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16 Maggio 2022 17:01
16 Maggio 2022 17:01

“Monnezzopoli”: legittime le intercettazioni operate dalla Finanza, attraverso il captatore informatico

Sono state respinte tutte le eccezioni di difensori della "cricca di Monnezzopoli"  che avevano contestato la legittimità dei «trojan» usati dai finanzieri per intercettare e registrare i dialoghi.  Esclusa soltanto quella sulle presunte irregolarità nell'area di Leporano (Taranto). Il procedimento tornerà nell' aula del Palazzo di Giustizia di Taranto con l'avvio del dibattimento
Martino Tamburrano

ROMA – Le intercettazioni operate dai finanzieri, attraverso il captatore informatico, che hanno svelato gli sporchi affaristici relativi alle autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Provincia di Taranto, durante la presidenza di Martino Tamburrano sono legittime, mentre sono state respinte le eccezioni di difensori della “cricca di Monnezzopoli”  che avevano contestato la legittimità dei «trojan» usati dai finanzieri per intercettare e registrare i dialoghi.  Esclusa soltanto quella sulle presunte irregolarità nell’area di Leporano (Taranto).

Questa la decisione del collegio giudicante del Tribunale di Taranto presieduto dal giudice Patrizia Todisco che ha rigettato le eccezioni della difesa nel processo che vede imputati Tamburrano, con l’imprenditore di San Marzano Pasquale Lonoce, che era di fatto amministratore di fatto della società  2Lecologica Srl in cui rappresentante legale di facciata era la figlia, il “faccendiere” Roberto Natalino Venuti, procuratore speciale della società Linea Ambiente srl, e Lorenzo Natile, ex dirigente del Settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto .

La discarica di Grottaglie (TA) in località La Torre Caprarica, denominata “III lotto”,

Come documentato a suo tempo dal CORRIERE DEL GIORNO (leggi QUI), è stato contestato dalla Procura di Taranto agli imputati, per le diverse responsabilità ed operato, il reato di “concorso in corruzione” relativo all’autorizzazione concessa,  al sopralzo illegittimo della discarica di Torre Caprarica a Grottaglie (Taranto), e per l’affidamento del servizio di igiene urbana e ambientale del Comune di Sava, successivamente revocato in autotutela dal sindaco di Sava, l’ avv. Dario Iaia.

Questo ultimo appalto di Sava interessava sia Lonoce che Venuti  con pressioni esercitate  sull’ex dirigente della Provincia, secondo la Procura, da Martino Tamburrano che in cambio avrebbe ottenuto della tangenti ovvero dei benefici per se e per i suoi familiari, in particolare per la moglie candidatasi al Senato nelle liste di Forza Italia, di importante consistenza economica .

L’ accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone e dal pm Enrico Bruschi riguardava anche una intercettazione contenuta nell’indagine aperta in passato sul Comune di Leporano, ma  per i difensori degli imputati  quelle intercettazioni non potevano essere inserite cittadinanza nel giudizio in corso in quanto connesse a fatti ed eventi differenti da quelli per cui si celebra il processo.

I difensori degli imputati avevano depositato una “massima provvisoria”  presente in una pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha chiarito che le intercettazioni telefoniche di un fascicolo di indagine sono utilizzabili in un altro procedimento esclusivamente in presenza di una “connessione” tra i due procedimenti, che nel caso specifico non è stata rilevata dal Tribunale che, appunto, ne ha deciso l’esclusione. Permangono però tutti le altre importanti conversazioni intercettate dalla Guardia di Finanza di Taranto, che costituiscono l’ossatura delle accuse a carico di corrotti e corruttori di questo processo. Conversazioni avvenute nei ristoranti della provincia di Taranto e di Bari, che erano le basi operative decisionali della “cricca” per concordare i loro sporchi affari.

Tonino Albanese

Il procedimento tornerà nell’ aula del Palazzo di Giustizia di Taranto, il prossimo 27 gennaio 2020 con l’avvio del dibattimento, mentre si attendono gli ulteriori provvedimenti della Procura di Taranto per i tronconi d’ indagine che hanno comportato l’apertura di altri procedimenti connessi , che vedono fra l’indagati il proprietario del Gruppo CISA spa di Massafra, rag. Antonio (noto come “Tonino“) Albanese, che sarebbe stato il responsabile dell’allerta alla “cricca” che venne così a scoprire di essere intercettata. A seguito di tutto ciò partirono le misure cautelari che vede tuttora agli arresti domiciliari, Tamburrano, Venuti, Lo Noce e Natile.

Albanese come è noto ai nostri lettori, e va ricordato,  è attualmente sotto processo per la vicenda del boschetto di Massafra,  per aver fatto tagliare e distruggere un’area boschiva di circa 2900 metri quadrati per consentire alla società APPIA ENERGY di cui la CISA è socia al 49% di poter superare il provvedimento di revoca della precedente Aia che era stata rilasciata dalla Provincia di Taranto. Coincidenze ?

I legali di Albanese hanno avanzato per il loro cliente richiesta di abbreviato,  rito alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero), che in caso di condanna il rito prevede uno”sconto” per l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta

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