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18 Ottobre 2026 07:45

Taranto. La Finanza scopre e chiude a Massafra laboratorio per la contraffazione di abbigliamento

Nel corso dello specifico controllo, i militari hanno accertato che le attrezzature utilizzate per l’attività abusiva, contenenti residui di vernici e solventi chimici, venivano lavate all’interno di una vasca di lavaggio costruita artigianalmente, generando così uno scarico di sostanze chimiche che finivano poi in pubblica fognatura.

TARANTO –  Militari della Guardia di Finanza, della Compagnia di Martina Franca guidata dal Capitano Federica Iervoglini, all’esito di una costante attività di controllo economico del territorio condotta nel settore della contraffazione dei marchi e dell’abusivismo commerciale, hanno eseguito un intervento presso un’abitazione privata a Massafra (TA) di Claudio Corrado, martinese di origine ma residente a Massafra, nel cui garage in  che era stato di fatto allestita una stamperia, all’interno del quale veniva abusivamente svolta l’attività abusivamente ed illegalmente di tipografia e serigrafia nonché di realizzazione di griffe contraffatte da apporre su capi di abbigliamento ed accessori di moda. Tutto rigorosamente in “nero”.

Le Fiamme Gialle hanno rinvenuto all’atto dell’accesso, la presenza ed utilizzo di  macchinari ed attrezzature professionali, fra le quali presse a caldo, essicatoi, ricamatrici, plotter, personal computer Apple-iMac dotati di software grafici tra cui il noto “Photoshop”, clichè ed etichette recanti noti marchi sportivi, tra cui “ADIDAS”, “NIKE”, “JUVENTUS F.C.”, “CONVERSE”, “PUMA” e “FERRARI”, insieme  a 650 capi già pronti per essere immessi in vendita nel mercato illegale.

Il locale, le attrezzature ed i predetti articoli sono stati sottoposti a sequestro, mentre il Corrado gestore della stamperia clandestina è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione nonché per aver posto in essere un impianto industriale privo di qualsiasi autorizzazione ambientale. Nel corso dello specifico controllo, i militari hanno accertato che le attrezzature utilizzate per l’attività abusiva, contenenti residui di vernici e solventi chimici, venivano lavate all’interno di una vasca di lavaggio costruita artigianalmente, generando così uno scarico di sostanze chimiche che finivano poi in pubblica fognatura.

La copiosa documentazione contabile ed extracontabile rinvenuta all’interno del locale è stata anch’essa sequestrata ed è tuttora al vaglio degli investigatori.

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