Salvini rivendica il voto sul bilancio: “La maggioranza non ha i numeri”

Salvini rivendica il voto sul bilancio: “La maggioranza non ha i numeri”

Il leader della Lega: al Senato sulla manovra da 55 miliardi
siamo stati decisivi noi e tutto il centrodestra. Giorgetti evoca Draghi mentre prosegue il presidio delle aule parlamentari. Salvini dopo mezzanotte ha lanciato il suo «Piano per la ricostruzione nazionale». Quello che nella Lega chiamano «la Fase 3».

ROMA – La vera sorpresa è che a sorpresa, chi ha valorizzato alla fine il “presidio a oltranza” dei due rami del Parlamento deciso da Matteo Salvini è stata la maggioranza di governo che ieri per approvare lo scostamento di bilancio da 55 miliardi per fare fronte all’emergenza Covid, non sarebbe stata autosufficiente con i propri voti : infatti al Senato, i senatori della maggioranza di governo (M5S, Pd, LeU) erano soltanto 158 sui 161 necessari. Ed incredibilmente per poter arrivare ai 276 “sì” con cui il provvedimento è stato approvato, sono stati necessari e fondamentali propri i voti del centrodestra.

Giuseppe Conte

I voti del centrodestra non sarebbero comunque mancati per approvare un provvedimento cruciale , ma la miccia che ha dato fuoco alle polveri è stata quella accesa dalla senatrice Simona Malpezzi (Pd) con un suo tweet rivolta al segretario della Lega: «Occupa l’aula quando è vuota, si fa i selfie e le dirette. Poi, quando inizia il dibattito parlamentare con cui potersi confrontare con i colleghi per migliorare i provvedimenti, non si presenta. Verrà forse per il suo solito monologo show. Salvini dove sei?».

Matteo Salvini

Il leader della Lega senza citare la Malpezzi, non non è rimasto silente ricordando nel suo intervento al Senato che «senza la Lega e tutto il centrodestra, incredibilmente la maggioranza oggi non avrebbe avuto al Senato i numeri sufficienti per l’approvazione dello scostamento di bilancio, cioè per liberare 55 miliardi per gli italiani. Voi avreste perso per strada giorni e miliardi. Almeno siate presenti quando si tratta di votare». Un gesto di responsabilità dell’opposizione che è stato viene rivendicato con vigore dagli interventi di Anna Maria Bernini e Maurizio Gasparri di Forza Italia.

Annamaria Bernini

Mentre nelle aule parlamentari si andava avanti col presidio dei rappresentanti della Lega, nel corso della notte il leghista ha steso il proprio piano «per la ricostruzione». Ieri mattina Giorgia Meloni, ha respinto la diffusa lettura-accusa di un’alleanza soltanto di facciata, rinforzata dalle critiche reciproche alle rispettive manifestazioni, quella di piazza della leader di Fratelli d’Italia e il presidio leghista delle aule parlamentari, ha lanciato un appello : «Sarebbe bello organizzare una grande iniziativa, nel rispetto delle regole, tutti insieme, e sono certa che ci lavoreremo. Così come credo sia arrivato il momento di una riunione con i sindaci e i governatori della coalizione».

Giorgia Meloni

Un appello al quale ad oggi Salvini non ha dato risposta, se non per far presente le non indifferenti difficoltà di organizzare manifestazioni sotto emergenza Covid. Mentre per quanto riguarda gli equilibri interni nella Lega, Giancarlo Giorgetti assicura che «non c’è alcun disaccordo con Salvini» cogliendo l’occasione per rilanciare il nome di Mario Draghi citando un suo intervento dell’anno scorso all’Università Cattolica: «Conoscenza, coraggio e umiltà. Chi vuole governare questo Paese deve avere queste tre virtù». In poche parole: «Sì, mi piace».

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