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21 Aprile 2026 16:43

Processo sulle nomine in Campidoglio a Roma. La Raggi chiede il giudizio immediato

La sindaca grillina è accusata di falso documentale: secondo la procura della repubblica mentì all’Anticorruzione del Comune di Roma in relazione al caso di Renato Marra

ROMA –  Ieri mattina i legali della Raggi, con una mossa a sorpresa gli avvocati Alessandro Mancori e Emiliano Fasulo, difensori della sindaca di Roma, Virginia Raggi, hanno depositato in cancelleria nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine in Campidoglio, la richiesta di giudizio immediato che eviterà alla sindaca l’udienza preliminare. La Raggi nell’ambito del procedimento è accusata di falso documentale: mentì all’Anticorruzione del Comune di Roma – secondo la procura della repubblica di Roma – in relazione alla vicenda di Renato Marra, fratello dell’ex braccio destro della sindaca (Raffaele),  che da vigile urbano graduato venne promosso a capo del dipartimento turismo del Comune di Roma con un incremento di stipendio di circa 20 mila euro.

Renato Marra e Virginia Raggi
Raffaele Marra e Virginia Raggi
Si parlava di Adriano Meloni, assessore comunale al Turismo, con il quale Renato Marra sarebbe dovuto andare a lavorare in virtù alla nuova nomina (successivamente revocata). Questa la prova della Procura che la nomina venne concordata con l’allora vicecapo di Gabinetto Raffaele Marra  che quindi la sindaca Virginia Raggi aveva mentito all’Anticorruzione delComune di Roma. Le motivazioni che hanno indotto la Raggi e i suoi legali a chiedere il giudizio immediato è la propria dichiarata innocenza per la quale la sindaca chiede a questo punto di fare piena chiarezza al più presto.
La richiesta di giudizio immediato della Raggi in realtà  le eviterà l’udienza preliminare inizialmente fissata per il prossimo 9 gennaio, ed un possibile rinvio a giudizio con conseguenti pagine e pagine sui giornali. Così facendo ci sarà uno slittamento del processo  che conseguentemente dovrebbe iniziare dopo il 4 marzo, data in cui si voterà alle elezioni politiche. Avere un primo cittadino del Movimento 5 Stelle a processo proprio durante le elezioni avrebbe senza dubbio creato un danno per il movimento di Beppe Grillo.
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