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2 Ottobre 2022 12:35
2 Ottobre 2022 12:35

Richiesto il processo per Matteo Renzi e altri dieci indagati sulla Fondazione Open. E lui denuncia i magistrati

Il leader di Italia Viva nel frattempo ha "intanto provveduto a firmare una formale denuncia penale nei confronti dei magistrati Creazzo, Turco, Nastasi". Renzi contro il procuratore: "Non mi fido, è sanzionato per molestie". Chi sarebbe tranquillo a farsi giudicare da un magistrato che è stato accusato di questo?" ha detto l'ex premier a "Porta a Porta" riferendosi a Creazzo.

di Redazione Politica

La Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per le 11 persone indagate nell’inchiesta sulla Fondazione Open che in passato organizzava le manifestazioni renziane alla Leopolda. La richiesta riguarda l’intero Giglio magico: Matteo Renzi, Luca Lotti, Maria Elena Boschi, Alberto Bianchi (ex presidente di Open) e l’amico storico di Renzi Marco Carrai. Insieme a loro rischiano il processo gli imprenditori Patrizio Donnini, Riccardo Maestrelli, Pietro Di Lorenzo, Alfonso Toto ed i manager Giovanni Carucci , Carmine Gianluca Ansalone della British American Tobacco. L’udienza preliminare è fissata per il 4 aprile.

L’inchiesta su Open, la fondazione creata anche per finanziare le convention della Leopolda ideate da Renzi fin dal 2010, venne alla luce nel settembre del 2019, quando la procura fiorentina delegò alla guardia di finanza decine di perquisizioni ai finanziatori della stessa Open in 11 città. All’avvocato Bianchi, che ne era il presidente, era stata sequestrata la lista dei finanziatori, molti dei quali poi risultati estranei all’inchiesta. Oltre alle spese per le convention della Leopolda, Open – considerata ‘la cassaforte del renzismo’ – raccolse finanziamenti per due campagne per le primarie del Pd (2012 e 2013), la seconda delle quali portò all’elezione a segretario di Matteo Renzi, ed anche per la campagna elettorale per il referendum costituzionale del 2016.

La richiesta di rinvio a giudizio è a carico anche nei confronti del manager Piero Di Lorenzo e della società Irbm, l’azienda che ha prodotto il vaccino AstraZeneca in sinergia con l’università di Oxford. Secondo i pm Di Lorenzo avrebbe donato la cospicua somma di 130 mila euro alla Fondazione Open esclusivamente con il secondo fine di ottenere il via libera della politica ad alcuni progetti, come il finanziamento di un consorzio partecipato da Irbm per la realizzazione “di una tv scientifica su piattaforma digitale e satellitare“.

Piero Di Lorenzo a capo della società Irbm

I pm della procura fiorentina, guidata da Giuseppe Creazzo, procuratore aggiunto Luca Turco e il pm Antonino Nastasi contestano anche un episodio di presunto autoriciclaggio e traffico d’influenze illecite ed ipotizzano anche due episodi di corruzione a carico di Luca Lotti, che si sarebbe speso – in cambio di finanziamenti a Open – per favorire “disposizioni normative” . In particolare, agli indagati Bianchi, Carrai, Lotti e Boschi, in qualità di membri del consiglio direttivo di Open, e anche a Renzi, è contestato il reato di finanziamento illecito continuato “perché in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso”, scrivono i pm nella loro richiesta di rinvio a giudizio, utilizzavano la Fondazione Open come “articolazione politico-organizzativa del Partito democratico (corrente renziana)”, ricevendo “in violazione della normativa contributi di denaro che i finanziatori consegnavano alla fondazione Open”, per un totale di circa 3,5 milioni di euro tra il 2014 e il 2018.

il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo

Il leader di Italia Viva nel frattempo haintanto provveduto a firmare una formale denuncia penale nei confronti dei magistrati Creazzo, Turco, Nastasi. Nella nota diramata dall’ufficio stampa di Renzi che ha dato la notizia si precisa che “l’atto sarà trasmesso alla procura di Genova, competente sui colleghi fiorentini” e che l’ex premier “ha chiesto di essere ascoltato dai pm genovesi riservandosi di produrre materiale”. Renzi che già in passato aveva attaccato i vertici della procura fiorentina, non si è fatta attendere.

Concetti ribaditi subito dopo in tv a “Porta a Porta: “Il procuratore Giuseppe Creazzo è stato sanzionato dal Csm per molestie sessuali. Un reato per cui un cittadino normale, come quello che ha toccato il sedere alla giornalista fuori dallo stadio, rischia sei anni di carcere – ha attaccato Matteo Renzi -. Invece il dottor Creazzo ha perso solo due mesi di anzianità. Lei  – ha detto in studio rivolgendosi a Bruno Vespasarebbe tranquillo a farsi giudicare da un magistrato che è stato accusato di questo?“.

Renzi ha anche annunciato una sua risposta mediatica: “Il cinque aprile esce un mio libro, tiro fuori tutti i tentativi di dossieraggio subiti, i servizi segreti. Scrivo tutto, così se mi succede qualcosa è tutto agli atti”. Ed aggiunge:  “I soldi sono bonificati e chiari, ma la tesi della Procura, dopo anni di indagine, è che la Leopolda non sia stata organizzata da una fondazione ma da un partito. Io sono assolutamente certo che non c’è nessun reato. Sono tre anni che ci fanno il processo sui giornali, finalmente andiamo in un’aula di tribunale. È un processo politico alla politica“.

“Siccome io sono stato premier e ho il dovere di rispettare le istituzioni, devo dire che credo nella magistratura ma non mi fido di questi magistrati e li denuncio – aggiunge -. La legge è  uguale per tutti, anche per i magistrati e siccome sono convinto che abbiano violato alcuni articoli di legge, chiedo che siano processati per abuso di ufficio e violazione della norma costituzionale“. Ed affonda il colpo: “Tra l’altro il procuratore Creazzo è stato sanzionato dai suoi colleghi del Csm per aver molestato sessualmente una donna“. “Finalmente inizia il processo nelle aule e non solo sui media“, conclude Renzi. “E i cittadini potranno adesso rendersi conto di quanto sia fragile la contestazione dell’accusa e di quanto siano scandalosi i metodi utilizzati dalla procura di Firenze”.

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