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8 Giugno 2026 22:31

Stime di crescita economica favorevoli per il nostro Paese

La conferma dalle proiezioni macroeconomiche della Banca d'Italia. Si tratta di notizie estremamente interessanti, oggetto di attenta osservazione da parte degli analisti che traggono considerazioni importanti dalle scelte di politica economica delle banche centrali. Notizie rielaborate dagli analisti, tradotte in linfa vitale e di grande interesse per i mercati come quello del Forex

ROMA – L’economia italiana va verso il rafforzamento nel quadriennio 2017-20. Ad esserne certi sono gli esperti della Banca d’Italia che hanno elaborato proiezioni macroeconomiche per l’Italia relative al quadriennio 2017-20, calando perfettamente la realtà italiana nell’ambito dell’Euro zona. Le informazioni congiunturali mettono in luce un’espansione dell’attività economica nel trimestre in corso, in perfetta linea con quella constatata in media nei primi nove mesi dell’anno.

Il quadro previsivo presuppone il consolidamento della ripresa ciclica globale e il permanere di condizioni monetarie e finanziarie accomodanti, in linea con le attese dei mercati e le valutazioni dei principali previsori – sottolineano gli esperti – Le quotazioni petrolifere, derivate dai contratti futures, si manterrebbero stabili attorno ai 60 dollari al barile nel prossimo anno, per diminuire leggermente in seguito“. Lo scenario che si delinea considera le misure contenute nella manovra di bilancio per il prossimo triennio.

Si tratta di notizie estremamente interessanti, oggetto di attenta osservazione da parte degli analisti che traggono considerazioni importanti dalle scelte di politica economica delle banche centrali. Notizie rielaborate dagli analisti, tradotte in linfa vitale e di grande interesse per i mercati come quello del Forex. Le proiezioni macroeconomiche elaborate dalla Banca d’Italia considerano espressamente stime di crescita favorevoli, molto più positive rispetto agli scenari messi in luce dalla Commissione europea a partire dal PIL. Esaminando più da vicino il Prodotto Interno Lordo, gli analisti della Banca d’Italia prevedono un aumento dell’1,6 per cento nel 2017, per rallentare leggermente nel prossimo triennio, all’1,4 per cento nel 2018 e all’1,3 sia nel 2019 che nel 2020.

La crescita del PIL, secondo queste ultime stime, sarebbe anche più elevata soprattutto se confrontata alle precedenti proiezioni macroeconomiche elaborate dalla Banca d’Italia e rese pubbliche nel Bollettino economico di luglio. Osservando più da vicino i dati emerge che l’attività economica risulterebbe trainata prevalentemente dalla domanda interna. A proseguire a ritmi elevati sarebbe il “recupero ciclico degli investimenti, confermato dai dati più recenti e, in prospettiva, sospinto dal consolidamento delle prospettive di domanda e dal permanere di condizioni finanziarie accomodanti“.

A contribuire al recupero sarebbe inoltre “la proroga degli incentivi fiscali all’acquisto di macchinari, attrezzature e tecnologie avanzate previsto nella legge di bilancio“. Secondo gli analisti della Banca d’Italia il rapporto fra investimenti in capitale produttivo e PIL tornerebbe ai valori precedenti alla doppia recessione. Scorrendo il report risulta evidente che a crescere sarebbero anche i consumi delle famiglie, il mercato del lavoro e l’occupazione con un balzo in avanti di poco più del 4% .

L’inflazione, dopo una flessione prevista per il 2018, tornerebbe a salire ma gradualmente. In fatto di crescita dei prezzi è prevista una riduzione nel 2018, soprattutto in seguito all’esaurirsi dell’effetto del rincaro dei beni energetici e alimentari, una costante nei primi mesi del 2017. A dare vigore al graduale recupero dell’inflazione il sostanziale contributo delle retribuzioni relative al settore privato. Sulle previsioni della Banca d’Italia pesano per contro anche fattori di incertezza, conseguenza diretta del contesto globale e dei mercati finanziari.

“La ripresa dell’economia globale potrebbe venire frenata dall’acuirsi di tensioni geopolitiche e dal protrarsi dell’incertezza circa l’evoluzione futura delle politiche economiche internazionali, che resta elevata secondo gli indicatori disponibili – sottolineano gli analisti della Banca d’Italia –  Ne potrebbero risentire la volatilità dei mercati finanziari, attualmente molto bassa, e i premi per il rischio. Un inasprimento delle condizioni finanziarie potrebbe comprimere le scelte di investimento delle imprese e la spesa delle famiglie“.

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