MENU
2 Ottobre 2022 17:54
2 Ottobre 2022 17:54

Scattata l’indagine dell’Antitrust sui prezzi “lievitati”degli alimentari

Sotto indagine le principali aziende operanti in Italia come i gruppi Carrefour Italia spa, MD spa, Lidl spa, Eurospin spa e F.lli Arena srl. Coinvolte nell'indagine anche alcune cooperative come Conad e Coop ed i diversi centri di distribuzione Sisa, Sigma e Crai.

di Francesca Lauri

Dopo le migliaia di segnalazioni arrivate da cittadini e associazioni che hanno visto lievitare il costo di un carrello della spesa pieno, a causa dei prezzi alle stelle per alimentari, detergenti e disinfettanti nei giorni dell’emergenza da Covid19, a voler vedere chiaro sui supermercati ora è l’ Antitrust.

L’Autorità Antitrust con una nota ha reso noto ieri di aver avviato una «un’indagine pre istruttoria inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione organizzata». Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i dati «sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti».

A preoccupare l’Antitrust sono le rilevazioni preliminari effettuate sui dati di marzo 2020 rilevati dall’ Istat , soprattutto quelle relative ad Italia centrale e meridionale. Se le cosiddette zone rosse sembrerebbero essere state risparmiate almeno dall’impennata dei prezzi, secondo i sospetti dell’Antitrust la restante parte del Paese avrebbe invece affrontato aumenti dovuti «anche a fenomeni speculativi». Non a caso le richieste di informazioni avanzate riguardano ben 3800 punti vendita, quasi l’intera rete della grande distribuzione nelle province interessate. 

I destinatari sono le principali aziende operanti in Italia come i gruppi Carrefour Italia spa, MD spa, Lidl spa, Eurospin spa e F.lli Arena srl. Coinvolte nell’indagine anche alcune cooperative come Conad e Coop ed i diversi centri di distribuzione Sisa, Sigma e Crai. Le richieste di informazioni, spiega l’Antitrust, riguardano oltre 3.800 punti vendita, soprattutto dell’Italia centrale e meridionale, pari a circa l’85% del totale censito da Nielsen nelle province interessate.

L’ipotesi su cui basa l’indagine è che non tutti gli aumenti di prezzo sarebbero «immediatamente riconducibili a motivazioni di ordine strutturale» come «il maggior peso degli acquisti nei negozi di vicinato» o «la minore concorrenza tra punti vendita a causa delle limitazioni alla mobilità dei consumatori». Aumenti che non sarebbero neppure giustificabili dalle limitazioni alla produzione e ai trasporti indotte dalle misure di contenimento dell’epidemia e neanche dalle «tensioni a livello di offerta causate dal forte aumento della domanda di alcuni beni durante il lockdown».

Francesco Pugliese, direttore generale di CONAD

In pratica sulle accuse che sono state mosse da tutte le associazioni dei consumatori attive in Italia. Un’associazione di consumatori ad esempio con un’indagine realizzata sui listini all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, nei giorni scorsi ha rivelato incrementi abnormi per numerosi prodotti con rincari del +233% per i cavolfiori, +100% per le carote, +80% per zucchine e broccoli, aumenti questi che secondo l’associazione finivano per far schizzare alle stelle i prezzi al dettaglio pagati dai consumatori. D’altronde basta confrontare uno scontrino emesso oggi con uno della spesa di più di due mesi fa per accorgersi di come il costo di alcune categorie di alimenti sia aumentati decisamente dall’inizio dell’emergenza.

Una tendenza che, secondo le stime realizzate dall’Istat per aprile, non accenna a fermarsi. I rincari infatti hanno riguardato anche il mese appena concluso con aumenti dal +1% fino a +2,8% per beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Valutazioni che saranno confermate nei prossimi giorni e che, peraltro, secondo l’osservatorio di  Federconsumatori  sarebbero al ribasso e la crescita dei prezzi registrati «molto più marcata».

In particolare, cibo e detergenti sono stati oggetto di aumenti che arrivano anche a segnare balzi del 35% rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione». Un esempio evidente è il prezzo delle arance che è aumentato del 24% a causa dei nuovi costi logistici per il “lockdown” e soprattutto dell’aumento della domanda dettato dalla ricerca di vitamina C tra gli scaffali del supermercato. 

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

È possibile sostenere ilcorrieredelgiorno.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT46E0306903248100000007883

Articoli Correlati

Rivoluzione bollette: saranno mensili per 7 milioni di famiglie.
Poste Italiane conquista la doppia "A” di Morgan Stanley e debutta nell'indice dello Stoxx Global Esg Leaders
Oltre 580 mila posti di lavoro a rischio nel 2023 a causa del caro gas ed elettricità
Nella RAI i giornalisti non perdono il vizietto delle pubblicità occulte
L’Istituto per il Credito Sportivo e la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MIC per un concreto sostegno al settore cinematografico
Poste: Del Fante, con LIS Holding 55mila nuovi punti di contatto con 5 milioni di visite al giorno
Archivi
La relazione del 2° semestre 2021 delle attività della D.I.A depositata alla Camera e Senato
Governo, Follini: "Meloni metta subito carte in tavola e si dia 'agenda'"
Beppe Grillo condannato per diffamazione
Il "caso Meloni-Jebreal" e la stampa monnezza
I deputati M5S esclusi dalle elezioni verranno retribuiti come dirigenti (con i soldi pubblici)

Cerca nel sito