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8 Agosto 2026 08:28

Multe salate dell’ Unione Europea per le piattaforme online che fanno disinformazione

Al nuovo codice registrata l’adesione di una trentina di piattaforme, tra cui le big Google, Meta, Microsoft, e TikTok
di Alessandra Monti

Finalmente qualcuno prende provvedimenti e stringe le misure contro le fake news. La Commissione europea ha annuncia un nuovo Codice di condotta sulla disinformazione (l’originario precedente è del 2018), per il quale annuncia di aver già ottenuto la firma di 33 società, tra i quali anche i ‘big tech’ come Google, Facebook (Meta), Microsoft, o TikTok.

Tra gli impegni previsti nel codice rivisto, tra l’altro, il taglio a incentivi finanziari alla disinformazione, interventi per fermare comportamenti manipolativi come account falsi, ‘bot’ o la diffusione di disinformazione, maggior fact-checking e la creazione di un Centro e una task force per la supervisione e implementazione del codice.

il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton

Breton: sanzioni per violazioni, fino al 6% fatturato

Le piattaforme molto grandi che violano ripetutamente il Codice contro la disinformazione e non attuano correttamente le misure di mitigazione del rischio rischiano multe fino al 6% del loro fatturato”, ha spiegato il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton, nella conferenza stampa di presentazione del Codice, anticipato qualche giorno fa dal Financial Times.

“La disinformazione è una forma di invasione del nostro spazio digitale, con un impatto tangibile sulla nostra vita quotidiana. Le piattaforme online devono agire con forza, soprattutto per quanto riguarda la questione dei finanziamenti. La diffusione della disinformazione non dovrebbe portare un solo euro a nessuno”, ha sottolineato. Il nuovo Codice, ha aggiunto ancora Thierry Breton, per essere credibile, sarà sostenuto dal Digital services act (Dsa), la direttiva proposta sul commercio elettronico quanto a contenuti illegali, pubblicità trasparente e disinformazione.

Jourova: possibile ecosistema online trasparente

“Se le persone perdono fiducia nell’informazione che trovano online, alla fine perderanno fiducia nella democrazia e sfortunatamente ci troviamo in un disordine dell’informazione”, ha commentato la vice presidente della Commissione Ue Vera Jourova. “Un ecosistema online più trasparente è possibile”, ha ribadito.

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