Vaccino, il 27 è “V-day”: la prima vaccinata sarà un’infermiera che assiste domiciliarmente anziani

di REDAZIONE CRONACHE

Si chiama Claudia Alivernini, 29 anni, romana e lavora come infermiera presso il reparto malattie infettive dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettiva Lazzaro Spallanzani, la prima persona ad essere vaccinata in Italia in occasione del V-Day il 27 dicembre. La giovane infermiera, laureata in scienze infermieristiche presso la Facoltà de La Sapienza di Roma, oltre all’esperienza in reparto, ha dato anche la disponibilità per lavorare nelle unità mobili Uscar e questo l’ha portata anche presso i domicili delle persone anziane che avevano bisogno di essere assistite.

A seguito del via libera dell’ agenzia europea Ema e dell’ Aifa – Agenzia italiana per il farmaco per l’immissione in commercio del vaccino Pfizer-Biontech, sono attese in Italia 9.750 dosi che arriveranno il 26 dicembre per essere subito disponibili il giorno dopo, 27 dicembre, per il “V-day” in cui in tutta Europa partirà la campagna vaccinale.

Per primi a vaccinarsi saranno alcuni degli italiani “simbolo” della lotta al Covid. In cima alla lista delle somministrazioni in Italia ci saranno un operatore socio sanitario impegnato nei reparti Covid, una ricercatrice e due medici, tutti dell’Istituto Spallanzani di Roma i primi da subito in prima linea a fronteggiare l’emergenza della pandemia. In vista di domenica prossima ci sono procedure che si stanno mettendo a punto per avviare ufficialmente anche nel nostro Paese la controffensiva al virus.

Il 27 dicembre medici e specializzandi vaccineranno il personale sanitario. Quello di domenica sarà solo un gruppo limitato di operatori sanitari che raggiungerà all’incirca il milione di lavoratori della sanità nel mese di gennaio. Poi si passerà alle persone nelle Rsa, nel Lazio già dalla prossima settimana. Successivamente le popolazioni a rischio, anziani o soggetti con specifiche patologie.

A Milano i primi ad essere vaccinati saranno Grazia Fresta, addetta alle pulizie dell’ospedale Niguarda, e Adele Gelfo, dello stesso ospedale. I medici: Raffaele Bruno, Massimo Galli, Antonio Pesenti, Alberto Zangrillo, la dottoressa di Codogno Annalisa Malara, insieme ai presidenti degli ordini dei medici, degli infermieri e delle altre categorie del personale sanitario. Domenica mattina arriveranno 324 fiale più il materiale di consumo al Niguarda per 1.620 doti che saranno suddivise in 14 siti. Tra i principali: il Pio Albergo Trivulzio di Milano, gli ospedali di Codogno, Alzano Lombardo, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, gli Ospedali Civili di Brescia, il Sant’Anna di Como, il Poma di Mantova, e ancora il Manzoni di Lecco, il San Gerardo di Monza, il San Matteo di Pavia, l’ospedale di Sondrio e quello di Circolo di Varese.

Al momento non si parla di obbligo di vaccino. Per l’immunità di gregge è quindi tutto basato sul comportamento individuale. I numeri fanno ben sperare sulla volontà degli italiani di vaccinarsi. I dati di una ricerca coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rivelano che due persone su tre (il 67%) sono disponibili a vaccinarsi, la percentuale sale tra gli anziani (84%). I più giovani, 18-34enni, sarebbero ben disposti a vaccinarsi (76%) rispetto ai 50-69enni (67%) e ai 35-49enni (59%). 

Il Ministero della Difesa attraverso l’ Esercito gestirà la logistica fin da subito. Nella notte tra il 25 e il 26 i tir della casa farmaceutica Pfizer, contenenti le celle frigorifere con le prime 9.750 fiale a -75 gradi, varcheranno i confini italiani. Da quel momento saranno scortati dai Carabinieri fino all’Ospedale Spallanzani di Roma, che per l’occasione sarà adibito ad hub centrale. Qui i vaccini verranno divisi in venti confezioni, una per ogni regione. A questo punto entreranno in campo le forze armate dell’ Esercito che, con i propri mezzi, distribuiranno le dosi in tutta Italia in modo da permettere “all’intero Paese – affermano dallo Stato maggiore della Difesa – di partecipare al Vaccine day europeo del 27 dicembre”.

Da Roma il vaccino verrà trasportato con diversi veicoli delle forze armate, se la tratta è entro 300 chilometri, tra mezzi leggeri e autocarri ad uso tattico logistico, gli stessi modelli visti per le strade di Bergamo nei momenti più difficili dell’emergenza Covid in Italia. Per tutte le altre regioni più distanti, invece, i vaccini saranno stoccati nell’hub centrale di Pratica di Mare e da qui le scorte saranno caricate su elicotteri o aerei per raggiungere le varie destinazioni (i primi 21 siti nazionali). I trasferimenti impegneranno gli uomini delle Forze Armate per l’intera giornata e la notte del 26, affinché tutte le dosi giungano nei centri dove verranno somministrate entro le 7 del 27 dicembre.


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Saranno 1.500 gazebo a forma di fiore, – progettati dall’architetto Stefano Boeri in materiali riciclabili – come il simbolo della campagna, i luoghi dove verranno somministrate le dosi nella seconda fase della campagna per i vaccini anticovid. I gazebo  saranno collocati in tutta Italia, nelle piazze delle città, davanti agli ospedali e anche nei campi sportivi. La campagna informativa per invitare gli italiani a vaccinarsi – oltre agli spot su radio, tv, siti web e social – prevede anche la realizzazione di totem informativi davanti agli ospedali, nei parchi, negli uffici pubblici e nelle scuole.




Il Corriere della Sera scopre il “caso Trenta” (M5S) : si è fatta dare stabilmente la casa ricevuta dalla Difesa quando era ministra

ROMA – Nessuno ha il coraggio di fiatare nel M5s e commentare il caso dell’alloggio dell’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta che non ha restituito infatti allo Stato l’appartamento affidatole nel centro di Roma per coprire il suo incarico a Palazzo Baracchini. Il Movimento 5 Stelle, che della battaglia contro i privilegi della politica aveva fatto una delle sue ragioni fondanti, adesso si trova a dover rispondere di un caso a dir poco vergognoso che  riguarda sia il mantenimento dell’alloggio che l’iter per l’assegnazione.

I retroscena

L’ex ministra grillina Elibaetta Trenta è sposata con Claudio Passarelli maggiore dell’ Esercito Italiano, originario di Matrice nel Molise. Entrambi sono proprietari di una casa nella Capitale al quartiere Pigneto. Il protocollo vuole che quando un ministro, già proprietario di un immobile a Roma, assume l’incarico in un ministero, i militari mettono in sicurezza la casa, si assicurano che gli standard di protezione siano funzionanti e la vita domestica prosegue più o meno come prima dell’investitura dal Capo dello Stato.

Quando a giugno 2018 M5s ha dato vita al primo governo Conte, la Trenta, viene nominata senza alcuna competenza specifica ministra della Difesa, spacciata dal Movimento 5 Stelle come “esperta di questioni militari”,  fa comunque richiesta di una nuova residenza. Lei è il marito si trasferiscono in un appartamento vicino a piazza San Giovanni in Laterano. Chi l’ha visto – scrive la bene informata e valida collega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera – ha riferito che si tratta di un appartamento al secondo piano, molto ampio e sopratutto di “alta rappresentanza”. La replica delle Trenta è stata affidata ad una lettera all’autrice dell’articolo ed un post Facebook per respingere ogni accusa: “Tutto in regola, così lo Stato ha risparmiato”.

In mattinata così ha replicato la Trenta:Da ministro ho chiesto l’alloggio di servizio perché più vicino alla sede lavorativa, nonché per opportune esigenze di sicurezza e riservatezza. L’alloggio è stato assegnato ad aprile 2019, seguendo l’opportuna e necessaria procedura amministrativa, esitata con un provvedimento formale di assegnazione da parte del competente ufficio. Quando ho lasciato l’incarico, avrei avuto, secondo regolamento, tre mesi di tempo per poter lasciare l’appartamento; termine ancora non scaduto (scadenza tre mesi dal giuramento del nuovo governo, vale a dire 5 dicembre 2019)”. e continua ” “Come è noto, mio marito è ufficiale dell’Esercito Italiano con il grado di maggiore e svolge attualmente un incarico di prima fascia, incarico per il quale è prevista l’assegnazione di un alloggio del medesimo livello di quello che era stato a me assegnato (infatti a me non era stato concesso un alloggio Asir – cosiddetto di rappresentanza – ma un alloggio Asi di prima fascia, aggiunge. Quindi spiega ancora: “Avendo mio marito richiesto un alloggio di servizio, per evitare ulteriori aggravi economici sull’amministrazione (a cui competono le spese di trasloco, etc.), è stato riassegnato lo stesso precedentemente concesso a me, previa richiesta e secondo la medesima procedura”.

E qui iniziano i problemi e le anomalie….

La prima operazione di aggiramento dei regolamenti ministeriali pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, potrebbe essere avvenuta – sono ancora da verificare gli estremi del caso – perché la coppia era già proprietaria di un appartamento al Pigneto, e quindi non aveva diritto a una nuova assegnazione. La Trenta ed il “marito-maggiore” si trasferiscono nella nuova casa assegnata dal ministero: secondo la scala di valutazione utilizzata per classificare gli alloggi pubblici, l’appartamento di San Giovanni è di “livello 1”, cioè il più prestigioso.

È qui viene fuori il secondo “problema“: come mai la Trenta vive ancora nella casa che le è stata data per coprire il suo mandato al ministero della Difesa, benché ministra non lo sia più ormai da un po’ di mesi? Per quale motivo, al momento della concessione, Trenta è riuscita a far assegnare l’appartamento di pregio al marito, Claudio Passarelli. Quindi lei, che adesso non ricopre più un ruolo pubblico, non risulta beneficiaria di alcuna residenza del demanio. L’iter di assegnazione, adesso, è sotto i riflettori ed accertamento in fase di svolgimento da parte del del V reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito guidato dal generale Paolo Raudino.

L’abitazione di servizio detenuta illegittimamente dall’ex Ministro Trenta

Ben prima che il governo gialloverde entri in crisi, la ministra decide di rendere definitiva l’assegnazione. E così si stabilisce che l’intestatario sia il marito. In realtà appena due giorni dopo l’arrivo alla Difesa il rapporto tra Trenta e il consorte era stato al centro delle polemiche su un possibile conflitto di interessi. Passarelli era infatti “ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari Generali”  circostanza che aveva spinto l’opposizione a sollevare il problema di possibili incompatibilità.

Con una nota ufficiale i collaboratori di Trenta avevano dunque comunicato che “la ministra ha chiesto il trasferimento del maggiore Claudio Passarelli per questioni di opportunità all’ufficio Affari Generali, retto da un dirigente civile, che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale”. In realtà lo spostamento non risulta mai essere avvenuto, ma evidentemente la Trenta non ritiene che il suo legame familiare possa crearle problemi. Dunque va avanti la procedura relativa all’appartamento. E così quando a fine agosto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte decreta la fine del governo gialloverde, Passarelli risulta intestatario dell’alloggio.

La sede del Ministero della Difesa

Le criticità riguardano due punti del regolamento del Ministero della Difesa in materia di assegnazione degli alloggi. Primo punto:, il marito della Trenta, con il grado di capitano maggiore, non ha diritto di ricevere un appartamento di “primo livello, soluzione che spetta a ruoli molto più alti del suo. Secondo punto: c’è da chiarire come la coppia sia potuta entrare in graduatoria, visto che tra i requisiti c’è quello di non avere un’altra abitazione nel Comune dove si risiede per svolgere il proprio incarico per la Difesa.  Non è da escludere che la Corte dei Conti sia chiamata a valutare eventuali danni erariali e quella ordinaria debba verificare la regolarità della procedura di assegnazione

Inutile chiedere chiarimenti al M5S, a Casalino, Conte, Di Maio: tutti tacciono. Fino a quando ? Unico esponente del M5S a prendere posizione è stato il vice-ministro dello Sviluppo Economico Stefano Buffagni che così scrive su Facebook: “Il Movimento 5 Stelle è un’altra cosa! Ho letto stamattina la notizia dell’ex Ministro Trenta sull’immobile di pregio assegnato al marito, in cui vive. Ho altresì letto la risposta dell’ex Ministro Trenta: formalmente pare anche ineccepibile, ma non è da 5 stelle”. Il Movimento è nato, scrive, “con un’altra missione, stare nei palazzi rischia sempre di contaminarci, di cambiarci ed è contro questa ‘droga’ che dobbiamo tenere alta l’attenzione”.

“Non sono mai stato estremista ed ho sempre tenuto un po’ di elasticità ed alta tolleranza nelle cose attirandomi anche tante cattiverie nel Movimento – aggiunge – Non sono mai stato un giustizialista e capisco che durante il mandato possano nascere esigenze funzionali. Ma se fosse stato uno del Pd o uno della Lega ad assegnare al marito una casa di quel genere da tenere anche dopo il mandato cosa avremmo detto?”. Quindi Buffagni conclude: “Mi auguro che venga liberato il prima possibile l’appartamento e venga tolto dall’imbarazzo il Movimento 5 Stelle. Poi mi auguro si apra una riflessione su tutti questi immobili, sui loro utilizzi e sugli sprechi che si annidano lì in mezzo. Il Paese vive un momento difficile ed ogni euro risparmiato è un euro per chi soffre, per le imprese e per chi lavora. Abbiamo bisogno di evolverci come M5S perché la sfida del governo impone una maturazione, ma senza rinnegare alcuni capi saldi della nostra identità. Siamo cittadini nelle istituzioni, non privilegiati”.

Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci. che  chiesto alla Trenta di chiarire “velocemente” e aggiunto che “se le indiscrezioni risultassero vere, saremmo di fronte ad un comportamento molto grave, anche perché coinvolgerebbe una esponente di primissimo livello del M5S” e quindi preannunciato un’interrogazione urgente del gruppo Pd.

Per il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italiail grado del maggiore consorte Passarelli non giustifica l’assegnazione del lussuoso appartamento in zona San Giovanni“. Il forzista si appella all’attuale titolare della Difesa, Lorenzo Guerini, “per una risposta sollecita“. “A chi risulta assegnato l’appartamento? – si domanda – È ancora nella disponibilità dell’ex ministro Trenta e dei suoi familiari? Quale canone ha pagato la Trenta quando era ministro e quanto paga il maggiore marito“. Gasparri si chiede infine “se il ministro non ritenga di sgomberare entro oggi l’alloggio di pubblica proprietà. Uno vale uno, Trenta vale zero“.




Strage di Nassiriya. Il presidente Mattarella: “I nostri caduti vincolo morale per l’impegno dell’Italia”

ROMA – A Nassiriya, in Iraq, l’orologio si ferma alle 10:40 di sedici anni fa. La più grave tragedia per i militari italiani all’estero dalla seconda guerra mondiale causata da nn camion cisterna pieno di esplosivo mandato ad esplodere all’ingresso della base del Reggimento MSU, uccidendo 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito Italiano e 11 civili tra italiani e iracheni.

Oggi, 12 novembre, ricorre l’11a “Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace”. Ogni anno, commemora tutte le persone che, impegnate al servizio della pace e della sicurezza in diversi Paesi del mondo, hanno perso la propria vita nell’adempimento del proprio dovere. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria dopo la quale è stata celebrata una messa in ricordo dei caduti nella basilica di Santa Maria in Ara Coeli.

L’esempio dei nostri caduti rappresenta un vincolo moraleper la continuità del contributo del nostro Paese nei diversi ambiti: le donne e gli uomini presenti nelle diverse aree di conflitto sanno di poter contare sul concorde sostegno del popolo italiano“. ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio al Ministro della Difesa.  “In occasione della Giornata dedicata dalla Repubblica al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali rivolgo – prosegue il Capo dello Stato nel suo messaggio – un deferente pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita, impegnati nella pacificazione delle aree di crisi, per sconfiggere il terrorismo e consentire alle popolazioni oppresse un orizzonte di speranza. I conflitti e le tensioni, spesso provocati e sostenuti da forme di terrorismo transnazionale rivolte a sovvertire i principi di convivenza, rispetto dei diritti umani, libertà, vedono impegnata l’intera comunità internazionale per affrontare sfide insidiose contro l’umanità. L’esempio dei nostri caduti rappresenta un vincolo morale per la continuità del contributo del nostro Paese nei diversi ambiti: le donne e gli uomini presenti nelle diverse aree di conflitto sanno di poter contare sul concorde sostegno del popolo italiano“.

“Lo slancio e l’altruismo di quanti hanno donato la propria vita per il bene comune  – aggiunge ancora il presidente Mattarella –  è fonte di riflessione per tutti i cittadini, che nel loro agire quotidiano sono chiamati ad un contributo egualmente prezioso per la civile convivenza e il progresso della comunità nazionale e internazionale. Ai familiari dei caduti esprimo la sentita riconoscenza della Repubblica e i sentimenti della mia affettuosa vicinanza“.

Ai caduti, alle loro famiglie rivolgiamo il nostro pensiero. La nostra silenziosa, eterna gratitudine




Arcelor Mittal incontra le aziende di Confindustria Taranto

il top management italiano di Arcelor Mittal

TARANTO – Una delegazione di ArcelorMittal Italia rappresentata dal  direttore degli Acquisti Emmanuel Rodriguez, dal Direttore Risorse Umane Annalisa Pasquini , dal Direttore Finishing Taranto Philippe Aubron e dal Direttore della Sicurezza Giorgio Battisti (un ex generale dell’ Esercito Italiano) è stata ricevuta presso la sede della Camera di Commercio di Taranto, dal Presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, il suo staff e numerose aziende e realtà del territorio.

L’incontro è stato l’occasione  per ArcelorMittal di illustrare le regole di ingaggio con i fornitori locali . La trasparenza, secondo le parole del Direttore Acquisti Emmanuel Rodriguez,rappresenta il migliore strumento per instaurare fiducia e comprensione”. Un rapporto di  fiducia ha aggiunto Rodriguez che “permetterà ai fornitori locali di diventare partners di un gruppo globale leader nel settore”.

L’ indotto pugliese che collabora con il Gruppo Arcelor Mittal è quantificabile in circa 200 milioni di euro l’anno, ed è quindi importante e necessario per la filiale italiana della multinazionale franco-indiana, sviluppare un rapporto di partnership virtuoso e duraturo con le realtà pugliesi e tarantine.

 


I managers di Arcelor Mittal Italia hanno spiegato che per essere loro fornitori occorre far parte del cambiamento e lavorare come l’ azienda due fattori fondamentali come la salute e la sicurezza, per i quali non è possibile alcun compromesso e vengono richiesti i più alti standard possibili.

Per quanto riguarda l’ambiente, altro tema importante per Arcelor Mittal è indispensabile che sia garantito l’uso efficiente ed il recupero delle materie utilizzate. Un impegno questo , di rispetto dell’ ambiente, supportato e testimoniato da 2.5 miliardi di euro previsti dai programmi di investimento di Arcelor Mittal a Taranto.

Vincenzo Cesareo

Al termine dell’incontro è stata espressa ampia soddisfazione, da Vincenzo Cesareo Presidente di Confindustria Taranto : “Abbiamo accolto con estremo favore, in questa occasione, l’approccio chiaro e diretto dei rappresentanti di ArcelorMittal Italia. Siamo certi che lo scambio, inteso come necessità di confronto fra l’azienda e Confindustria, possa proseguire anche nei mesi a venire, al fine di ottimizzare ogni forma di collaborazione e poterne così monitorare i ritorni e i benefici – a tutti i livelli, economico, sociale ed ambientale – sul territorio”

Contestualmente accogliamo con altrettanta fiducia – ha aggiunto Cesareola dichiarata disponibilità di ArcelorMittal Italia a dare continuità al rapporto con le aziende dell’indotto locale, nel rispetto degli standard richiesti e nel solco già tracciato in anni di consolidato rapporto fra il centro siderurgico e le nostre imprese”.

 

 

 

 




La cerimonia di avvicendamento nella carica di Comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri

il premier Gentiloni ed il ministro Pinotti

ROMA – Questa mattina alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Ministro dell’Interno Marco Minniti  e del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento nella carica di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri fra i Generali Tullio Del Sette, cedente, e Giovanni Nistri, subentrante, presso la caserma “De Tommaso” sede della Legione Allievi Carabinieri in Roma.

In tribuna d’onore, fra le molte autorità politiche, religiose, amministrative e militari, erano presenti anche il Consigliere per gli Affari del Consiglio Suprema di difesa del Presidente della Repubblica Generale Rolando Mosca Moschini, il Capo della Polizia  di Stato, Prefetto Franco Gabrielli, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano Generale di C.A. Danilo Errico, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, il Vice Segretario Generale della Difesa / Direzione Nazionale degli Armamenti Generale di C.A. Nicolò Falsaperna, ​il Comandante Generale della Guardia di Finanza Generale di C.A. Giorgio Toschi, il Direttore del DIS Prefetto Alessandro Pansa, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Dott. Santi Consolo, il Direttore dell’Aisi Prefetto Mario Parente, l’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia Sua Ecc.za Mons. Santo Marcianò, il Presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M. Generale di B. Umberto Rocca, il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo Generale di C.A. Libero Lo Sardo, il Presidente dell’O.N.A.O.M.A.C. Generale di C.A. Cesare Vitale ed esponenti di tutti gli organismi di rappresentanza dell’Arma.

il Generale Tullio Del Sette

Le prime parole del discorso di commiato del generale Del Sette sono state di  profondo ringraziamento per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarellala vicinanza che gli ha sempre dimostrato , oltre alle soddisfazioni che gli ha regalato la sua carriera chiusa con tre anni al vertice del Comando Generale dell’Arma. Il generale  Del Sette nel suo commosso intervento ha parlato di “pochissime amarezze, qualcuna molto difficile da assorbire” e  di “un ultimo anno a volte un po’ amaro”,  rivendicando anche di aver comandato i Carabinieri durante il mandato di due Governi e di due Presidenti della Repubblica, sottintendendo un ampio consenso sul suo nome. L’etica dei carabinieri, ha aggiunto Del Sette, deve farsi distinguere dai “comportamenti sbagliati e da quelli indegni”, con un chiaro riferimento alle inchieste sul caso CONSIP che coinvolgono militari dell’Arma.

Il Comandante Generale  dell’ Arma, Generale Giovanni Nistri

Dal nuovo Comandante Generale Nistri nel corso del suo intervento ricco di spunti, è arrivato un attestato di stima e una difesa dell’operato del suo predecessore. Il generale Tullio Del Sette è “uno straordinario esempio” e “voglio dirgli che ho la certezza che il tempo è galantuomo, sempre”  e che le ragioni di Del Sette, con il suo “straordinario esempio”, verranno  riconosciute. Il Generale Nistri ha quindi evidenziato l’importanza della “consapevolezza  come elemento centrale che  deve ispirare l’azione di un carabiniere”, indossare la divisa “impone obblighi ulteriori”.

allievi della  Scuola Militare “Nunziatella”

Come è noto il Generale Nistri ha cominciato la sua carriera formandosi nel Collegio Militare “Nunziatella“, la scuola militare di Napoli, sostanza di un modo di essere e, quindi, dei valori . Se da un lato il saluto alla Bandiera di guerra dei Carabinieri come chiusura del discorso è un rito,  l’omaggio da egli reso alla Bandiera della Nunziatella all’indomani della sua nomina, come svelato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti.è un chiaro segnale di rispetto ed amore per le istituzioni.

Anche il premier Paolo Gentiloni ha elogiato il lavoro di Del Sette   esaltando la sua  “dedizione totale e spirito di servizio”  e quella dell’ Arma dei Carabinieri, “sono sempre stati in termini di sicurezza i vicini di casa degli italiani e di questa sicurezza vicina abbiamo più che mai bisogno: è vero, se guardiamo le statistiche che sono diminuiti i reati grazie all’impegno delle varie istituzioni dello stato, ma nonostante questo sappiamo che la domanda di sicurezza non diminuisce. E il governo deve rispondere a questo, il paese chiede maggiore sicurezza” ha detto Gentiloni parlando ai vari corpi dell” Arma  schierati nel piazzale della caserma Orlando de Tommaso a Roma. “Sono diminuiti i reati grazie all’impegno straordinario delle forze dell’ordine“. ha aggiunto il premier, “Diminuiscono i reati si moltiplicano i risultati del vostro lavoro e contemporaneamente il Paese chiede maggiore sicurezza. Tutto ciò richiede più che mai questa idea fondamentale di una sicurezza più vicina, di essere tutelati in modo continuo ed in prossimità delle nostre case e dei nostri ambienti di lavoro“.

Abbiamo bisogno della vostra professionalità, il Governo è consapevole e fiero del lavoro dell’Arma dei Carabinieri ha aggiunto il premier dichiarandosi poi “orgoglioso che il mio Governo abbia attuato il riordino del comparto: ora il mandato è di tre anni, questa è l’occasione per ringraziare il generale Del Sette e fare gli auguri al generale Nistri“.

 

l’ intervento del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

 

 

 “Onore, passione e impegno” sono stati tributati al generale Del Sette dal capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il quale ha voluto ricordare  il suo “completo sostegno” nei momenti di amarezza svelando la particolarità dei messaggi ricevuti frequentemente tra la mezzanotte e le 3 del mattino, anche di domenica che confermano l’impegno profuso da Del Sette nel corso del suo comando.

 

 

Gli interventi integrali del premier Paolo Gentiloni, del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del comandante generale Giovanni Nistri e del capo di Stato Maggiore sono anche disponibili integralmente sulla nostra pagina Facebook, dalla quale questa mattina abbiamo effettuato una “diretta”  dalla caserma “De Tommaso” sede della Legione Allievi Carabinieri a Roma.

 




Valanga su hotel Rigopiano. Estratti 4 corpi, 2 persone in salvo. 25 dispersi

Mentre dentro l’albergo finanzieri e vigili del fuoco spalano la neve con le mani tra le macerie, ora dopo ora  diminuiscono le speranze di poter trovare altri superstiti della valanga di neve e ghiaccio che ha letteralmente investito  ed annientato  l’hotel Rigopiano, nel comune di Farindola, sul versante pescarese del Gran Sasso. Da questa mattina le squadre di soccorso hanno estratto quattro corpi senza vita, l’ultimo  è stato localizzato sotto la neve dai soccorritori dell’Esercito.

Ambulanze bloccate  

La neve caduta, almeno due metri, ha reso difficilissimi i soccorsi, con le ambulanze bloccate a circa un chilometro dall’albergo. A raggiungere l’albergo i soccorritori del vigili del fuoco e un rianimatore, portati con l’elicottero e un mezzo cingolato dei vigili che può caricare fino a 8 persone. I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della Guardia di Finanza che hanno raggiunto l’albergo con gli sci e le pelli di foca.

Resta fermo a due il numero delle persone in salvo al momento  . Oltre venti il numero dei dispersi, rispetto alle 35 presenti all’interno dell’albergo , come ha reso noto  il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca: “Le persone registrate in Questura ufficialmente sono di meno, ovvero 22 ospiti e sette dipendenti. Ma è verosimile che vi fossero degli ospiti“. La Procura di Pescara ha aperto un’indagine per omicidio colposo. resta da capire a questo punto a cosa serva….

la colonna dei mezzi di soccorso della Polizia di Stato

La colonna dei soccorsi ha raggiunto l’albergo soltanto alle 13 di oggi, grazie ai mezzi di soccorso pesanti. Utilizzata la turbina ha creato uno slargo per i mezzi. dopo aver rimosso alberi, massi e materassi misti a neve.

Sembra che alcuni ospiti siano riusciti ad andar via prima che la slavina si abbattesse sulla struttura ma ancora non è chiaro quanti siano riusciti a mettersi in salvo. Ieri, poco prima della tragedia, la direzione dell’hotel aveva informato che “a causa delle condizioni atmosferiche e delle forti nevicate, le linee telefoniche erano interrotte“, invitando i clienti a contattare l’hotel all’indirizzo di posta elettronica. “Aiuto aiuto stiamo morendo di freddo”: così una coppia ospite dell’albergo ha scritto ai soccorritori con un sms.

Nel frattempo a Penne (Pescara) si lavora per allestire un punto di raccolta per i parenti delle persone disperse sotto la valanga. Molti dei familiari degli ospiti dell’albergo sono nella cittadina già da ieri sera e il Comune si è occupato dell’assistenza. Il punto di raccolta dovrebbe essere allestito nei pressi del Centro operativo comunale, dove da ieri, su disposizione del Prefetto di Pescara, è attivo il Posto di coordinamento avanzato per la gestione dell’emergenza maltempo.

Il terremoto non si ferma

Critica la situazione anche nel resto dell’Abruzzo. Un uomo è morto sotto un edificio crollato nel Teramano, mentre un altro risulta disperso per una slavina nell’Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui due di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche. Il problema sono ancora le moltissime frazioni isolate dalla neve. Molte scuole sono chiuse per effettuare sopralluoghi. E, secondo il monitoraggio della Coldiretti, sono circa tremila le aziende agricole in difficoltà a causa dei nuovi crolli, animali morti per il freddo e la difficoltà per alimentarli.

Aumenta il rischio valanghe  

Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, associate al vento forte, insieme a quelle previste nelle prossime 24 ore, stanno determinando in tutte le aree montane dell’Appennino centrale (Marche, Abruzzo, Lazio e Molise), un aumento sempre più significativo del pericolo valanghe attualmente sul grado “forte” 4 in aumento (il massimo è Molto forte 5). Lo rende noto il Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri.

L’inchiesta  

 La Procura di Pescara, pm Andrea Papalia, ha aperto un fascicolo di indagine per fare luce sulle eventuali responsabilità.L’ipotesi è omicidio colposo. Le indagini relative alla tragedia di Rigopiano sono affidate ai Carabinieri Forestali, i quali in queste ore stanno già acquisendo documenti e testimonianze. Tra i documenti già a verbale anche l’allerta valanghe emesso giorni fa dal Meteomont, cioè il servizio nazionale prevenzione neve e valanghe, che indicava livello 4, il massimo è 5, di pericolo nella zona del Gran Sasso. Spetterà alla Procura quindi valutare se il rischio emesso è stato rispettato o valutato, se c’erano le condizioni per far emettere dalla Regione, fino agli enti locali, le ordinanze di evacuazione nelle zone a rischio. La Procura, oltre all’allarme valanghe, dovrà valutare se ci sono state negligenze o colpe in relazione alla morte degli ospiti dell’hotel alla luce delle cause del loro decesso. Nel caso di morte per assideramento, per esempio, dovrà stabilire se i ritardi nei soccorsi potevano essere o meno evitati; se era stato richiesto lo sgombero della strada da parte dei proprietari della struttura, e da qui se la tragedia è da imputare al mancato arrivo o ritardo degli spazzaneve.

La vicenda degli abusi edilizi

L’hotel Rigopiano,nel 2008 era stato al centro di una inchiesta della procura di Pescara con l’ipotesi di alcuni abusi edilizi nel corso della sua ristrutturazione, che aveva visto amministratori locali alla sbarra assieme agli ex proprietari. L’ipotesi dell’accusa era che in cambio di favori, sette imputati avessero agevolato una sanatoria per consentire all’albergo di superare problemi con l’occupazione di suolo pubblico necessaria per ampliarsi. Il processo si è concluso un’assoluzione “perché il fatto non sussiste” ma in ogni caso i fatti erano già andati prescritti.




Emergenza maltempo in Puglia: il “flop” di Michele Emiliano

Non si allenta la morsa del gelo in Puglia dove l’eccezionale ondata di maltempo sta provocando numerose criticità con Comuni e masserie isolati a causa della neve, ospedali, come quello di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, difficilmente raggiungibili, strade impraticabili con neve e ghiaccio, produzioni agricole distrutte. E’ dovuto intervenire l’Esercito per poter liberare la strada statale 96 e mettere fine  all’isolamento di Altamura e della Murgia, ma non è stato possibile riaprire al traffico l’unica via che collega l’entroterra con il capoluogo.

La gente di Altamura è rimasta isolata per due giorni, e la gente del posto ha dovuto avventurarsi oppure cercare dei pericolosi percorsi alternativi in quanto la viabilità principale altro non è che  è un ammasso di neve e ghiaccio, mentre all’intero della cittadina la strada è coperta da una lastra gelata, creando ancora numerosi disagi e problemi nell’abitato, al punto tale che il sindaco ha  prolungato l’ordinanza di chiusura delle scuole sia oggi che domani. Fermati anche i collegamenti ferroviari regionali.


Fino a ieri sera , la strada 96 “Barese” che collega  Altamura con Bari è rimasta chiusa mentre i militari dell’Esercito Italiano  sopraggiunti sul posto grazie alla richiesta di intervento effettuata dal sindaco Giacinto Forte, che hanno lavorato con gli spalaneve e dei veicoli dotati di ruspe per cercare un parziale utilizzo delle strade per i coraggiosi viaggiatori per lavoro di Altamura e Gravina . E’ stato il a chiedere l’intervento . Ma prima dei rinforzi, i mezzi comunali, di agricoltori e ditte private, sono intervenuti su strade statali e provinciali, liberando auto, pullman, persone sotto shock. E masserie. La S.S. 7 che collega in provincia di Taranto i comuni di Laterza e Castellaneta è ancora interdetta alla circolazione come reso noto da un comunicato stampa della Prefettura di Taranto.

Il presidente della Regione Michele Emiliano dopo aver trascorso l’intera giornata di ieri presso la sede della Protezione civile regionale rispondendo al telefono alle segnalazioni dei cittadini imbufaliti,  ha annunciato oggi che si sta recando a Santeramo in Colle, una delle città più colpite dall’emergenza neve-gelo, non potendo contare su un efficiente organizzazione della Protezione Civile regionale, ha dovuto arrendersi e rivolgersi al Prefetto di Bari richiedendo di  disporre l’intervento dell’Esercito Italiano per liberarla dalla neve e ripristinare la circolazione stradale.


Non è stata apprezzata dalle opposizioni  l’ iniziativa
del governatore pugliese  di pubblicare  un suo numero di cellulare su Facebook  per rispondere alle chiamate di aiuto, che l’hanno ritenuta in realtà un protagonismo alla ricerca sempre di visibilità, attiività questa in cui Emiliano eccelle . Non si riesce a capire infatti come  Michele Emiliano possa dichiararsi  “tutto sommato soddisfatto di come il dispositivo abbia funzionato” ! Il presidente Emiliano, nei giorni scorsi  in vista dell’annunciato gelo e nevicate in arrivo, avrebbe dovuto coordinarsi  con Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile ed organizzare con i vari assessorati un piano di intervento e far trovare  la Puglia pronta e sopratutto preparata ad affrontare una allerta annunciata. Ma sarebbe stato chiedere troppo a chi si preoccupa più delle telecamere televisive che delle reali condizioni del territorio.

La pensa così anche  Rossano Sasso, coordinatore regionale di “Noi con Salvini” che attacca il governatore: “Presidente Emiliano, non basta dare il suo numero di telefono per coprire mediaticamente il fallimento dello Stato.Sapevamo da tempo di questa emergenza in arrivo . Lei, il suo assessore alla Protezione civile, Prefettura ed il Sindaco di Bari Decaro ci avete detto che la situazione era sotto controllo.Oggi oggi la Puglia  ha fallito“.  Dello stesso avviso Domenico Damascelli (Forza Italia) “Diffondere il proprio numero di cellulare su Facebook è un’offesa intollerabile all’intelligenza dei cittadini. Cittadini che non possono circolare su strada e servizi di 118 in affanno. Nonostante il largo anticipo della notizia del maltempo, il governo regionale si è fatto trovare pienamente impreparato. Per celare questa gravissima omissione, Emiliano non pensi di distrarre nessuno diffondendo in modo ridicolo il suo cellulare. Piuttosto, metta a disposizione risorse adeguate per sostenere i Comuni nelle operazioni di ripristino della normalità”.

Alla fine ci farà intendere – critica Ignazio Zullo capogruppo dei Cor   – che il Presidente della Regione Puglia deve fare solo il centralinista con il suo cellulare personale. Presidente Emiliano basta chiacchiere ,  e basta cantartela e suonartela da un pulpito privilegiato, come i social, con sciocchezze che nulla hanno a che vedere con i problemi reali della gente. Non basta mettere il proprio numero di cellulare sul tuo profilo Facebook per lavarti la coscienza di tue mancanze gravissime. Non è con Facebook o con Twitter che si governa. Se il vice presidente Nunziante o il consigliere regionale Mennea o il sindaco metropolitano Decaro hanno immaginato che bastasse un po’ di sale sulle strade e mandare qualche comunicato alla stampa per scongiurare i disagi del maltempo farebbero bene ad andare a prendere lezioni da chi gestisce le Autostrade“.

Non si può pensare di vedere paralizzate città, paesi, strade, scuole e soccorsi alla prima difficoltà, peraltro attesa e annunciata – commenta Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore dei CorLa pianificazione degli interventi  è stata la vera latitante nell’azione di Regione Puglia e Città metropolitana di Bari”. Una nota critica per la situazione di emergenza nella Murgia è rivolta da Enzo Colonna (Noi a Sinistra) anche alle Ferrovie Appulo-Lucane   : “Sconcertante e assurda la totale indisponibilità di collegamenti ferroviari, pur allestiti in via di emergenza, da parte delle Ferrovie Appulo-Lucane . Proprio quando si avvertiva come indispensabile il supporto di questa Società è venuta totalmente a mancare“.

Le  scuole chiuse in Puglia – In provincia di Bari  soltanto Monopoli e Polignano  Canosa, e Margherita di Savoia e San Ferdinando nella Bat, si sono salvate dall’emergenza freddo e sSono le uniche città dove le scuole, nonostante il freddo gelido, faranno regolarmente lezione. Classi vuote, invece, a Bari, Taranto e negli altri comuni. I sindaci, per ridurre i disagi dei pendolari e per non creare ulteriori difficoltà al traffico, hanno ordinato la chiusura delle scuole.   Oggi e domani scuole chiuse anche  a Taranto, Castellaneta, Crispiano, Faggiano, Grottaglie, Lizzano, Monteparano, Mottola, Roccaforzata, Statte, e fino a mercoledì a Laterza e Ginosa. Gli studenti resteranno a casa soltanto per oggi aMartina Franca Palagiano, Palagianello e  San Giorgio Jonico .

Ieri la neve ha continuato a imbiancare Lecce e molte zone del Salento dove l’insidia maggiore è rappresentata dal ghiaccio. Per questo motivo sono stati chiusi quasi tutti gli svincoli di accesso alla tangenziale. Tutti i sindaci dei 97 comuni della provincia di Lecce hanno disposto per oggi e, in alcuni casi fino a domani, la chiusura di tutte le scuole. Niente lezioni oggi anche per gli alunni del Brindisino. La situazione è  in miglioramento nel Foggiano, dove i paesi maggiormente colpiti da questi disagi sono Foggia, Celenza Valfortorema, Cerignola ed Orta Nova e  pertanto  la Prefettura di Foggia ha prorogato lo stato di allerta. Su alcune strade del subappennino, dove stanno intervenendo i mezzi spargisale  si registra a causa del ghiaccio qualche difficoltà .

Numerose le chiamate ai Vigili del Fuoco per lo scoppio di tubature dell’acqua ed all’Acquedotto Pugliese per problemi ai contatori. Sono tornati operativi gli aeroporti di Bari e Brindisi.

Il sindaco di Bari Antonio De Caro  ha reso noto sin da ieri mattina alle 10 la sua decisione ed ordinanza pubblicandola sulla sua pagina Facebook dove ha scritto: “Lunedì e martedì le scuole resteranno chiuse a causa delle condizioni meteorologiche che si confermano avverse. Mi raccomando, sono sicuro che in questi giorni studierete a casa. Un poco“.  Messaggio questo che ha scatenato le polemiche dei genitori dei bambini più piccoli,quando non possono contare sulla presenza ed assistenza dei nonni,  dovranno restare a casa con i bambini con problemi per gli impegni  di lavoro , situazione che comporterà delle pressochè certe  assenze  negli uffici,nelle aziende, ed in generale, nei differenti luoghi di lavoro.  Per gli stessi giorni il sindaco Decaro ha prolungato l’ordinanza che prevede l’obbligo di catene o gomme termiche per le auto che circolano nelle strade cittadine.

Anche le Università e il Politecnico hanno sospeso tutte le attività per le giornate di oggi e domani, anche se nell’ università di Bari  gli uffici amministrativi saranno comunque aperti. anche se il rettore Uricchio fa sapere che per il personale che arriva da fuori città è prevista una  particolare deroga  che giustificherà l’eventuale assenza. I vertici degli uffici giudiziari a causa della straordinaria ondata di gelo che sta colpendo la Puglia hanno deciso  di sospendere le udienze ad eccezione di quelle urgenti.

Fabbriche e soccorso medico. La ASL della provincia di Barletta-Andria-Trani  per garantire il servizio dei medici di guardia in tutte le aree in cui  vi sono problemi legati al traffico, ha predisposto un servizio di trasporto con mezzi 4×4 per i medici.  Gli operai delle fabbriche della zona industriale, dove sono state risolte le criticità relative alla viabilità oggi saranno regolarmente al lavoro.

 




Concluso il 22° campionato interforze di tiro a volo-specialità “double trap”

 

Alla cerimonia di chiusura dell’atteso evento sportivo, svoltasi sull’accompagnamento dalle note della Fanfara del Dipartimento Militare Marittimo di Taranto, hanno partecipato diverse autorità civili e militari, tra cui il Senatore Massimo Cassano, Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le Politiche Sociali e il Senatore Luciano Rossi, Presidente Nazionale della Federazione Italiana di Tiro a Volo. 

I migliori tiratori interforze di questa specialità si sono alternati alle postazioni di tiro allestite sul ponte di volo di Nave Doria. Tra loro, il Sottocapo Antonino Barillà (Marina Militare, medaglia d’argento Mondiale di tiro a volo del 2014 a Granada) si è qualificato al primo posto nella 1^ Categoria e Eccellenza. Con lui hanno condiviso il podio nella classifica individuale il Caporale Maggiore  Valerio Vallifuoco ed il Caporale Maggiore Scelto Valerio Vallifuoco entrambi appartenenti all’Esercito Italiano.

CdG premiazione interforze

La medaglia d’oro, invece, nella classifica generale a squadre è stata aggiudicata dall’Aeronautica Militare, affiancata sul podio dalla squadra dell’Esercito Italiano (2^) e della Marina Militare (3^). Gli atleti che si sono confrontati con i piattelli e con le difficili condizioni meteorologiche sono stati circa 100, appartenenti a tutte le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, oltre ad una nutrita rappresentanza del Settore Giovanile, in gara per il 12° Trofeo individuale a loro specificatamente dedicato.

 




Terremoto, nuova violenta scossa all’alba . Il bilancio delle vittime arriva a 268 morti

Schermata 2016-08-26 alle 12.59.27Una nuova forte scossa di magnitudo 4.8 è stata registrata nella zona di Rieti alle 6.28 di stamattina.La terra  ad Amatrice e, nell’Aquilano, Campotosto, Capitignano e Montereale i comuni più vicini all’epicentro,  continua a tremare  ed  il bilancio delle vittime del terremoto, cresce salendo a 268 morti,  208 ad Amatrice,11 ad Accumoli e 49 ad Arquata. . Dopo la scossa distruttiva di magnitudo 6.0 delle 3.36 di mercoledì, questa è la seconda replica di assestamento più forte dopo quella di magnitudo 5.3 nella zona di Perugia registrata sempre mercoledì alle 4.33.

Sono state 928, 57 le scosse di terremoto a partire dalla mezzanotte di oggi  . Dopo la scossa di questa mattina è stato chiuso il Ponte a Tre Occhi sulla strada regionale 260, importante via di accesso anche per i soccorsi ad Amatrice .

CdG ponte interrottoLo stesso ponte che era stato chiuso il 24 agosto. Attualmente la  Protezione civile sta facendo delle verifiche con l’ Esercito Italiano ed i  Vigili del Fuoco per individuare delle vie  alternative di accesso.


Nella tragedia uno spiraglio  di sollievo
e speranza è costituito dal numero delle persone estratte da sotto le macerie. 238 vite salvate  strappate a morte sicura, 215 delle quali sono state tratte in salvo  dai Vigili del Fuoco e 23 dal Soccorso Alpino. “Un miracolo laico” ha commentato il ministro dell’Interno Angelino Alfano recatosi al campo base della colonna mobile regionale dei Vigili del Fuoco installato ad Arquata del Tronto.

CdG bambina salvata

La macchina dei soccorsi ha detto Alfanoha funzionato alla perfezione e ha compiuto un vero miracolo” aggiungendo “nella lotta tra uomo e natura vince sempre la natura. Evitiamo le ipocrisie, siamo un paese sismico. Se avessimo avuto inefficienze avremo dovuto scusarci con italiani. Ci saranno accertamenti per verificare responsabilità, siamo tutti a lavoro ciascuno al nostro posto. Ma il sistema dei soccorsi ha retto l’urto“.

CdG persona salvata soccorsiTitti Postiglione la responsabile comunicazione della Protezione civile ha informato che al momento sono 387 le persone ferite assistite dagli ospedali di Lazio, Umbria e Marche, ma è in corso una verifica per accertare esattamente  quanti  siano ancora negli ospedali. In totale sono all’incirca 2.100 le persone che hanno usufruito dell’assistenza allestita nei Comuni coinvolti, a fronte di una disponibilità stimata in circa 3.500 posti.

Domani mattina, sabato, alle 11,30 saranno celebrate   nel Duomo di Ascoli Piceno si terranno i funerali delle vittime marchigiane  ai quali saranno presenti il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi come ha reso noto il presidente della Regione Marche, dopo la riunione avuta con la presidente della Camera Laura Boldrini e i parlamentari eletti nelle Marche. “Sarebbe stato un segnale bruttissimo  – ha detto la presidente della Camera – se lo Stato non avesse deciso di fare un funerale collettivo e solenne per le vittime del terremoto. Le famiglie stavano già per portare via le salme, invece non sarà così. Mattarella prima di recarsi ad Ascoli visiterà anche alcune delle zone colpite dal terremoto, tra le quali Amatrice.  Palazzo Chigi ha proclamato per sabato una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano.

CdG scuola danneggiataIl Consiglio dei Ministri tenutosi ieri a Palazzo Chigi    ha stanziato 50 milioni per i paesi terremotati, soldi che  “non sono gli unici che stanzieremo, servono solo per gli interventi di super emergenza” ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti intervenendo ad “Unomattina estate“( RAIUNO). “Adesso bisognerà fare la conta dei danni con i sindaci e le regioni, la quantificazione e poi si interverrà con ulteriori fondi e provvedimenti. Ieri abbiamo cominciato un percorso“. Per il ministro Galletti questi 50 milioni rappresentano “investimenti per la ricostruzione e sono fondi che devono essere esclusi dal patto di stabilità e crescita” che riguarda i paesi europei. Galletti ha reso noto che sta stamattina a Firenze incontrerà il commissario all’Ambiente Karmenu Vellaed è un tema che porrò anche a lui  – ha aggiunto il ministro – Se vogliamo avere un territorio piu sicuro questi interventi vanno esclusi dal patto si stabilità“. Ma non vanno esclusi “solo interventi emergianziali ma bisogna escludere anche interventi di prevenzione per la manutenzione e la tutela del territorio. È un tema che ha tutta l’Europa“.

CdG scuola danneggiataAmatrice è da radere al suolo completamente“. Lo ha dichiarato questa mattina il sindaco Sergio Pirozzi, che ha confermato all’ANSA come non ci sia più nel centro storico alcun edificio  che si poss restaurare e salvare. A parte la chiesa romanica di S.Francesco, tutto il resto non c’è più.Ma come ho già detto ieri – ha aggiunto  Pirozzi vorremmo ricostruirlo nello stesso posto, magari con la stessa forma e con la stessa estetica“.




Chiarelli: “Immigrazione problematica. L’hotspot a Taranto è sicuramente una follia”

L’ onorevole Gianfranco Chiarelli, coordinatore provinciale di Taranto dei Conservatori e Riformisti, è intervenuto  sulla delicata questione dell’ “emergenza profughi” giudicando negativamente ed in modo critico la decisione del Ministro Alfano di inviare a Taranto 50 militari in piú, con la scusa di  “contrastare ogni forma di criminalitá“.

CdG alfano

nella foto il Ministro dell’ Interno Angelino Alfano

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano – dice Chiarelli invita ad evitare allarmismi circa una possibile ondata di migranti che potrebbe interessare nei prossimi mesi le coste pugliesi. E lo dice proprio nel giorno in cui si verificano incidenti tra gente disperata e forze di polizia al confine fra la Grecia e Macedonia, mentre il suo collega di governo, il ministro degli Esteri Gentiloni parla di “Europa a un passo dal baratro“. E  solo dopo questo appello dispone l’invio dell’Esercito a Bari e a Taranto” 

È giusto affrontare ogni tipo di criticità con il giusto equilibrio – continua l’onorevole Chiarelli–  evitando di creare eccessivo allarme,  ma non si può neppure nascondere o, peggio, sottovalutare la realtà. La chiusura dei Balcani e la posizione dell’Europa, che continua a lasciare sola l’Italia, crea i presupposti perché la Puglia diventi la meta principale dei prossimi sbarchi. Se in generale occorre che si affronti la grave questione della migrazione necessariamente sul piano internazionale, e, soprattutto, non si lasci sola la Puglia ad affrontare la emergenza, la scelta di realizzare un  a Taranto è sicuramente una follia».

E conclude “un territorio già altamente gravato da tante problematiche non può assumersi ulteriori oneri. Non si comprende poi perché il nostro territorio sia preso sempre in considerazione quando si tratta di chiedere sacrifici, e abbandonato a se stesso di fronte alle tante crisi che lo interessano, oltre ad essere letteralmente depredato di importanti presidi.Taranto ha già dato tanto, basta chiedere ancora“. Mai come questa volta siamo d’accordo anche con noi con l’ On. Chiarelli.