15 attivisti dei Cittadini Liberi e Pensanti indagati dalla Procura di Taranto

15 attivisti dei Cittadini Liberi e Pensanti indagati dalla Procura di Taranto

ROMA – Era il 29 luglio del 2016 quando il premier  Matteo Renzi aveva concluso da poco il suo discorso al museo MarTa di Taranto dove ha inaugurato la sezione preistorica del secondo piano .

 Dinnanzi all’ingresso di corso Umberto di fronte ai giardini di Piazza Garibaldi centinaia di manifestanti contestavano ed accusano il Governo Renzi di aver seguito i precedenti di Monti e Letta nella sequenza dei decreti “salva Ilva” che hanno salvato il posto di lavoro a circa 18mila operai dello stabilimnto siderurgico dell’ ILVA e dell’indotto. I politici partecipanti alla manifestazione erano attesi in Prefettura. L’onorevole Michele Pelillo uscendo dal MarTa con il  Sen. Salvatore Tommaselli (entrambi del Pd) decisero di percorrere a piedi breve tratto di strada di via Cavour che collega il museo al Palazzo del Governo,  ma decine di manifestanti a dir poco agitati li inseguirono lungo il tragitto, circondandoli. Il reparto mobile della  Polizia di Stato insieme ai Carabinieri fecero scudo ma non riuscirono ad evitare al parlamentare Pd di venire colpito dal lancio di uova, polvere, acqua, accompagnati da  insulti, fischi  che gli vennero gettati addosso da alcuni dei manifestanti dei Liberi e Pensanti (un gruppo di ex-sindacalisti  e dipendenti dell’ ILVA – n.d.r.)

 

 

Sono 15 le persone cui la Questura di Taranto ha notificato l’ informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica in relazione ai disordini provocati in occasione della visita dell’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel capoluogo jonico – riporta un comunicato ufficiale della Questura di Taranto –  Il provvedimento giudiziario è scaturito a seguito delle accurate indagini compiute dalla DIGOS che hanno permesso agli inquirenti di individuare gli autori dei disordini, evidenziandone  i diversi profili di responsabilità penale”

“Gli indagati, alcuni dei quali già gravati da precedenti penali specifici per episodi analoghi – continua il comunicato della Questura  – dovranno rispondere a vario titolo di violenza, minacce, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale , per  quanto accadde lo scorso 29 luglio allorquando, in più riprese, prima , durante e successivamente all’inaugurazione del padiglione del M.Ar.Ta alla presenza del premier, si verificarono gravi episodi di intemperanza poi sfociati in atti di violenza contro le forze dell’ordine”

“I manifestanti, contravvenendo alle prescrizioni della Questura, tentarono più volte di forzare lo schieramento di Polizia – precisa il comunicato della Questura  –  in quei frangenti dai più facinorosi furono lanciati oggetti pericolosi verso il dispositivo di sicurezza e colpito un dirigente della  Polizia di Stato. Soltanto grazie alla elevata responsabilità e professionalità delle forze dell’ordine furono scongiurate conseguenze ulteriori e più gravi rispetto a quanto accaduto” 

Indagati anche quanti sono stati riconosciuti responsabili dell’accerchiamento nei confronti dell’on. Michele Pelillo, parlamentare jonico il quale, insieme al  al termine della cerimonia al museo recandosi a piedi verso la Prefettura, era stato raggiunto da oggetti lanciati da alcuni manifestanti” conclude il comunicato della Questura.

Tra gli indagati compaiono Ernesto Palatrasio e Margherita Calderazzi, due coordinatori dello Slai Cobas,  e l’ex-sindacaliusta della Fiom (accompagnato all’uscita dal sindacato qualche anno fa) Cataldo Ranieri. a capo del “Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensantì

Il commento dei Liberi e Pensanti ? Eccolo: “Vogliamo gridare a tutta la città che ci riconosciamo pienamente in quest’azione e che la ripeteremmo all’infinito“. Noi invece siamo felici che finiscano sotto processo. E loro sanno molto bene il perchè….

 

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