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1 Ottobre 2022 22:01
1 Ottobre 2022 22:01

Mafia & politica. Roma e Palermo tremano: l’imprenditore Nicastri ha deciso di collaborare con i magistrati

Nicastri considerato il "re" dell’eolico in Italia, ritenuto il finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro, è legato ad Arata, ex deputato di forza Italia e consulente di Matteo Salvini per l’energia. Confessa e accusa. "Così ho pagato una tangente da 100 mila euro nel mio ufficio"

ROMAVito Nicastri, l’imprenditore di Alcamo delle energie rinnovabili ritenuto tra i finanziatori della latitanza di Matteo Messina Denaro, ha deciso di parlare e si allarga a macchia d’olio. l’inchiesta della Procura di Palermo sugli affari dell'”accoppiata” Arata – Nicastri che sta letteralmente facendo tremare Roma e Palermo per il coinvolgimento dell’ex sottosegretario Armando Siri, considerato un “fedelissimo” del vicepremier Salvini leader della Lega, e di un paio di assessori e dirigenti regionali della giunta Musumeci in Sicilia.

l’ex sottosegretario Armando Siri (Lega)

La svolta nelle indagini è dovuta alla decisione di Nicastri di collaborare con la giustizia. Parla degli affari con Francesco Paolo Arata, l’ex consulente per l’energia del ministro Matteo Salvini, e di mazzette alla Regione siciliana. Un duro “colpo” per il clan mafioso di Messina Denaro. Da due settimane, l’imprenditore  Nicastri infatti starebbe scoperchiando i segreti dell’area grigia della mafia, quella dove i colletti bianchi e i politici intrecciano i legami d’affari con i boss. Secondo le indagini della sezione operativa della Dia di Trapani , coordinate dai pm Guido e De Leo, i due arrestati di oggi si sarebbero messi a disposizione di Nicastri, pur conoscendo il livello dei contatti di questi con Cosa nostra. In carcere restano i due Arata, padre e figlio, ed i Nicastri, padre e figlio. Ai domiciliari dal 12 giugno c’è solo  Alberto Tinnirello, ex dirigente dell’assessorato regionale all’Energia. Secondo la procura di Palermo il ruolo dei dirigenti regionali sarebbe stato anche quello di creare difficoltà ai concorrenti di Nicastri nel campo dell’energia eolica.

Agenti della Direzione Investigativa Antimafia di Trapani   eseguito questa mattina  un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari firmata dal gip Nicastro nei confronti di un dirigente regionale, Giacomo Causarano, uno dei vertici dell’assessorato all’energia, indagato per corruzione per una presunta mazzetta da 500 mila euro, e di Antonello Barbieri, imprenditore milanese indagato per intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio e corruzione, ex socio di Nicastri.

Vito Nicastri il “re” dell’ eolico
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