Nuova proroga al taglio delle accise sui carburanti per attenuare gli effetti dopo l’inizio degli attacchi in Iran e il blocco conseguente dello stretto di Hormuz, che ha causato il rincaro di benzina e gasolio . Lo ha deciso il Consiglio dei ministri che si è riunito ieri. Si tratta di un taglio dei prezzi alla pompa che durerà tre settimane. La riduzione è diversa tra benzina e gasolio: meno 5 centesimi al litro per la verde più Iva, mentre meno 20 centesimi più Iva per il diesel, cioè circa 24,4 centesimi. La differenza di riduzione è giustificata perché dall’inizio delle ostilità in Medio Oriente “c’è stata un sproporzione degli aumenti dei prezzi dei carburanti con un aumento del 6% della benzina e del 20% del gasolio“ ha spiegato in conferenza stampa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
I costi degli aiuti ai consumatori, si legge nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile, sono coperti fino al 10 maggio con 146,5 milioni di euro e successivamente con circa altri 250 milioni di euro previsti da un decreto che deve essere ancora emanato dai ministeri di Economia ed Ambiente. La precedente scrittura del decreto legge prevedeva un taglio lineare dell’accisa a cui si aggiungeva un ulteriore riduzione del prezzo finale da attribuire alla minore entrata dell’Iva.

Questa misura aveva permesso nelle ultime settimane di abbassare di circa 24,4 centesimi al litro i prezzi di diesel e benzina, che nella giornata di giovedì 30 aprile continuavano ad assestarsi rispettivamente sui 2,052 euro al litro per il gasolio e 1,746 euro al litro per la benzina (dati Mimit sul prezzo medio self lungo la rete stradale nazionale). La misura che ha disposto il taglio del prelievo fiscale è stata decisa dal governo una prima volta con un decreto legge del 18 marzo poi prorogato il 3 aprile. “Ci siamo mossi per periodi di due o tre settimane per volta cercando di immaginare lo scenario davanti al quale ci trovavamo di volta in volta” ha spiegato la premier Meloni.
Sull’eventualità di un taglio strutturale delle accise sui carburanti che oggi pesano per 67 centesimi più Iva al litro, senza tagli momentanei, Giorgia Meloni ha risposto così a una domanda nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri: “Sapete come la penso sul taglio delle accise in termini assoluti. Non mi sento di dire oggi che lo posso rendere strutturale, con una situazione economica che a occhio non sarà facilissima. Il taglio delle accise – spiega – costa molto per il beneficio che produce, se lo si rende strutturale, perché, come tra l’altro anche gli studi in questi giorni stanno dimostrando, per paradosso, la gran parte di quelle risorse che spendi vanno ai redditi più alti rispetto a quelli più bassi. Se noi lo rendessimo oggi strutturale, sostanzialmente rischieremmo di azzerare tutte le risorse che abbiamo da qui alla fine dell’anno“.





