Operazione “Cloning”, La Finanza e la Polstrada mettono fine ad un giro di auto rubate e riciclate

Operazione “Cloning”, La Finanza e la Polstrada mettono fine ad un giro di auto rubate e riciclate

Le indagini hanno altresì individuato un complesso episodio di estorsione che ha avuto come protagonisti personaggi di spicco della criminalità organizzata tarantina, intervenuti per “dirimere” controversie tra i protagonisti dell’illecito traffico oggetto delle investigazioni

Schermata 2016-06-29 alle 16.55.54I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza  di Taranto ed i poliziotti della Giudiziaria della Polizia Stradale di Taranto hanno proceduto, a conclusione di indagini congiuntamente svolte su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, a notificare avvisi di conclusione delle indagini ed Informazioni di garanzia nei confronti di 28 persone fisiche, tra le quali figurano commercianti d’auto di Taranto e di altre province, sia in Puglia che in altre regioni d’Italia  nonché nei confronti di alcuni pregiudicati di Taranto. Le indagini delegate ad entrambi i corpi di polizia per le rispettive competenze sono state effettuate nell’ambito della comune operazione di Polizia denominata “Cloning”“, che ha consentito di individuare una ben organizzata associazione per delinquere finalizzata all’indebita distrazione ed all’illecita appropriazione di lussuose autovetture e di automezzi di rilevante valore commerciale, gestiti in regime di leasing, con ulteriore commissione di reati di falso documentale, finalizzati alla definitiva vendita dei beni a terzi acquirenti in buona fede.

nella foto sergio leggieri

nella foto Sergio Leggieri

Fra gli indagati sono quattro le persone accusate dalla Procura di “associazione per delinquere“: Egidio Stevens Saracino, pluripregiudicato per reati analoghi e già ben noto anche alle autorità tedesche. Un cittadino albanese, Fatjion Tanushi, residente a Martina Franca (Taranto) e proprietario di una società “fantasma”; Paolo De Flaviis, titolare di una società di autonoleggi a Pescara, ed un funzionario dell’Aci di Taranto Sergio Leggieri, incaricato di pubblico servizio, il quale era già stato precedentemente arrestato nell’ottobre del 2015 per fatti analoghi , che evidentemente non ha perso il vizio ed avrebbe indebitamente attestato l’autenticità delle diverse operazioni di trasferimento di proprietà delle autovetture rubate.

Schermata 2016-06-29 alle 16.52.50L’attività di polizia giudiziaria aveva tratto origine da una querela formulata dal legale rappresentante di una società di autonoleggio lombarda, che aveva constatato, in occasione del pagamento della tassa di proprietà per una propria autovettura AUDI A5, presso uno sportello ACI, che il veicolo era stato oggetto di ben cinque trasferimenti di proprietà in un breve lasso di tempo, nonostante lo stesso fosse ancora parte del proprio compendio aziendale. In un primo momento gli accertamenti giudiziari sono stati indirizzati nei confronti di una società commerciale di Leporano (TA), formalmente intestata a persona di origine albanese residente a Martina Franca (TA), società concretamente inesistente, nonostante il titolare fosse risultato intestatario di numerosi veicoli, oggetto, per la maggior parte, di contratti di leasing stipulati da società di autonoleggio.

Schermata 2016-06-29 alle 16.52.37Le indagini svolte congiuntamente fra Polstrada e Finanza hanno consentito di accertare che gli imprenditori coinvolti nell’illecito traffico, attraverso una società commerciale martinese ed altra analoga con sede in Montesilvano (PE), avevano stipulato numerosi contratti di leasing per il successivo noleggio di autovetture di lusso, che generalmente rimanevano insoluti dopo il pagamento di alcune rate. Le autovetture erano state poi oggetto di una serie di atti di vendita simulati, che avevano prodotto fittizie intestazioni dei veicoli ad ignari soggetti, prima di essere destinate, con attribuzione di una diversa targa, alla vendita ai definitivi acquirenti in “buona fede”, sia sul territorio nazionale che all’estero.

L’operazione ha consentito di individuare il “riciclaggio di 24 vetture, Ferrari, Porsche, Range Rover, BMW ed Audi, tutte dall’ elevato valore commerciale complessivamente superiore ad un milione di euro . Le indagini hanno altresì individuato un complesso episodio di estorsione che ha avuto come protagonisti personaggi di spicco della criminalità organizzata tarantina, intervenuti per “dirimere” controversie tra i protagonisti dell’illecito traffico oggetto delle investigazioni. Infatti nell’estate del 2011 due pregiudicati, Leonardo Ciaccia e Michele Marinò, minacciarono il pluripregiudicato Saracino e si impossessarono della sua barca da 10 metri e di una Porsche richiedendo un riscatto di 28mila euro per restituirle . Il Saracino si rivolge ad una nota famiglia di pregiudicati, gli Scarci per tornare in possesso dei suoi mezzi, ma il buon esito ebbe un prezzo: i fratelli Scarci per il loro intervento chiesero in cambio una Mini Cooper.

Nell’inchiesta è coinvolto anche un carabiniere attualmente in servizio a Grottaglie, in provincia di Taranto, il quale avrebbe rivelato a uno degli indagati la notizia dell’imminente sequestro della Mercedes, che nel frattempo era stata rivenduta da un venditore d’auto di Monteiasi.  Nel lungo elenco di truffati compare anche anche la Mercedes Benz Italia, a cui la banda avrebbe sottratto una Mercedes Slk. Un’altra Ferrari, una Porsche 911 Carrera e una Bmx X6, sottratte tra San Marino e la Svizzera, sono state invece re-immatricolate utilizzando targhe provvisorie tedesche.  L’operazione è la naturale prosecuzione dell’inchiesta “Cloning” della Polizia Stradale condotta in collaborazione con la Guardia di finanza che nel febbraio del 2012 porto’ alla denuncia in stato di liberta’ sempre a Taranto di sette persone per riciclaggio di auto di lusso.

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