Il mondo del calcio e dello dello sport piange e rende onore a Sandro Mazzola. Capitano e bandiera dell’Inter nonché campione d’Europa con la Nazionale nel 1968, si è spento all’età di 83 anni. Figlio di Valentino, il capitano del Torino morto nella tragedia di Superga, Mazzola ha lasciato la propria firma su alcune delle pagine più significative della storia nerazzurra, conquistando 2 Coppe dei Campioni (1963/64, 1964/65), 4 Scudetti (1962/63, 1964/65, 1965/66, 1970/71) e 2 Coppe Intercontinentali (1964, 1965). Nella sua bacheca, anche l’Europeo del 1968. Indimenticata anche la “Partita del Secolo” disputata contro la Germania in semifinale al mondiale di Messico ’70 e vinta dagli Azzurri per 4-3 sulla.
Ritiratosi nel luglio del 1977, Mazzola ha poi intrapreso la carriera da dirigente muovendo i primi passi tra i banchi dell’Inter per poi accasarsi al Genoa. Seguono il ritorno in Viale della Liberazione per volere di Massimo Moratti, la dirigenza del Torino e la partecipazione a programmi radiotelevisivi in qualità di opinionista e commentatore sportivo. La Figc ha annunciato che durante le prossime competizioni in programma verrà osservato un minuto di raccoglimento: “Il presidente Giovanni Malagò e la Figc si uniscono al cordoglio dei familiari di Sandro Mazzola, uno dei campioni più amati del nostro calcio scomparso nella notte all’età di 83 anni. In sua memoria verrà osservato un minuto di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma nel fine settimana. Bandiere a mezz’asta nella sede della Figc a Roma e al Centro Tecnico Federale di Coverciano. Figlio della leggenda del Torino Valentino Mazzola, morto nella Tragedia di Superga, Sandro Mazzola è stato a sua volta una leggenda dell’Inter, indossando la maglia nerazzurra dal 1961 al 1977 e vincendo quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Una carriera straordinaria che lo ha visto trionfare anche in Nazionale (70 presenze e 22 reti), con cui si è laureato Campione d’Europa nel 1968 partecipando a tre edizioni della Coppa del Mondo e raggiungendo la finale a Messico ‘70, in un Mondiale ricordato anche per la sua celebre ‘staffetta’ con Gianni Rivera. Nel 2014 è entrato a far parte della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’”, conclude la nota della Figc.

L’addio dell’Inter
Questa invece la lunga lettera d’addio pubblicata dall’Inter sui propri canali ufficiali: “FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari. La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti?
E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre. Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile”.





