La sede del Garante della Privacy è stata perquisita dalla Guardia di Finanza coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, in relazione ad un’indagine della procura di Roma. Nell’inchiesta sono indagati il presidente Pasquale Stanzione e degli altri tre componenti del collegio dell’ Autorità , Guido Scorza, Agostino Ghiglia, Ginevra Cerrina Feroni . I reati che sono ipotizzati nel procedimento, sono di peculato e corruzione. Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione e sequestro, “i costi di rappresentanza e gestione, a fronte di una spesa marginale nel 2021 (poco superiore a 20 mila euro), avrebbero registrato un incremento significativo a partire dal 2022, raggiungendo nel 2024 circa 400.000 euro annui, a fronte dell’innalzamento del tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2020 da 3.500 euro a 5.000 euro”. Gli indagati respingono ogni accusa.
Decreto perquisizione
Dall’esame “dei bilanci consuntivi acquisiti sul sito istituzionale del Gpdp” emerge “nel periodo 2021 – 2024, un incremento significativo delle voci riconducibili alle spese per organi e incarichi istituzionali dell’ Autorità e alle spese di rappresentanza – si legge – Nello specifico, la voce relativa agli organi e incarichi istituzionali registra una crescita progressiva, che nel solo anno 2024 avrebbe raggiunto, passando da circa 851 mila euro nel 2021, l’importo complessivo di 1.247.000 euro, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria ‘cinque stelle’, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona”

“Altra situazione meritevole di approfondimento investigativo concerne le missioni istituzionali all’estero, in particolare quella del G7 di Tokyo (2023), il cui costo ufficialmente comunicato sarebbe stato di 34.000 euro, ma che, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80.000 euro, di cui 40.000 destinati ai soli voli – si legge nel decreto di 16 pagine – Analoga situazione si sarebbe verificata in occasione delle missioni in Georgia (Batumi) e in Canada. Rileva, in particolare, che alcuni componenti del Collegio abbiano viaggiato in business class, pur in assenza dei presupposti previsti dalla pertinente regolamentazione, ben consapevoli di tale aspetto. E invero, com’è noto, la regolamentazione del regime di viaggio per tutte le Pubbliche Amministrazioni è affidato a una direttiva del Consiglio della Presidenza dei ministri, la quale prevede la possibilità di viaggiare nella più alta classe (business) soltanto qualora il viaggio preveda una durata superiore alle 5 ore, senza alcuna interruzione”.
Meta Facebook, Instagram, Whatsapp
Nell’atto è ricostruita anche la procedura sulla sanzione irrogata nei confronti della società americana Meta in relazione all’immissione in commercio degli smartglasses dalla collaborazione tra Meta e Luxottica , “dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, tanto dei detentori quanto dei terzi”, si legge. Inizialmente la sanzione ipotizzata era di 44 milioni di euro ma “sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela”. Per i pm “È necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società“. Il centrosinistra, da Renzi ad Avs al Movimento Cinque Stelle invoca le dimissioni dell’intero collegio, dimenticando che è stato proprio il Governo giallorosso, guidato da Giuseppe Conte a nominarli.
Il leader del M5S Conte quando il Garante, nel giugno 2021, gli diede ragione nella controversia con Beppe Grillo e l’Associazione Rousseau per la consegna dei dati degli iscritti che servivano alla modifica dello Statuto per la sua elezione a leader. Conte si rivolse al Garante che proprio il governo che guidava aveva nominato, ed il Garante gli diede ragione e Conte esultò, parlando di un “provvedimento che fa chiarezza e spazza via qualsiasi pretesto, confermando le ragioni del Movimento. Ora si parte, si guarda avanti“.
Davide Casaleggio, che aveva assunto la guida di Rousseau dopo la prematura scomparsa del padre Roberto, parlò di comunicazione “inusuale“, in quanto pervenuta “in modalità monocratica, dal solo avvocato Stanzione, scelto durante lo scorso governo Conte II (e non collegiale, come da procedura con la quale normalmente vengono presi i provvedimenti del Garante)». E, dunque, il garante allora era autonomo e oggi no? Non lo era allora e non lo è oggi? O, forse, la sua autonomia si misura in base a quanto soddisfa il M5S ?
I nominati dal M5S
Il membro del collegio Guido Scorza, eletto in quota M5S, era ancora uno stretto collaboratore di Casaleggio quando fu scelto. Ma guai anche in questo caso a parlare di conflitto di interessi e mancanza di autonomia come avviene per gli altri membri del collegio. “Lo abbiamo scelto come professionista indipendente e da quando è stato nominato non abbiamo mai avuto interlocuzioni con lui. Nella misura in cui non gli abbiamo mai chiesto nulla come membro del collegio, non gli chiediamo oggi un passo indietro”, aveva dichiarato il capogruppo M5s in Senato all’epoca, Stefano Patuanelli, ospite di “Un giorno da pecora“, su Rai Radio1.
L ’edizione online di Repubblica rivelò un caso che ha riguardato una Asl, la quale per difendersi di fronte all’Autorità si sarebbe rivolta allo studio legale fondato da Scorza “investendo 130mila euro” studio nel quale “lavorano ancora sua moglie e un altro avvocato vicino al presidente Pasquale Stanzione“. Ma a quell’epoca nessuno del centrosinistra disse una sola parola.
Tra le “utilità” contestate dalla procura di Roma ai quattro indagati ci sono alcune tessere “Volare” classe executive, del valore di 6 mila euro ciascuna. In particolare, nel capo d’accusa relativo alla corruzione, si contesta che gli indagati “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale per altro – si legge nel decreto – il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt’ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere ‘Volare’“
In relazione alle accuse di peculato i pm contestano agli indagati che “avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare” e di avere “utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica”.





