Si credono “giornalisti” ma in realtà sono solo dei “fotocopiatori”

Si credono “giornalisti” ma in realtà sono solo dei “fotocopiatori”

Alcuni amici e lettori ci hanno raccontato e documentato le recenti gesta…giornalistiche di due cronisti locali, che chiameremo affettuosamente “Cicì & Cocò” i quali nella loro vita giornalistica hanno sempre scritto di cronaca nera e giudiziaria, copiando a quattro mani dai comunicati stampa e dalle “veline” fuori uscite dal Tribunale e della Procura della repubblica di Taranto. A memoria di uomo e di archivio, non si ricorda una loro inchiesta, un qualcosa che abbia generato un’inchiesta della Magistratura o un’operazione di polizia giudiziaria da parte delle Forze dell’ ordine . Molto più semplice esercitarsi in fotocopie, e citazioni nei loro articoli del nome di giudici e pubblici ministeri elogiandolo. Cioè delle loro fonti, che, per una citazione sulla stampa spesso dimenticano il segreto istruttorio.

LE NOMINE ALLA PROVINCIA

CdG provinciaEbbene già in occasione dell’elezione di Martino Tamburrano (Forza Italia)  a Presidente della Provincia di Taranto di   “CICI‘”, cioè il “maestro” si atteggiava a fine….ma molto molto fine…. “politologo”, gridava allo scandalo, sostenendo che l’accordo sulle larghe intese raggiunto fra  l’on. Michele Pelillo per il Pd jonico e l’on. Gianfranco Chiarelli per  Forza Italia fosse una vergogna. Il povero cronista in questione che nella sua vita, professionalmente parlando (e non solo..) non ha mai varcato il ponte girevole e forse neanche quello di Punta Penna, se non per tornarsene ogni tanto alle origini provinciali, dimenticava che il Governo Renzi, che governava e governa ancora oggi, si reggeva proprio su un accordo (ribattezzato del “Nazareno”)  fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, cioè gli stessi  partiti rispetivamente di Pelillo e Chiarelli !

Eravamo alle soglie delle elezioni primarie del Pd per le prossime Regionali, ed allora l’ “inquisito” (dal CSM , cioè il Consiglio Superiore della Magistraturavedi QUI) Michele Emiliano, segretario regionale pugliese del Pd, calpestando lo statuto del suo partito,  fece ferro fuoco e fiamme per impedire la presenza in giunta dei consiglieri provinciali eletti dal centrosinistra alla Provincia di Taranto. Tutto finì a tarallucci e vino, ed infatti da lì a pochi mesi gli eletti nel Pd in provincia di Taranto hanno accettato di entrare nella Giunta Tamburrano.

CdG michele-emiliano

Adesso nei giorni scorsi è entrato in scena “COCO‘” cioè l’allievo, il quale pur di portare a casa qualche euro in più, ha approfittato del sito internet di un quotidiano nazionale, dove in cuor suo il “giovane” collega spera di approdare un giorno, per ritornare sull’argomento , scrivendo (o meglio, “fotocopiando”) testualmente quanto riportato in un comunicato stampa di “facciata” elettorale regionale (ma il giovane cronista di gestione politica e strategie dietro le quinte, evidentemente nulla sa) siglato da Michele Emiliano che diceva:  “Il Pd regionale e provinciale si sono schierati pubblicamente fin dal primo momento contro qualsiasi accordo tra PD eIl Pd regionale e provinciale si sono schierati pubblicamente fin dal primo momento contro qualsiasi accordo tra PD e Forza Italia. Abbiamo sostenuto Gianfranco Lopane, amministratore bravo e pulito, dando un’indicazione chiarissima e scontrandoci con chi sosteneva altre posizioni. Noi non abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo aggregato una grande massa di persone che hanno creduto nell’alleanza pura di centrosinistra. La notizia di oggi va contro tutte le direttive degli organismi del PD. I tre consiglieri che hanno accettato la delega dal Presidente devono rimetterla immediatamente nelle mani del Presidente se vogliono far parte del nostro partito. Nessun esponente del Pd  può far parte di un governo provinciale guidato da un Sindaco di Forza Italia. Confidiamo nella responsabilità dei tre consiglieri, chiedendo loro di dimettersi. Altrimenti la vicenda l’affideremo alla Commissione di Garanzia provinciale per procedere all’espulsione”. 

Piccolo particolare che nè Emiliano nè il giovane Cocò hanno mai letto lo Statuto del Pd, come i fatti dimostrano. Certe decisioni sono di spettanza esclusivamente della segreteria provinciale tarantina (dove Emiliano conta “zero“)  o della segreteria nazionale, che sin dalle ultime elezioni europee ha manifesto ampiamente la scarsa simpatia di Matteo Renzi e della sua segreteria nei confronti di Michele Emiliano. Come la sua non candidatura o “trombatura”, chiamiamola come volete, alle Europee ha dimostrato senza equivoci. A raccontarlo e rivelare la circostanza fu il quotidiano la Repubblica (leggi QUI) che il 9 aprile 2014 scriveva:

Schermata 2015-03-11 alle 00.47.19Michele Emiliano non è capolista alle Europee. Per il sindaco di Bari e segretario regionale solo il secondo posto in lista, dopo la deputata Pina Picierno, la candidata per il Sud della cinquina rosa voluta dal premier Matteo Renzi per guidare le liste alla sfida elettorale europea. Il sindaco incassa e fa buon viso a cattivo gioco – viste le aspettative – ma il Pd pugliese ha chiesto al segretario regionale, con un documento politico, di ritirarsi……

LA “PROMESSA TRADITA” DI RENZI

Nel documento firmato dal senatore Giovanni Procacci, portavoce e coordinatore della segreteria pugliese del Pd, si legge: “Oggi apprendiamo con sconcerto e stupore che la Direzione nazionale decide di individuare, come capilista alle elezioni europee, candidature tutte femminili! Dinanzi a tale decisione, chiediamo con determinazione a Michele Emiliano di ritirare la sua disponibilità a candidarsi e di concentrare sin da ora tutte le sue risorse, insieme a un partito che si sta rilanciando con forza ed entusiasmo, verso le elezioni regionali del prossimo marzo”. “Ci impegniamo comunque a sostenere il Pd alle elezioni europee, ma – si aggiunge – non possiamo tacere su scelte che a nostro avviso mortificano il ruolo delle donne in politica. La loro presenza va realmente promossa, non esibita come specchietto per le allodole e le candidature devono essere espressione delle scelte e del radicamento territoriali. Pur nella coerenza del nostro impegno elettorale, diciamo quindi no ai criteri adottati per la composizione delle liste“.

Il partito ricorda – continuava a raccontare la Repubblica – che Emiliano, appena eletto segretario pugliese, “aveva promosso un documento da parte di tutto il Pd del Sud – come contributo al costituendo governo Renzi – segno di una visione ampia e coinvolgente del suo ruolo di segretario regionale”. Anche per questo, “il partito democratico di Puglia riteneva quasi scontata, come tutta la stampa riportava, una presenza di Emiliano nel governo. Si preferì invece chiedergli da parte della segreteria nazionale di guidare la lista nella macroregione del Sud alle elezioni del Parlamento europeo, riconoscendo la sua naturale leadership in tutto il Mezzogiorno. Ancora una volta Michele Emiliano diede la sua disponibilità per il bene del partito e delle regioni meridionali!“.

Adesso però nel Pd regionale stanno tutti molto attenti a “fiatare” contro Renzi, e persino Emiliano ha copiato la decisione di candidare 6 donne come capoliste alle regionali, fra cui una che ha più di qualche “scheletro nell’armadio”….

L' intercettazione Vico-Archinà

L’ intercettazione Vico-Archinà

Chiaramente CICI & COCO‘ non raccontano qualcos’altro e cioè che il possibile ritorno del “prezzolato” Ludovico Vico, intercettato e coinvolto nella vicenda delle corruzioni “politiche” (ed economica)  di Girolamo Archinà per il suo “patron” Emilio Riva, ha molte possibilità di ritornare in Parlamento. Infatti mentre dal fronte barese-romano corre voce secondo la quale l’on. Francesco Boccia, attuale Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, nella consapevolezza di non essere riconfermato nell’incarico ricoperto, voglia lasciare il proprio incarico di parlamentare per andare ad assumere un assessorato importante e di “peso” in una eventuale Giunta regionale a guida Michele Emiliano, dal fronte leccese viene quasi data per scontata la volontà dell’ on. Massimo Bray di rinunciare all’incarico per diventare direttore generale della Treccani e quindi di lasciare libero il posto di deputato a Vico l’esponente della segreteria regionale  Pd intercettato nell’inchiesta Ilva, mentre diceva: “Ora, a questo punto… lì alla Camera dobbiamo fargli uscire il sangue a Della Seta (ambientalista, ex presidente di Legambiente, uno dei pochi ad opporsi ai disastri della fabbrica n.d.r. )”. La stessa persona che ha proposto la modifica dell’art. 674 del c.p., “il getto pericoloso di cose”, in modo da derubricare la pena a semplice sanzione amministrativa. Depenalizzare, insomma, l’unico articolo del codice penale per il quale l’Ilva veniva puntualmente condannata. Lo stesso politico che il 5 maggio 2010 alle h. 17:55 veniva intercettato al telefono con Girolamo Archinà (vedi ed ascolta QUI il video dell’intercettazione)

Ecco cosa pensano gli operai di Taranto di Ludovico Vico, che oltre ad essere un esponente del Pd, (ma non rieletto dai suoi elettori alle ultime elezioni Politiche ) lo è stato anche nella CGIL a Taranto:

 

 

Ma tutto questo, cari lettori, CICI‘ & COCO‘ non lo ricordano , non lo scrivono. Chissà perchè….!?! State tranquilli, ve lo spieghiamo noi: quello che non hanno fatto o non sanno fare i due,  si chiama “giornalismo“. Attività professionale che molto spesso i “giornalisti-sindacalisti” ignorano. Molto più facile diffamare, impedire di visionare  il proprio profilo su Facebook, Twitter per renderlo illeggibile. Ma purtroppo, qualcuno non sa che la rete (internet) è aperta. E tutto si può sempre leggere. Anche quando non si vuole.

Come non dare ragione quindi al nostro collega ed amico Vittorio Feltri quando si meraviglia che ormai l’accesso alla professione è troppo facile ? Poveri lettori…anche se del giornale di Cici & Cocò , sono sempre di meno. Facile capire il perchè  !

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