SESSO, BUGIE ED OMERTA’ NEL MONDO DELLO SPORT: IL LIBRO-INCHIESTA DI DANIELA SIMONETTI

SESSO, BUGIE ED OMERTA’ NEL MONDO DELLO SPORT: IL LIBRO-INCHIESTA DI DANIELA SIMONETTI

“Impunità di Gregge: sesso, bugie e omertà nel mondo dello sport”, edito da Chiarelettere: autrice del libro inchiesta è la giornalista Daniela Simonetti che apre gli occhi al grande pubblico sull’impunità diffusa degli abusi sessuali nel mondo dello sport e rompe il muro di omertà, denunciando ogni forma di violenza. Un invito a fare un cambio di marcia rispetto a un fenomeno tanto diffuso, quanto sottostimato. Un grido di aiuto alla giustizia affinchè possa mettere fine agli abusi indisturbati verso soggetti vulnerabili e in posizione minoritaria.

di FRANCESCA LAURI

“Impunità di Gregge: sesso, bugie e omertà nel mondo dello sport”, svela quanto in tanti non vedono – o fanno finta di non vedere – forse perché lo sport viene identificato come un ambiente sano per principio. E invece no. Lo dice a gran voce l’autrice ma non è la prima volta che Daniela Simonetti, tarantina giornalista sportiva dell’ Ansa a Milano, denuncia questo fenomeno. A lei, infatti, si deve la creazione  della prima associazione italiana “Il Cavallo Rosa/ChangeTheGame (www.changethegame.it) che raccoglie le confidenze delle vittime di atti sessuali nel mondo dello sport, accompagnandole nel difficile percorso di denuncia davanti agli organi di giustizia ordinaria e sportiva.

Daniela Simonetti, giornalista sportiva dell’ ANSA a Milano

Dal settembre 2018 a oggi l’associazione ha presentato, per conto di vittime di reati di abusi sessuali su minori in ambito sportivo, sei esposti alle Procure federali con conseguente adozione da parte degli organi di giustizia della sospensione di un istruttore e la radiazione di altri due. Marco Travaglio con parole durissime nella prefazione del libro scrive che lo sport sarebbe il “mondo più mafioso e omertoso che esista in Italia, molto più di quelli della politica, della finanza e della Chiesa”, in cui opera una “casta” che “si autoassolve con badilate di sabbia”.

Ma per dare rilevanza ai fatti, è necessario mettere il pubblico davanti a una indagine probatoria, dalla quale verrà fuori una limpida documentazione. È per questo che Daniela Simonetti ha avviato una inchiesta giornalistica che è divenuta un libro nella quale mette per iscritto tutti i fatti rigorosamente accertati. Fatti che restano paradossalmente sotto il silenzio anche in presenza di tutti i campanelli di allarme. Emerge un quadro drammatico dove violenza sessuale, abusi e molestie, non sono previsti da alcun codice, non sono tipizzati ed è pure assente qualsiasi obbligo di radiazione da parte delle federazioni, verso chi li commette.

Del resto il mondo dello sport è un terreno fertile per una vasta gamma di atteggiamenti inappropriati: basti pensare alle dinamiche relazionali, in cui è centrale la corporeità e la conseguente naturalezza dei contatti fisici e la particolare relazione fra allenatori e atleti, che spesso non mettono mai in discussione la loro autorità per la paura di una possibile ritorsione della denuncia.  Dall’altro lato il clima di omertà nelle organizzazioni, finalizzato alla tutela della propria immagine e ad evitare scandali quando per primi dovrebbero avere interesse a dare dignità allo sport anche come pratica educativa, portavoce di valori come il rispetto.

Daniela Simonetti nel suo libro accende i riflettori sul fenomeno importante degli abusi sessuali, intriso di ripercussioni significative sulla vita di un elevatissimo numero di persone, in gran parte minorenni. I numeri ufficiali (limitati agli illeciti sportivi o penali che riescono a bucare il muro dell’omertà) parlano di 86 casi censiti dalla Procura generale del Coni dal 2014 al 2019 e di oltre 20 processi all’anno avviati dalla magistratura ordinaria (che si concludono regolarmente con pene detentive dai tre ai sei anni) a carico di tecnici tesserati. La cosa che sconvolge noi lettori e non può che indignarci, è che tali soggetti continuano il loro “lavoro” di prima come se nulla fosse accaduto, venendo esentati dall’obbligo di presentare il certificato penale.

Un libro- inchiesta che mette sotto i riflettori l’impunità diffusa di una violenza subdola ma con un elevato impatto psicologico, di soggetti alla mercé di figure carismatiche, in grado di pervadere profondamente la loro personalità, ancora in formazione. Quello di cui parla Daniela Simonetti è un mondo che presenta carenze e lacune che la legge dovrebbe colmare, premiando solo le vittorie di quelle organizzazioni sportive che dimostrano di essere state conquistate in un ambiente sicuro e sano. Dopo aver letto questo libro, non potremmo mai più ignorare questo fenomeno ma anzi unirci in questa lotta per restituire dignità allo sport e preservare i giovani, da profondi traumi.

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