi assessori

Gli agenti della Squadra Mobile di Taranto  hanno notificato  sette avvisi di garanzia per “falso ideologico” all’ex sindaco del Comune di Carosino  Biagio Chiloiro  eletto in una lista civica e che era a capo di una coalizione di centrosinistra,  insieme agli ex assessori e dirigenti comunali in merito alla loro partecipazione a riunioni della giunta comunale tra giugno e settembre 2011.

Secondo l’impianto accusatorio della Procura di Taranto  gli indagati, pur non avendo partecipato a numerose sedute della giunta comunale, avevano invece fatto figurare e  falsificato la documentazione attestante  la loro presenza. Due dei sette indagati sono stati anche denunciati per “truffa” avendo richiesto ai rispettivi enti pubblici di appartenenza, ed ottenuto, persino dei permessi amministrativi al fine di poter partecipare alle riunioni di giunta alle quali, in realtà, non si erano mai presentati !

Claudio Sammartino

Claudio Sammartino

Il Prefetto di Taranto in carica all’epoca dei fatti, il dr. Claudio Sammartino , a seguito delle dimissioni rassegnate dagli otto consiglieri comunali di Carosino, ha disposto nell’agosto del 2013  la sospensione del consiglio comunale, nominando il viceprefetto vicario Malgari Trematerra commissario per la provvisoria gestione . Lo scorso 25 maggio 2014 si sono tenute le elezioni comunali ed è stato eletto nuovo sindaco (in rappresentanza del centrosinistra)  Arcangelo Sapio




Solidarietà a chi? L’apparente risoluzione della vertenza Isola Verde

di Gaetano De Monte

Il legislatore li ha definiti contratti difensivi, di solidarietà. Tecnicamente sono accordi, stipulati tra le aziende e le rappresentanze sindacali che hanno come oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro. Espedienti, i quali, di solito servono per risolvere situazioni di crisi industriali complesse, vedi la vicenda ILVA. A cui la politica, negli ultimi anni, vi ha dovuto fare ricorso, (a tali ammortizzatori sociali) nei campi più svariati: dalla meccanica, all’editoria, alla logistica, ogni volta che si sono dovuti scongiurare dei licenziamenti collettivi. E’accaduto anche venerdì sera, quando il consiglio provinciale di Taranto ha accolto, all’unanimità, un documento congiunto delle rappresentanze sindacali Cgil-Cisl-Uil relativo alla vertenza di licenziamento collettivo della società partecipata “Taranto isola verde”.

Scongiurando, di fatto, i 134 esuberi di personale previsti dal piano industriale 2014 presentato dal commissario liquidatore Francesco Zingariello. Peggiorando, però, in pratica, le condizioni economiche di tutti i dipendenti che hanno visto così come possibile soluzione alla vertenza il decurtarsi dello stipendio, già risicato, ( si trattava già di contratti part-time) del cinquanta per cento. Tant’è. In realtà, si tratta di una risoluzione obbligata alla vicenda, quella dei contratti di solidarietà: una soluzione fortemente voluta anche dal neo Presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano che se ne è fatto portavoce. Dopo aver ereditato dalla precedente gestione dell’Ente, bisogna dirlo, una situazione disastrosa dal punto di vista finanziario, e non solo. E così, il nuovo consiglio provinciale è stato chiamato a mettere una “toppa” a dieci anni di mal gestione della società partecipata, evidentemente.

Del “carrozzone” – come è stato definito – a capitale misto pubblico privato, creato a dicembre 2004 tra la Provincia e la spa del Ministero Italia lavoro, ora rimane una procedura di liquidazione tuttora in corso, e quasi due milioni di debiti accumulati, secondo quanto riconosce l’ultima relazione finanziaria predisposta dal commissario liquidatore. E soprattutto duecentosessanta dipendenti, impiegati nella pulizia e nella manutenzione degli immobili provinciali e di altri enti pubblici che esplichino la loro attività nel territorio della Provincia di Taranto, nella manutenzione e pulizia delle strade, della pubblica illuminazione, di alcuni servizi relativi all’ igiene ambientale e nella gestione degli archivi informatici. A loro, nella migliore delle ipotesi, se verrà rinnovato l’accordo di solidarietà tra società, sindacati, ente pubblico e scaduto il 20 ottobre, saranno riconosciuti salari da 450 euro lordi.

E’ bastato l’annuncio dato in aula dal Presidente Tamburrano: “dello stop ai licenziamenti, della volontà da parte della nuova giunta provinciale di rinnovare le convenzioni in scadenza e di concedere in capo alla stessa società isola verde altre competenze in merito alla difesa del suolo”, per placare parzialmente una situazione che rischiava di diventare esplosiva. Lo testimoniano gli incontri frenetici che ci sono stati tra parti sociali ed istituzioni locali negli ultimi venti giorni, ben cinque. Lo dimostravano i volti di quei lavoratori e di quelle lavoratrici che venerdì sera hanno atteso la deliberazione del consiglio provinciale. In religioso silenzio, con gli sguardi vuoti e le facce spente, in attesa, impotenti, di fronte alle decisioni che riguardano le loro stesse vite. Molti di quei dipendenti, verso sera, all’uscita dal palazzo di Via Anfiteatro, non trattengono la propria rabbia. La urlano in faccia ad alcuni consiglieri provinciali di Forza Italia, a Michele Franzoso, in particolare. La rabbia di chi è impiegato in lavori pericolosi ed usuranti, come lo è la manutenzione delle strade, ad esempio.

Ricordano due loro colleghi che hanno perso la vita nell’ultimo anno investiti sul posto di lavoro. Ti dicono che non sanno come mandare avanti le famiglie con appena cinquecento euro al mese. E che “invece di tagliare il capitale sociale si dovrebbero fare i tagli agli affidamenti a ditte esterne, che si occupano, in alcuni casi, degli stessi settori di competenza della società isola verde”. Lamentano l’incompetenza e l’atteggiamento truffaldino dimostrato da una parte della classe politica tarantina che avrebbe gestito, in alcuni casi imposto le assunzioni nella società isola verde in maniera clientelare. Creando sprechi, debiti e diseconomie. Che sono ricaduti infine sulla pelle dei lavoratori, a cui non rimane che ricevere “solidarietà”! O contratti difensivi. L’impressione, comunque è che la vertenza Isola verde solo apparentemente vada verso la sua risoluzione; in realtà sembra piuttosto anch’essa facente parte di quella situazione sociale ed occupazionale, tarantina, pronta ad esplodere, continuamente.

 




Nardoni ed i contributi “allegri” della Regione Puglia. Tutto in famiglia…

Sino a qualche mese fa Valentina Di Palma, alias la moglie dell’ assessore regionale “nominato” Fabrizio Nardoni, ha condotto “Chef express” un programma televisivo trasmesso dall’emittente televisiva tarantina Studio100 che godeva di un contributo regionale incassando circa 100mila euro, provenienti dal “Programma di promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità”  della Regione Puglia che a seguito con una convenzione con l’ Unioncamere (l’ associazione fra le camere di commercio n.d.r.)  ha stanziato per il  2014 un fondo contributivo di 1milione e 714mila euro. Il programma televisivo culinario dove lavorava la moglie dell’ assessore (a suo dire gratuitamente) ma con un inconfutabile ritorno d’immagine per la “chef” , risulta presente ancora oggi  sulla home page del sito dell’emittente televisiva, anche se dopo la pausa estiva il programma non è ancora ripreso.  

I fondi destinanti all’emittente televisiva tarantina al momento sono stati bloccati dalla Regione: ufficialmente perché la televisione ha problemi contributivi, a causa del “Durc” bloccato, cioè la liberatoria sui pagamenti con lo Stato e contributivi che non sarebbe in regola. E non a caso a noi risulta che i lavoratori dell’emittente televisiva non percepiscano compensi addirittura dallo scorso mese di maggio !

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Ma la signora De Palma in Nardoni, non si è accontentata del programma televisiva, ed ha messo in piede anche un’altra iniziativa “Cinegusto“,  un mix fra proiezione di un film e poi una cena a tema. Chiaramente anche in questo tutto finanziato e sponsorizzato dalla Regione Puglia  permettendo la visione gratuita del film, per lo meno così si legge nel manifesto pubblicitario che la stessa “chef” ha pubblicato appena 48h fa sulla sua pagina Facebook. I coniugi Nardoni amano mischiare politica, finanziamenti pubblici e show di cucina,  ed oltre alla Fiera del Levante,  è accaduto in occasione di una manifestazione ad Avetrana  in provincia di Taranto Festival della dieta Mediterranea”  un’attività finanziata nell’ambito del PSR Puglia 2007-2013 (Misura 421 azione 4.2.2. Progetto LeaderMed)  e nel cui programma veniva dato ampio spazio al  gran finale con Valentina De Palma  chef “con i tacchi a spillo“.  Manifestazione in cui  l’assessore Fabrizio Nardoni aveva tenuto una conferenza stampa e subito dopo sua moglie  Valentina si era esibita in uno show cooking. Della serie “tutto in famiglia“.

DePalma avetrana

 

CdG Campatelli_DiPalma

P.S. Chiaramente tutto ciò non lo troverete mai sul giornale di famiglia, cioè il GiornalediTaranto (sito online) di proprietà dell’ associazione Officine Taranto, presieduta da Fabrizio Nardoni. Il direttore responsabile Angelo Lorusso è il braccio destro e sodale di Nardoni, coordinatore provinciale del movimento “La Puglia per Vendola” nonchè marito della giornalista disoccupata  Luisa Campatelli “dama di compagnia” delle gita in barca della signora Nardoni alias Valentina Di Palma. La famiglia è “larga” ed affamata…




Lospinuso: “Emiliano parla senza informarsi, così si’ distrugge il futuro di Taranto”.

Emiliano non sa di cosa parla e su Tempa Rossa lo fa a sproposito, senza responsabilità, senza cognizione di causa, offendendo l’intelligenza dei cittadini di Tarantini.”. Lo dichiara Pietro Lospinuso consigliere regionale di Forza Italia, . “Tanto per cominciare –prosegue- la diossina non c’entra nulla con Tempa Rossa, che svilupperebbe emissioni di altre sostanze. Qualcuno del Pd dovrebbe informare meglio il magistrato quando deve cimentarsi in dichiarazioni così delicate. Quanto alla compensazione, che evidentemente Emiliano non conosce, si tratta di un intervento riportato nel parere della Commissione tecnica di verifica di impatto ambientale (nella seduta plenaria del 21 giugno 2011) e nell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente in fase di autorizzazione del progetto, con decreto di Compatibilità ambientale VIA/VAS del 27 ottobre 2011. Per Tempa Rossa, in particolare, per compensare totalmente l’incremento di emissioni, l’Eni ha previsto di migliorare ulteriormente i sistemi di recupero dei vapori, utilizzando la combinazione di due delle più moderne tecnologie disponibili sul mercato ed utilizzate per il controllo dei vapori, consentendo di ottenere elevata efficienza e, quindi, il pieno rispetto delle prescrizioni VIA. Inoltre, nella VIA/VAS non vengono esaminate le attività di pre-trattamento del greggio, ma solo quelle di stoccaggio e movimentazione, proprio perché non sono comprese nel progetto di Taranto

Vendola ed Emiliano

Nichi Vendola e Michele Emiliano

Poi – ha aggiunto  Lospinuso – al segretario del Pd va ricordato che non si può essere forza di lotta e di governo contemporaneamente: Comune e Provincia di Taranto e la Regione, tutte governate dalla sinistra, hanno espresso pareri favorevoli al progetto di investimenti Eni sulla raffineria. Il 26 maggio 2011, infatti, si tenne un incontro presso l’assessorato regionale all’Ambiente e sia il Comune che la Provincia di Taranto espressero parere favorevole all’opera. Lo stesso Cervellera, che oggi si scatena presentando ordini del giorno in Consiglio Regionale, adottò, in qualità di vice Sindaco di Taranto, l’intesa con l’autorità portuale sul piano del Porto in cui era compreso anche l’investimento su Tempa Rossa. Diventa inspiegabile, alla luce di questo, la volontà di quella stessa sinistra di approvare la variante al Piano portuale che mettere a rischio tutti gli investimenti per lo sviluppo del porto. Oggi non possono parlare come dei verginelli. Ancor più grave è fare dichiarazioni pesanti con cui si decreta la morte di Taranto senza informarsi a dovere”

“Forse Emiliano – ha concluso Pietro Lospinuso – non considera l’emergenza occupazionale che si scatenerebbe, non conoscendo il nostro territorio. Tempa Rossa produrrebbe circa 300 posti di lavoro, più uno stimolo a tutto il comparto industriale ed eviterebbe la possibile chiusura della raffineria con la perdita di 1000 posti di lavoro. Come dovrebbero andare avanti le famiglie, secondo il segretario Pd, se dovessero chiudere le imprese dell’indotto anche alla luce della crisi dell’ ILVA? Se è questo il modo con cui Emiliano si propone alla Puglia, per un governo all’insegna dell’approssimazione e del qualunquismo con cui distruggere ogni prospettiva occupazionale, allora abbiamo ancora di più il dovere di lottare per vincere. Evidentemente  le primarie, come ha rilevato anche l’assessore Nicastro, hanno generato il dibattito pretestuoso, ma il territorio non merita di essere strumentalizzato per le smanie elettorali del centrosinistra”.




Dopo 13 anni, si potrà dare avvio ai lavori per la SS172 la Strada Statale dei Trulli

I Giovani del Nuovo Centro Destra hanno espresso in una conferenza stampa “grande soddisfazione” per l’autorizzazione rilasciata  all’ANAS  dal Ministero delle Infrastrutture retto dal Ministro Maurizio Lupi su sollecitazione del Sottosegretario Cassano per attivare la gara d’appalto integrato.

A seguito dell’autorizzazione del Ministero , l’ANAS lo scorso 4 agosto 2014 ha approvato il progetto definitivo ed il giorno 8 agosto 2014 in tempi record ha pubblica il bando di gara fissando quale termine ultimo per la presentazione delle domande al 10 ottobre 2014. Il consigliere provinciale NCD-UDC Michele Muschio Schiavone intervenuto alla conferenza stampa parla dell’importo complessivo di circa 36 milioni di euro, importo finanziato col Piano Nazionale per il Sud delibera CIPE n. 62 del 3 Agosto 2011 che riguarda nel dettaglio i lavori di adeguamento ed ammodernamento in sede ed in variante della SS172 dei Trulli con ampliamento della quarta corsia sull’Orimini superiore ed aste di penetrazione a Martina Franca.

Gli altri 15 milioni di euro, per arrivare a circa 51 milioni di investimento complessivo riguardano il miglioramento ed adeguamento della SS172 nel tratto Fasano – Laureto (fonte Ministero). Nel corso della conferenza stampa non si è voluto disconoscere ad alcuno il proprio interessamento anzi si è ringraziato pubblicamente il consigliere regione  Donato Pentassuglia (Pd) per il proprio impegno presso la Regione Puglia affinché fosse rilasciato il parere paesaggistico ed urbanistico a favore dell’ ANAS per il progetto della SS172, parere propedeutico al rilascio da parte del Ministero delle Infrastrutture della relativa autorizzazione. Un ringraziamento pubblico è stato rivolto  all’intero Consiglio Comunale di Martina Franca per aver espresso praticamente all’unanimità  (unico assente Forza Italia) il proprio parere favorevole al progetto definitivo dei lavori riguardanti la SS172 Strada dei Trulli .

Nel corso della conferenza stampa si è fatto un excursus storico sull’iter  che ha portato all’invio del bando di gara per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della SS172; iter cominciato nell’anno 2001 con la prima delibera CIPE che ha incluso la voce “Strada Statale dei Trulli 172”.




Pelillo invita i consiglieri provinciali Pd a rimettere le deleghe alla Provincia di Taranto. Ma è solo una finta tregua.

«Pur in coerenza con lo spirito della legge Delrio e soprattutto con le esigenze impellenti e le gravi problematiche del territorio ionico, – dice l’ On. Michele Pelillo in un suo comunicato – gli incarichi attributi a due esponenti del Partito Democratico hanno destato polemiche strumentali che rischiano di appannare la trasparenza e la validità delle stesse scelte a vantaggio, purtroppo, di un uso demagogico da parte di chi non ha a cuore le sorti del territorio di Taranto e del Partito Democratico» e quindi conseguentemente aggiunge  «al fine di rasserenare il contesto delle relazioni interne al PD e al centrosinistra, mi faccio carico  di rivolgere a Piero Bitetti ed a Gianni Azzaro un caloroso invito a rimettere le deleghe, in attesa del recepimento di un indirizzo del partito nazionale sulla questione del governo delle province e nel contempo,  a mantener comunque la piena collaborazione istituzionale al fine di garantire la risoluzione delle situazioni più impellenti».

Queste dimissioni – afferma in una nota il segretario regionale del Pd Michele Emiliano  – sono un gesto coerente con la linea del Partito Democratico e di tutto il centro sinistra pugliese. Era un passaggio necessario – aggiunge – per riprendere il dibattito interno al Partito Democratico a Taranto con maggiore serenità, chiarezza e trasparenza. Ringrazio i consiglieri Azzaro e Bitetti e l’on. Pelillo per avere facilitato questo percorso“.

«Alla fine è andata come temevano. Le larghe intese – dice Gano Cataldo, coordinatore regionale di Selsono state presentate come una necessità. Invece si stanno rivelando per quello che sono: lo sdoganamento degli accordi per un pezzettino di potere, anche effimero e non definito, come quello delle amministrazioni provinciali. Dall’abolizione delle province si passa ad utilizzarle come luogo di sperimentazioni politiche mostruose. Il Pd Puglia ha detto, seppur tardivamente, parole chiare. Al punto in cui ci troviamo non bastano le parole. Ci aspettiamo fatti conseguenti per evitare che l’errore commesso a Taranto non diventi un precedente sul quale basare ulteriori sperimentazioni dissennate per le province al voto la prossima settimana o, peggio ancora, per le future elezioni regionali».

Sin troppo il braccio di ferro di Emiliano col regista dell’operazione “larghe intese” della Provincia di Taranto, il deputato Pd tarantino  Michele Pelillo,  da tempo  in contrasto col segretario regionale a seguito delle nomine di sottogoverno. Adesso gli equilibri formali rischiano di incrinarsi ancora di più considerato che, dopo la vicenda di Taranto, sta per concludersi  a Brindisi, un alleanza del  Pd con il Nuovo Centro Destra, dove  Ferrarese il coordinatore brindisino del partito guidato da Angelino Alfano,    ha deciso di far sostenere dai suoi, seppure con una lista autonoma, la presidenza di Maurizio Bruno, che è per la cronaca…il segretario provinciale brindisino del Pd. Ed adesso cosa dirà e farà  Emiliano ?

Lo scontro interno fra la maggioranza (71%)  del Pd jonico ed  Emiliano non è quindi finito, anzi in realtà è appena iniziato. E dopo Taranto se ne vedranno delle belle anche a Brindisi.  Chissà cosa verrà fuori dalle urne provinciali per le primari nel Pd che, dopo Taranto dove si voterà domenica prossima, saranno celebrate anche nelle altre quattro province pugliesi. Una cosa è certa: alle primarie del centrosinistra per eleggere il candidato alla Presidenza della Regione Puglia, se ne vedranno delle belle. Le risate sono assicurate !




Il neopresidente Tamburrano assegna i primi incarichi alla Provincia di Taranto

Nella giornata di ieri il sindaco di Massafra, Martino Tamburrano nuovo Presidente della Provincia di Taranto,  dopo la nomina a vicepresidente di Gianni Azzaro del Pd. ha provveduto a nominare la nuova giunta provinciale: Pietro Bitetti (Pd) avrà le deleghe al Bilancio, Pubblica Istruzione ed Edilizia, ; Filippo Illiano (Realtà Italia )  vicino al sindaco Ippazio Stefàno che fu eletto alle scrose elezioni comunali nella lista Sds vicina al sindaco di Taranto, Ezio Stefano ,si occuperà di Sport, Spettacoli e Politiche sociali; Pino Pulito (Forza Italia) dovrà gestire la Formazione professionale e l’Agricoltura. 

Dopo che il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, aveva invitato alle dimissioni ai consiglieri del centrosinistra che avevano votato il candidato del centrodestra Tamburrano preferendolo al candidato del centrosinistra Gianfranco Lopane , oggi è stata la volta della sconfessione pubblica di Domenico De Santis responsabile enti locali per il Pd pugliese,  il quale aveva intimato ai democratici eletti nel consiglio provinciale tarantino neoeletto,  di accettare incarichi dal presidente della Provincia di Taranto. Ma sia l’invito di Emiliano che l’ “indicazione”  di De Santis sono stati letteralmente ignorati. E non solo. La segreteria provinciale del Pd di Taranto, rivendicando la propria autonomia, ha persino elaborato un documento in cui viene confermato il percorso avviato di “larghe intese”  dicendo di no e rifiutando  “settarismi e ideologismi”.




Vendola e Barbanente firmano protocollo intesa per la riqualificazione della costa ionica

E’ stato sottoscritto ieri  un protocollo d’intesa per lo studio di un progetto pilota finalizzato alla rigenerazione territoriale e integrata di un tratto della costa ionica pugliese. Il protocollo ha l’obiettivo di elaborare progetti di rigenerazione territoriale di un tratto della costa dei comuni di Maruggio (dove c’è anche la frazione di Campomarino) e Torricella (Ta). Alla firma erano presenti il  presidente Vendola e della vicepresidente e assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente.

Il protocollo – ha precisato  la vicepresidente-assessore Barbanenteavrà durata triennale: la Regione metterà a disposizione tutta la propria conoscenza per l’accompagnamento multidisciplinare e in armonia con i piani urbanistici in vigore del processo che servirà a rinaturalizzare tratti di costa massacrati nel passato, e valorizzare i beni culturali presenti in queste zone. Ricordiamo che rigenerazione non equivale a riqualificazione, ma è un concetto ampio che prevede anche la rinaturalizzazione dei territori”.

L’accordo è stato firmato dai rappresentanti del Crivetat (Centro di ricerche di Ingegneria per la Tutela e la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio – Università La Sapienza di Roma), del Politecnico di Bari, dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura e dell’Istituto nazionale di Urbanistica oltre che dai sindaci dei due comuni del Tarantino.

In Puglia – ha dichiarato Vendolala parola chiave di dieci anni di rivoluzione amministrativa è stata rigenerazione. Qui è infatti cominciata una rivoluzione che ha valore nazionale. Nessuno può più giocare di furbizia su questo terreno – poiché, ha detto – basta aprire un varco nelle regole per farci entrare di tutto. Noi non ci adeguiamo affatto al paradigma della sanatoria e non ci abituiamo alla civiltà dell’abuso. Non possiamo piangere dopo le tragedie idrogeologiche senza da un lato aver tralasciato gli effetti del cambiamento climatico e dall’altro aver approvato costruzioni ovunque. E infine nessuno può toccare il bene comune del territorio, dove le brutture equivalgono a lesioni del diritto di cittadinanza. Protocolli come questo – ha concluso – arrivano dopo che abbiamo imparato, come sul Gargano, che interventi di mitigazione su un solo comune possono avere impatti devastanti su un altro e ci insegnano che occorre agire su scala vasta oltre i confini amministrativi”.

 




Musillo segretario provinciale del Pd risponde e ridicolizza Vendola: “Scenda dal piedistallo”

Schermata 2014-10-01 alle 17.43.25Il segretario provinciale del Pd di Taranto  Walter Musillo  ha replicato alle dichiarazioni rilasciate da Nichi Vendola (Sel)  ancora per pochi mesi Governatore della Regione Puglia  il quale ha definito il risultato delle elezioni provinciali di Taranto “un film dell’horror”. Il segretario del Partito Democratico di Taranto ha detto , “anziché dare consigli politici al Pd di Taranto, da Vendola preferiamo ricevere il contributo di chi guarda prima di tutto ai gravi problemi di Taranto, e non ricevere sermoncini di purezza ed ortodossia del tutto fuori luogo“.

«Ritengo che il peggior film dell’horror a cui abbiamo assistito in questi anni – dice il segretario provinciale del Pd jonico – è stato sentire il Presidente Vendola ridere al telefono con Girolamo Archinà a proposito dell’aggressione ricevuta dal giornalista mentre faceva domande sui malati di tumore a Taranto»,«Vendola smettesse di salire sul piedistallo di una presunta superiorità morale e politica verso la realtà jonica. Non gli è consentitoNon è consentito a chi – aggiunge  Musillo–  contro il volere degli elettori, ha imbarcato, nella sua maggioranza e nel suo governo, esponenti di Forza Italia e del centrodestra».

Musillo ricorda che l’attuale assessore al bilancio della giunta in  Regione Puglia è stato eletto nelle liste del centrodestra foggiano e che proprio  “il gattopardismo di Vendola ne ha fatto l’assessore più importante della sua giunta”

Clicca qui per leggere l’inchiesta “Prigionieri dell’ Ilva” del quotidiano La Repubblica  con tutte le intercettazioni compresa quella di Vendola con Archinà.

 




La Provincia di Taranto produce “stracci” e lamenti pre-primarie nel centrosinistra

 “The day after” (il giorno dopo)  il voto delle elezioni provinciali di Taranto, genere un tutti contro tutti nel centrosinistra che si appresta a celebrare le proprie elezioni primarie per scegliere il candidato Governatore del Pd alla guida della Regione Puglia. Chiaramente quale migliore strumentalizzazione, l’avvenuta elezione a presidente della Provincia di Taranto  il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, (Forza Italia) che è stato eletto anche con i voti del centrosinistra, sconfessando la debole candidatura di Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza.

Dopo gli attacchi alla componente “renziana” del Pd di Taranto coalizzato intorno all’ On.Michele Pelillo adesso  in molti attribuiscono strumentalmente cui responsabilità più o meno direttamente, al segretario regionale Michele Emiliano. Il quale cerca di difendersi promettendo un repulisti a livello locale tarantino. Piccolo particolare: non ha i poteri statutari. «Io ho mantenuto un indirizzo politico chiaro. Pur sapendo che sarebbe stata durissima per Lopane. Ho fatto una battaglia di principio. Senza tener conto di essere nel pieno di una battaglia per le primarie» dice l’ex-sindaco di Bari –  facendo i conti senza l’oste: vice presidente della Provincia di Taranto sarà Gianni Azzaro, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Taranto , come ha annuncia lo stesso neo-presidente Tamburrano .

CdG Pd sottoventoAd approfittare di questa situazione, sono guarda caso proprio i “rivali” di Emiliano nelle primarie del centrosinista.  A Michele Emiliano, segretario regionale del Pd, va la responsabilità di quello che è accaduto ieri a Taranto. Un pezzo degli amministratori del partito, da lui guidato, che votano per il candidato di Forza Italia a discapito di quello del Pd, è una pagina opaca di brutta politica, uno scivolamento verso un passato che non vuole passare”  dice Guglielmo Minervini, candidato alle primarie contro Emiliano, che fa la voce grossa.

Se – prosegue – questo è un tentativo per riportare il Pd pugliese al 15% e per perdere non solo la credibilità, ma anche le prossime regionali, il segretario regionale ha imboccato la strada giusta. Siamo davanti a un inciucio di dimensioni massicce e organizzate, che mostra dove conduce la linea di allegro trasversalismo praticato da Emiliano e rivela il modo con cui lui intende la politica: un partito che fa accordi sottobanco mentre silura i suoi migliori amministratori. E siamo solo ai titoli di testa: non vogliamo immaginare cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane tra primarie ed elezioni regionali. Magari non ci stupiremmo di assistere a pezzi del centrodestra, altrettanto organizzato, in fila ai nostri gazebo per rendere la cortesia”.

E secondo voi poteva mancare l’altro candidato-avversario di Emiliano, cioè il senatore di Sel (ex UdC) Dario Stefàno ? Quest’ultimo pur non essendo iscritto al Pd, cerca di attrarre la minoranza interna al Pd jonico ed attacca. “Il voto delle provinciali a Taranto sembra l’esito di ambiguità che incautamente sono state alimentate in queste settimane. Quelle, per capirci, richiamate appena qualche giorno fa da Antonio Polito in un editoriale pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera. Spesso – scrive Politoqueste alleanze scatenano lotte interne ai partiti, come è accaduto in Puglia, dove Emiliano ha dovuto sconfessare l’intesa raggiunta dal Pd con i berlusconiani a Taranto e Brindisi, per non compromettere le sue primarie alla Regione’. Oggi, la domanda che tutti si pongono è semplice: è accaduto quello che era nelle intenzioni sin dall’inizio, nonostante smentite pubbliche, o siamo chiamati a commentare un’elezione sfuggita totalmente dalle mani delle segreterie politiche? Il voto di Taranto è un atto di sfiducia nei confronti del segretario regionale del Pd, una lotta interna a quel partito che i dirigenti di quel partito devono risolvere, o il compimento di un’intesa che solo a parole è stata smentita, cioè siamo di fronte a una lotta interna alla coalizione, che deve essere affrontata da tutti noi per non compromettere irresponsabilmente le Primarie prima e le elezioni regionali poi?

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Gli stracci fra Sel e Pd. La Provincia di Taranto ? Macchè vogliano solo fare il Governatore !

A muovere le accuse anche Michele Losappio, capogruppo di Sel in Regione, apertamente, diffida  delle rassicurazioni degli “alleati” Pd. “Non ci convinceranno mai gli autorevoli esponenti del Pd che l’elezione di un importante rappresentante di Forza Italia a presidente della Provincia di Taranto sia solo un fatto tecnico, connesso alle particolari procedure del nuovo sistema elettorale”. La colpa, per Sel, è di Emiliano. “Evidentemente il segretario regionale è troppo impegnato come candidato alle primarie per dedicarsi ad evitare un simile sfregio al centrosinistra pugliese”.

CdG Stefano_Lenoce

Non una sola parola sul coinvolgimento dell’ (ex) on. Ludovico Vico nell’inchiesta “Ambiente Svenduto , in cui compaiono le telefonate del Governatore uscente Nichi Vendola leader di Sel, (vedi – ed ascolta qui – le intercettazioni pubblicate nella sezione inchieste del quotidiano La Repubblica ed il settimanale L’ Espresso ) . Non una sola parola sulla fuoriuscita del sindaco di Taranto dalle file di Sel al “gruppetto dei fuoriusciti” messo in piedi da Michele Emiliano. L’ultimo degli aderenti al correntone “pro-Emiliano” cioè il sindaco tarantino Ippazio Stefàno,   sa molto bene che senza i suoi voti personali, il centrosinistra a Taranto non ha i numeri , ed allora Stefàno lancia la sua sfida: “Ho pronte le dimissioni. Se qualcuno della maggioranza me lo chiedesse sono pronto ad una verifica politica. Entro 20 giorni da tale richiesta deciderei se andare o meno a casa”. Ridicola la pagliacciata politica messa in atto da due consiglieri del PD (Cotugno e Brunetti) che hanno preso in maniera esibionistica le distanze dai loro colleghi di partito scegliendo di sedersi in una posizione defilata.  

LE MINACCE DI EMILIANO: “PRENDEREMO PROVVEDIMENTI” – Emiliano contrattacca. “Noi non abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo aggregato una grande massa di persone che conoscono bene fatti e circostanze degli accordi politici che sono dietro l’elezione di Tamburrano, ed io sono contento di aver condotto questa battaglia di principi e di valori e di essere a capo dell’energia pulita di Taranto. Chi dice il contrario oggi mente sapendo di mentire. I tarantini e gli esponenti del Pd sanno che ho tentato in tutti i modi di contrastare l’elezione di Tamburrano. Chi afferma il contrario, non potendo dimostrarlo, mi chieda scusa. Quello che è accaduto a Taranto è grave: la direzione del Pd, che convocheremo al più presto, a valutare le condotte dei consiglieri che hanno sostenuto Tamburrano e ad adottare i provvedimenti conseguenti».

Ma alla fine di questo squallido patetico circo equestre, non una sola parola, iniziativa, progettualità sulla crisi economica della provincia jonica, economicamente dipendente dall’indotto siderurgico (ILVA), da quello petrolifero (ENI) ed industriale (Cementir). Non una sola parola sulla tentata strumentalizzazione  degli “amici di Vendola” della pineta Cimino ove si chiede una variante al piano regolatore, per costruite case, che nessuno ha a Taranto i soldi per comprare ?   Non una sola parola sul risanamento della città vecchia di Taranto, ove ha sede la segreteria dell’ assessore (nominato) regionale Fabrizio Nardoni , ma non c’è una sola farmacia e guardia medica !

Se questo è il Pd ed il centrosinistra di Puglia ora capiamo perchè questa regione ed alcune città come Taranto non contano nulla nel panorama della politica nazionale. Ora capiamo come mai Raffaele Fitto ha un consenso così elevato. Ora capiamo come mai questa terra sarà sempre territorio di conquista e sfruttamento della povera gente.




Il piagnisteo di Anna Rita Lemma

Partiamo da un presupposto. Questo quotidiano è assolutamente indipendente e rispetta tutte le idee dei lettori, cittadini, politicanti e partiti inclusi, nonostante tutto… Dopodichè non possiamo esimerci dal commentare le ridicole affermazioni del consigliere regionale del Pd, Anna Rita Lemma, la quale non contenta della pessima figura (non le fu consentito di votare ) fatta in occasione delle votazioni del direttivo provinciale del Pd di Taranto in cui dimostrò di non conoscere neanche lo statuto del partito in cui milita, ora strepita, tanto per avere qualche titolo e fotografia (l’accontentiamo anche noi…).

Decine di consiglieri comunali del Pd hanno tradito la base, gli elettori e le indicazioni della Direzione Regionale che avevano detto ‘’No” alle cosiddette ‘larghe intese’ con il centrodestraQuanto è avvenuto è grave ed impone  – dice la Lemmadecisioni proporzionate da parte dei livelli regionali e nazionali del partito. Chi ha scelto di votare palesemente centrodestra deve lasciare il nostro partito. Per quanto mi riguarda  attenderò le decisioni che Bari e Roma assumeranno. Mi auguro a stretto giro. Decisioni che ritengo fondamentali per la prosecuzione del mio percorso politico all’interno del Partito Democratico. Ci sono responsabilità politiche precise. Intanto chiedo le dimissioni del segretario provinciale Musillo e del segretario cittadino Lucarella”.

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Allora vediamo di aiutare la “consigliera” regionale Lemma (vicina alle posizioni della mini-componente del gruppetto di minoranza di Pippo Civati), a conoscere meglio il suo partito…L’art. 12 dello Statuto del PD, prevede che “i competenti organi delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano, nonché agli organi locali, è riconosciuta autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria in tutte le materie che il presente Statuto non riservi alla potestà degli organi nazionali, comprese le alleanze politiche ed elettorali a livello regionale, provinciale e comunale. Nel caso di decisioni che comportino una alleanza politica con partiti non coalizzati con il Partito Democratico in ambito nazionale, l’organo territoriale competente è tenuto ad informare preventivamente il Segretario nazionale e, se si tratti di organo sub-regionale, il Segretario regionale o il Segretario provinciale di Trento e Bolzano. In caso di rilievi o richiesta di riesame della decisione, gli organi che l’hanno adottata sono tenuti a rispondere motivandola in modo esaustivo

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Ebbene non ci risulti che la Direzione Nazionale a cui si appella la Lemma abbia mai smentito il voto del direttivo provinciale di Taranto del Pd, che con un consenso del 71% ha approvato la linea politica definita delle larghe intese. Come avrebbe mai potuto la direzione nazionale del Pd, annullare un accordo con Forza Italia, che a livello nazionale tiene in piedi nelle aule e commissioni parlamentari il Governo Renzi ? Nè tantomeno avrebbe potuto farlo il segretario regionale Emiliano, che essendo un ex-magistrato dovrebbe essere capace di conoscere, leggere e capire uno statuto.

Certo qualcuno potrebbe obiettare che il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano si era espresso contro questo accordo, ma anch’egli si è messo di fatto a parlare di corda in casa dell’impiccato…non confessando che la sua posizione contraria all’accordo delle “larghe intese” raggiunto a Taranto dal Pd, altro non era che frutto di un “contentino” conseguente all’accordo fatto a Taranto con il sindaco uscente Ippazio Stefàno, che di fatto ha lasciato Sel, passando con bagagli e voti (ormai pochi) al servizio di Emiliano in vista delle prossime primarie per la candidatura a Governatore della Regione Puglia.

Concludendo auspichiamo che la consigliera regionale Lemma e tutti i saltimbanchi della politica tarantina, la smettano di giocare a fare le prime donne, sulla pelle della città di Taranto e dei cittadini. La nave sta affondando e quindi occorre salvare tutti i passeggeri, non solo gli amici degli amici…

P.S. le dimissioni si danno, non si annunciano…o minacciano. E poi, dalle parti di Sel-Vendola c’è ancopra spazio, sopratutto a Taranto




L’analisi del voto e gli eletti alla Provincia di Taranto

Come già previsto , annunciato e confermato, il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, di Forza Italia, è il trentesimo presidente della Provincia di Taranto. L’esponente del centrodestra, nonostante svantaggiato dai pronostici del centrosinistra, ha vinto ieri le elezioni col 63,8% dei voti per effetto delle “larghe intese” nazionali, applicate anche a Taranto dai due principali partiti che mantengono in piedi il Governo Renzi, e cioè il PD-Partito Democratico e Forza Italia.  Secondo alcuni il voto provinciale avrebbe di fatto causato una possibile crisi al Comune di Taranto, partendo dal presupposto che 21 consiglieri su 33 dei consiglieri comunali del centrosinistra che governa da circa 10 il comune . Niente di più impossibile, considerando che proprio pochi mesi fa la giunta comunale guidata da Ippazio Stefàno, aveva subito un folto rimpasto e riequilibrio, e che nessuno avrebbe la forza di governare la città senza i voti della maggioranza del Pd jonico.

Le “larghe intese”, che la minoranza interna del Pd di Taranto aveva cercato di neutralizzare attraverso un “cavallo di Troja” cioè Ippazio Stefàno, il quale come ben noto si è staccato ed allontanato definitivamente da Vendola e Sel, appoggiando pubblicamente la candidatura di Michele Emiliano a Governatore della Regione Puglia, in vista delle prossime elezioni previste per la primavera 2015,  attraverso un’apposita direzione regionale del Pd, che però anche per statuto interno aveva solo valore di indirizzo politico, in quanto le decisioni vengono adottate dai direttivi provinciali. Ed infatti “larghe intese”, sono state però rispettate da chi le aveva concordate. Ha funzionato quindi, l’accordo raggiunto dal senatore Michele Pelillo (Pd) e dall’ on. Gianfranco Chiarelli (Fi), che sono i veri vincitori “politici” di questa sfida elettorale, accanto al neo presidente Martino Tamburrano in netta ascesa all’interno del suo partito.

Tamburrano, 56 anni, funzionario della Regione Puglia in aspettativa, ha ricoperto in passato la carica di  vicepresidente della Provincia di Taranto, dal 2000 al 2004 durante la giunta provinciale guidata da Domenico Rana,  e successivamente consigliere provinciale sino allo scioglimento anticipato. Il sindaco di Massafra ha trionfato con 61.954 voti (ponderati) rispetto ai 35.146 del suo avversario, rimasto bloccato al 36,1%. Oltre un terzo dei voti totali sono stati ottenuti dal candidato di Forza Italia proprio nel Comune di Taranto, governato dal sindaco Ippazio Stefàno alla guida di una coalizione di centrosinistra che ha conquistato a suo tempo la maggioranza al ballottaggio grazie ai consensi e lista personale del sindaco. Nel comune di Taranto, ieri,  ben 21 sulle 33 schede viola votanti, sono state aggiudicate a favore di Tamburrano , e soltanto 12 per Lopane. Ogni voto espresso dai consiglieri eletti nel capoluogo aveva un valore di 1051 punti. La conferma che il  patto di “larghe intese” era stato rispettato, è arrivata dai voti di lista: 43.743 (45,5%) a Forza Italia; 33.641 (35,2%) al Pd; ed il 18.543 (19,3%) all’altra lista di centrosinistra. Il totale dei voti lista avrebbe visto quindi nettamente in vantaggio quelle a sostegno di Lopane che però è rimasto a terra, venendo sconfessato dalla decisione della maggioranza del direttivo provinciale jonico, che ha dimostrato di non gradire le ingerenze di Michele Emiliano.

Il sindaco di Massafra ha ottenuto consensi anche dove alla vigilia elettorale gli uomini di Vendola (Sel) e la minoranza del Pd jonico credeva non potesse ricevere , e cioè nel gruppo dei comuni più grandi dopo Taranto (Martina Franca, Grottaglie, Massafra e Manduria), i cui elettori votavano su una scheda di colore verde. Ed hanno sbagliato. Infatti  su 100 elettori , in 69 hanno votato in favore di Tamburrano nonostante la presenza di amministratori locali di due giunte comunali e mezzo eletti nel centrosinistra, soltanto 29 per Lopane e 2 nulle.

In questo gruppo ogni voto costituiva un valore di 251 punti. Nella fascia di Ginosa, Castellaneta, Sava, Mottola, Palagiano, San Giorgio Jonico, Laterza, Statte, Crispiano, Pulsano e Lizzano (scheda rossa), su 186 elettori, il sindaco di Massafra, Tamburrano ha conquistato 107 voti, il suo avversario Lopane soltanto 78 voti, una sola scheda senza voto, cioè bianca: ogni voto di questo raggruppamento portava in dote un controvalore di 156 punti.

Nella fascia di San Marzano di San Giuseppe, Palagianello, Avetrana, Carosino, Monteiasi, Maruggio e Fragagnano (scheda grigia), Tamburrano ha conquistato 51 voti e Lopane 40, sul totale di  su 91 elettori, ed  ogni voto  aveva quindi un controvalore di 90.

Nella fascia elettorale dalla scheda arancione,  cioè quella di Torricella, Montemesola e Faggiano , su 43 elettori, Lopane a sorpresa  ha ottenuto 23 voti, mentre Tamburrano solo 19, una bianca: ognuno di questi voti aveva un controvalore di 48 punti. Nell’ ultima fascia (scheda blu) cioè quella di Monteparano e Roccaforzata , i due candidati su 20 elettori  hanno intercettato la metà dei consensi a testa:  per entrambi ogni voto aveva un valore di 37 punti.

Una competizione elettorale questa,  che è stata vissuta soltanto dagli amministratori locali del capoluogo e dei comuni della provincia  cioè da coloro che chiamati al voto e si sono recati in tanti alle urne. A non presentarsi soltanto in diciassette, e fra le schede scrutinate dei votanti c’è stato chi non ha nascosto il proprio disappunto, scrivendo sulla scheda: «Le mezze cose non servono», dichiarazione di voto che chiaramente  è stato dichiarato nullo .

 

 




Come il Corriere del Giorno aveva previsto è Tamburrano il presidente della Provincia di Taranto

Il nuovo Presidente della Provincia, come il Corriere del Giorno aveva previsto  (unico !)   e scritto,  è  Martino Tamburrano sindaco di Massafra ed autorevole esponente di Forza Italia in provincia di Taranto, che è stato eletto con con 61954 voti ponderati cioè il 63,80% delle preferenze. In pratica con la nuova Legge elettorale per le Province,  il voto di ogni scheda è stata poi moltiplicato in base al punteggio prestabilito per la popolazione del singolo comune,  calcolati sul 96,40% dei votanti.   Tamburrano ha ricevuto 21 voti nel solo Comune di Taranto, mentre Lopane invece ha ottenuto  solo 12 voti, dato elettorale che conferma quanto prevedevano,  e cioè che la maggioranza del suo partito il Pd non l’avrebbe votato.   Questa è la prima dichiarazione del nuovo Presidente:  “Questa vittoria non è solo del 65% degli elettori che mi hanno votato, ma appartiene a tutti ed il mio impegno sarà quello di fare squadra con tutte le forze politiche. Con quelle preferenze si è compreso l’effetto di queste elezioni, che non è ad appannaggio dei partiti ma di uomini che vogliono lavorare per cambiare il territorio. Aspetto l’elezione dei Consiglieri Provinciali ma il mio intento è collaborare con tutte e tre le liste che si sono presentate alle elezioni.  Il candidato di centrosinistra, lo sconfitto Gianfranco Lopane ha ricevuto solo 35146 voti  “ponderati” e cioè il 36,20% delle preferenze. Secondo la riforma prevista dalla Legge Del Rio, il nuovo Presidente della Provincia resterà in carica per i prossimi 2 anni (cioè fino al termine del proprio attuale mandato da Sindaco del Comune di Massafra). O meglio, come dice qualcuno che ben conosce le manovre interne nel centrodestra, “fino alle prossime elezioni politiche….

Schermata 2014-09-28 alle 22.18.52Smentite quindi tutte le analisi politiche degli altri organi di stampa locali, e sopratutto di chi cercava di pubblicare ( o meglio di “pilotare”) notizie strumentali di pura propaganda politica che i fatti hanno dimostrato di essere deboli e prive di alcun fondamento. Il nostro sondaggio “riservato”  effettuato fra gli elettori ha funzionato ! In realtà i grandi sconfitti di queste elezioni provinciali, oltre al candidato in pectore ( o dell’ultim’ora ?) del centrosinistra Gianfranco Lopane, che in cuor suo era convinto di potercela fare, sono stati Michele Emiliano segretario regionale pugliese del Pd , il sindaco uscente di Taranto Ippazio Stefàno (che in un primo momento ambiva alla poltrona della Provincia) e la piccola minoranza del Pd jonico che fa riferimento al consigliere regionale del Pd Annarita Lemma.

La campagna elettorale come i nostri lettori ricorderanno è stata impostata sulle polemiche per l’apertura del direttivo provinciale del Pd jonico alle ‘larghe intese” ed avvallato da influenti esponenti del partito come il senatore Michele Pelillo, osteggiata da parte della minoranza interna e da alcuni sindaci, pochi influenti ai fini del voto,  infatti,  i risultati hanno confermato essere più che solida e coerente quella raggiunta dagli accordi politici che ricopiavano l’attuale assetto su cui si basa il Governo Renzi  . A nulla è quindi valso l’intervento strumentale del segretario regionale del Partito democratico, Michele Emiliano, che dimenticandosi delle norme statutarie aveva chiesto esplicitamente di votare il candidato interno del Pd , scelta ricaduta sul 34enne sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane,  che al di fuori del suo Comune non godeva dei consensi generali anche all’interno del suo stesso partito.

Nel centrosinistra a Taranto. si fanno i conti. E qualcosa non quadra. Lopane,  avrebbe dovuto ricevere 21 voti dalla “barcollante” maggioranza costituitasi intorno alla giunta comunale guidata da Ippazio Stefàno, più i 4 votanti “fiancheggiatori” e cioè Capriulo, Venere, Liviano e Angelo Bonelli, per un totale di 25 voti in suo favore. In realtà è finita al contrario: 21 voti per Tamburrano  e solo 12 per Lopane (cioè meno della metà di quelli previsti). In pratica la maggioranza del Pd jonico ed alcuni della maggioranza di Stefàno hanno votato per Tamburrano

Ed il bello è che ci segnalano, che alcuni “pennivendoli-giornalisti ” stanno facendo sparire da alcuni siti le loro previsioni politiche che davano per eletto Lopane sostenendo il contrario. Poverini.

AGGIORNAMENTO

Proclamati gli eletti nel Consiglio Provinciale di Taranto.  

I neo eletti (sono 6) del centrodestra sono tutti di Forza Italia: Giuseppe Pulito, Arturo De Cataldo, Michele Muschio Schiavone, Giuseppina Castellaneta, Michele Franzoso, Marco Natale; nel Pd (sono 4) : Gianni Azzaro, Piero Bitetti, Vito Miccolis, Maria Grazia Cascarano; del centrosinistra (sono 2): Dante Capriulo e Filippo Illiano.




Provincia di Taranto. Una gestione delle elezioni a dir poco imbarazzante !

Alle 20 di questa sera abbiamo assistito all’ennesima “vergogna burocratica” delle istituzioni a Taranto , con un rimpallo di responsabilità fra l’ufficio elettorale della Prefettura di Taranto ed il Segretario Generale della Provincia di Taranto, che si appresta in queste ore ad avere finalmente un Presidente, e speriamo anche un ufficio stampa, visto che allo stato attuale il commissario uscente ha ben pensato…di non dotare l’amministrazione provinciale di un addetto preposto ai rapporti con la stampa.

Soltanto alle 20.30 abbiamo appreso dal curriculum pubblico dell’attuale segretario generale Benedetto Ceccarelli, il suo contatto telefonico e quindi dopo averlo contattato telefonicamente, finalmente appreso che i votanti sono stati 457 su 474, e che la proclamazione del nuovo Presidente della Provincia di Taranto avverrà domani pomeriggio in Prefettura. Incredibile ma vero ! Più che legittimo chiedersi cosa stiamo facendo in queste ore questo i solerti…funzionari della Prefettura e della Provincia (a proposito quanti sono ?) che addirittura hanno bisogno di un’intera nottata e mattinata (domani) per proclamare il nuovo presidente eletto sulla base delle manifestazioni di voto espresse da da 457 votanti. Inutile provare a contattare il gabinetto (segreteria) del Prefetto o l’ufficio stampa. L’addetto al centralino risponde eloquentemente “Dottò. Ma oggi è domenica… !

Tutto ciò avviene nel 2014 quando il premier Matteo Renzi è convinto di migliorare la burocrazia italiana usando le risorse informatiche, Twitter, Facebook, mentre in realtà, siamo rimasti ancora ai tempi del pallottoliere. Sarebbe interessante vedere cosa accadrebbe se a chiamare in Prefettura a Taranto fosse ad esempio il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On.Del Rio, artefice di questa legge oscena che ha tolto ai cittadini il diritto di eleggere i propri rappresentanti.




Elezioni provinciali, si vota oggi per eleggere il Presidente. Tamburrano (Forza Italia) e Lopane (Pd) i candidati

Si conclude domani la gestione commissariale della Provincia di Taranto e quindi in attuazione della nuova legge elettorale che non consente più ai cittadini di eleggere i rappresentanti nei vari Consigli provinciali, assegnando tale atto  ai sindaci ed ai consiglieri in carica dei 29 comuni della provincia del capoluogo jonico, verranno chiamati a votare alle urne per eleggere il nuovo presidente della Provincia di Taranto. Sono le prime elezioni provinciali che si svolgeranno a seguito  della “riforma Delrio”.

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il candidato Gianfranco Lopane (PD)

Dopo un confronto “soft”  e polemiche sterili tra i sindaci dei comuni della provincia di Taranto, sulle ipotesi di candidatura per la prossima elezione del presidente della provincia di Taranto, la scelta per il centrodestra è ricaduta all’unanimità sul sindaco di Massafra Martino Carmelo Tamburrano,  che in passato è già stato vice presidente della Provincia, mentre nel centro sinistra il candidato (ma non appoggiato da tutto il Pd di terra jonica) è invece il sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane,

Il nuovo presidente della Provincia come previsto dalla nuova Legge rimarrà in carica quattro anni, mentre il mandato per gli eletti nel Consiglio Proviciale durerà solo  due anni. Per lo svolgimento del regolare corso elettorale è stato reso noto che sono complessivamente 474 gli aventi diritto al voto, in conformità a quanto previsto dalle linee Guida disposte Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno.

Chi sarà eletto ? Abbiamo fatto un sondaggio “riservato” fra i consiglieri comunali della provincia tarantina, ed al momento il candidato che ha più possibilità di venire eletto è il sindaco di Massafra Tamburrano grazie alle larghe intese grazie a cui governa Matteo Renzi.




Nuovi amministratori locali confluiscono nel Nuovo Centro Destra in provincia di Taranto

Oggi all’interno di Palazzo Latagliata in Taranto, il direttivo provinciale del Nuovo Centro Destra ionico ha salutato l’ingresso di due nuovi amministratori comunali del capoluogo ionico: i consiglieri Giovanni Guttagliere e Rosa Perelli. A darne notizia  è stato Massimo Ferrarese in qualità di coordinatore regionale con delega al Salento, Dario Iaia responsabile provinciale per Taranto ed il consigliere comunale Giuseppina Castellaneta.

Iaia ha sottolineato l’importanza del gioco di squadra e la volontà di crescere e di radicare il partito in tutta la provincia. Per Ferrarese l’ingresso di Guttagliere e Perelli nella famiglia del NCD è un ulteriore traguardo raggiunto che segna ora quota oltre duecento amministratori locali fra Brindisi, Lecce e Taranto; una nuova forza che deve essere presa in considerazione per vincere a tutti i livelli. A concludere Guttagliere e Perelli che entusiasti affermano quanto la compagine del NCD sia composta da gente responsabile, che ha rotto i precedenti sistemi dei vecchi partiti e che con studio e dedizione sapranno essere “osservatori responsabili” nelle realtà comunali dell’intera area tarantina.




“Marchette dell’informazione” o conflitti d’interesse della politica ?

Giovedì 18 settembre, si è tenuta una conferenza stampa in “Fiera del Levante”, in cui l’assessore regionale alle Risorse Agricole Fabrizio Nardoni e l’associazione “Officine Taranto”hanno presentato un progetto sperimentale per la valorizzazione degli asini di razza martinese, allevati nella masseria Russoli di Crispiano, in cui è stato richiesto il coinvolgimento di Amiu (all’incontro con la stampa ha partecipato anche il suo presidente Federico Cangialosi), la società  pubblica “leader” nel 2013 in Puglia per le proprie perdite (10 milioni)  sui 30 totali di tutte le società regionali messe insieme.

CdG amiu TALa ricapitalizzazione dell’Amiu rappresenta il maggiore fallimento  dell’amministrazione comunale che anni fa prometteva di risanare l’azienda – diceva lo scorso dicembre 2013 il consigliere comunale Giampaolo Vietri capogruppo di Forza Italia  in un’intervista (leggi qui)  oggi invece si prelevano 20 milioni di euro dalle tasche dei tarantini, impegnando anche i bilanci successivi, per scongiurare l’interruzione di tutte la attività della società partecipata e le relative conseguenze sociali ed occupazionali. Vengono dunque al pettine tutte le questioni emerse in questi anni come le consulenze esterne, agli affidamenti diretti in assenza di bandi di gare e tutte le attività aggiuntive che quest’amministrazione ha trasferito all’azienda andando a pregiudicare irrimediabilmente la condizione funzionale ed economica della società. A tutto ciò  – continua Vietri – si è posto rimedio con una ricapitalizzazzione d’urgenza che, utilizzando per far presto le paure dei lavoratori, ha messo a riparo il sindaco il quale, in qualità di rappresentante del socio unico, in caso di fallimento dell’azienda avrebbe dovuto rispondere di danno erariale dinanzi la Corte dei Conti per non aver esercitato il controllo analogo previsto per legge sulle società a capitale pubblico. Discutibile è inoltre la legittimità della ricapitalizzazzione. Infatti  – conclude il capogruppo di Forza Italia – l’art. 6, comma 19, del DL.78/2010 vieta tale possibilità alle società che abbiano fatto registrare passività per tre esercizi consecutivi come l’azienda Amiu ha fatto per gli anni 2008, 2009 e 2010 e nonostante si affermi la legittima dell’atto alla luce dell’attivo di bilancio del 2011 va detto che lo stesso è stato raggiunto, come denunciato dal collegio sindacale, grazie ad un artificio contabile poichè furono stornati accantonamenti dal fondo rischi relativi al contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per evitare all’Amiu una copiosa perdita che si è poi verificata nell’anno 2012″

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L’idea annunciata, è utilizzare questi animali per la raccolta differenziata in Città Vecchia, a Taranto.  Naturalmente, ora è necessario verificare la fattibilità di questo tipo di raccolta, valutarne le criticità gestionali e l’incidenza economica. Resta fermo il suo valore simbolico, segno della grande attenzione che si sta prestando per tutto quello che accade in Città Vecchia. L’Amiu ha annunciato che collaborerà attivamente con “Officine Taranto” per valutare gli esiti della sperimentazione. Quello che nessuno dei giornalisti presenti alla conferenza stampa, forse troppo impegnati a non confondersi con gli “asini”, ha scritto e raccontato è l’insolita compartecipazione fra l’assessore regionale all’ agricoltura e le Officine di Taranto è che fanno riferimento alla stessa persona !!!

Una casualità…. o uno dei tanti conflitti d’interesse che contraddistinguono l’azione cosiddetta “politica” di Nardoni ? La risposta la lasciamo a voi…..




“Lopane? Personaggio fuori da ogni discussione fino a quando non c’è da candidarsi a qualcosa”

In una nota Cataldo Fuggetti il  responsabile organizzativo Pd Taranto e coordinatore Generazione democratica , ; il responsabile diritti civili Pd Taranto e coordinatore di Generazione democratica  Andrea Leggieri ; Vanni Caraccio, responsabile politiche giovanili cittadino Pd Taranto, criticano pubblicamente  Gianfranco Lopane il candidato semi-ufficiale del Pd alle prossime elezioni provinciali , e  la lista che sostiene la sua candidatura in vista delle elezioni del 28 settembre.  “Lopane? Personaggio fuori da ogni discussione fino a quando non c’è da candidarsi a qualcosa: ha chiesto la deroga per candidarsi in Parlamento, voleva candidarsi a segretario provinciale e regionale, scommettiamo molto sul fatto che avrà ambizioni alle prossime regionali”.

Schermata 2014-09-14 alle 09.50.21L’attacco sferrato dei giovani di Generazione Democratica colpisce il candidato alla presidenza della Provincia,  Lopane senza mezzi termini, e spiegano la loro posizione: “Ci collochiamo all’interno dell’ area Renzi del Pd jonico, un’area dal peso di 40 mila preferenze, ma sui giornali leggiamo i comunicati di un sedicente “comitato Renzi”, di cui non è dato sapere a noi renziani del Pd jonico chi rappresenti e da chi è composto, non ne abbiamo notizia se non per lo spazio che questo fasullo comitato ha sporadicamente su qualche testata, ma non ha una faccia e rinnega il tipo di maggioranza di governo che permette a Renzi di essere presidente del consiglio. Inoltre, sul candidato presidente di centrosinistra alla provincia intendiamo precisare che, allo stato attuale, non risulta tesserato né al Pd né ad alcun’altro partito del centrosinistra. Questo sindaco ha cacciato senza alcuna motivazione politica il vicesindaco del Pd, se non dicendo che: “io sono il sindaco e la Legge me lo consente”, utilizzando metodi che di democratico hanno poco e tradendo, tra l’altro, il patto stretto con gli elettori del centrosinistra in occasione delle primarie. Un candidato giovane, che di giovane ha solo l’età in quanto i metodi da lui usati sembrano quelli di un’epoca ormai lontana, di valori ideologici appartenenti al secolo scorso e non a questo, personaggio fuori da ogni discussione fino a quando non c’è da candidarsi a qualcosa: ha chiesto la deroga per candidarsi in parlamento, voleva candidarsi a segretario provinciale e regionale, scommettiamo molto sul fatto che avrà ambizioni alle prossime regionali. Se poi guardiamo la lista di appoggio al presidente “centro sinistra per Lopane” vediamo che proprio la parola centrosinistra con la lista centra poco, se scorriamo i nomi ci rendiamo conto che ci sono: Tonino Cavallo, che a Lizzano si è candidato come indipendente contro la lista di centrosinistra, e alle ultime provinciali era candidato con la lista “Sviluppo del territorio” collegata alla lista AT6 di Giancarlo Cito; per rimanere in tema di centrosinistra: Salvatore De Felice di Sava eletto con la lista “Libertà e partecipazione per Iaia sindaco”, appena nominato coordinatore provinciale di Ncd, e di Vincenzo Del Monaco di Grottaglie eletto con la lista Rinascita Civica.  Etta Ragusa concorrente del centrosinistra, e attualmente consigliere di opposizione all’amministrazione di Grottaglie con sindaco del Pd. Ciò dimostra che questa è una politica fatta di sofismi e prese in giro dell’opinione pubblica, sarebbe stato meglio fare delle larghe intese alla luce del sole, e non sotto banco come in questo caso: il termine centrosinistra non si usa solo per riempirsi la bocca in pubbliche assemblee. Facciamo i nostri auguri al candidato, e adesso dimostri quando vale; di un’eventuale insuccesso se ne prenderà tutta la responsabilità, e non provasse a scaricare le colpe su altri, visto che il percorso lo ha costruito lui. Invitiamo i grandi elettori del Pd – concludono da Generazione democratica – a votare per la lista del Pd e non altre liste anche se vicine al candidato, il Pd ha la sua lista e i nostri grandi elettori sono invitati a votare solo quella”.

CdG TamburranoUn attacco questo che spiega ancora come la candidatura di Lopane altro non sia stato che un evidente tentativo della minoranza del Pd jonico ( Lemma & “compagnucci” vari) di sovvertire la decisione della maggioranza provinciale del Partito Democratico che ha deciso invece di applicare le “larghe intese” sul modello nazionale dell’accordo Pd-PdL.  E noi siamo sempre più convinti che quyesti scontri interni nel centrosinistra (Pd, Sel) non farà altro che rafforzare la candidatura di Martino Tamburrano (esponente di punta di Forza Italia in provincia di Taranto ) alla guida della Provincia di Taranto, dove peraltro in passato dal 1999 al 2004 ha già ricoperto la carica di  vice-presidente.