Quindici colpi di pistola sparati contro il portone dove abita il pregiudicato Massimiliano Gargiulo

Quindici colpi di pistola sparati contro il portone dove abita il pregiudicato Massimiliano Gargiulo

Il pregiudicato agli arresti domiciliari è stato condannato a 23 anni di carcere per il “processo Scarface” sulla malavita tarantina, ed è anche imputato per altri procedimenti

Quattordici bossoli di proiettili calibro 7,65 in strada sono stati recuperati venerdì sera  dagli uomini della polizia scientifica a fronte dei quindici fori infranti nelle vetrate del portone di uno stabile in via Attica a Taranto Due, come gesto dimostrativo rivolto nei confronti del pregiudicato Massimiliano Gargiulo coinvolto nell’ “operazione Scarface“,  che abita proprio in quella nella palazzina ove attualmente è agli arresti domiciliari a seguito della condanna a 23 anni di carcere. Il Gargiulo è ritenuto uno dei pregiudicati più in vista della malavita tarantina, con forti interessi nella lucrosa attività del traffico e spaccio di droga

Gli uomini della Squadra Mobile e della Scientifica della Questura di Taranto si sono precipitati sul posto, subito dopo che la centrale operativa del 113  allertata dai passanti, dopo la raffica di colpi sparata in sequenza  probabilmente da due pistole diverse.

Massimiliano Gargiulo

nella foto il pregiudicato Massimiliano Gargiulo

La dinamica dell’ accaduto portano a pensare ad un “avvertimento” proveniente dall’ambito criminale, per eventuali contrasti maturati nel contorto ambiente malavitoso dello spaccio e traffico di droga. La sparatoria di venerdì sera, sembra quindi essere una vera e propria intimidazione causata da dissapori di questo genere.

Alcune pallottole, sono rimaste conficcate anche nella parete adiacente al portone, proprio all’altezza del citofono. Saranno gli esami balistici quindi a stabilire quante pistole hanno sparato e di conseguenza capire anche quanti uomini abbiamo sparato. Dai primi accertamenti si è pressochè sicuri che a far parte del “commando”  erano almeno in due. Gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato sono entrati in possesso anche delle immagini registrate da alcune impianti di telesorveglianza presenti in zona nella speranza che   possano consentire l’identificazione della sparatoria che per fortuna non ha provocato danni a persone.

Le indagini sono in corso alla ricerca di possibili collegamenti per individuare il movente e quindi poter risalire ai responsabili del monito non escludendo altre possibili ragioni, anche se gli investigatori sono convinti che l’avvertimento a colpi di piombo l’altra sera fosse diretto proprio al Gargiulo.

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