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18 Agosto 2022 16:44
18 Agosto 2022 16:44

Lo studio del prof. Turco sulla storia infinita sul dissesto del Comune di Taranto

Presentata alla Camera di Commercio di Taranto la ricerca sul dissesto del Comune di Taranto dichiarato 11 anni fa. Ma qualcuno dimentica di occuparsi di Agromed, la società immobile da anni con oltre 10 milioni di euro "pubblici" inutilizzati. E un "blog" ufficiale-anonimo !

ROMA – Un bilancio comunale sparito introvabile, e tante ombre su un dissesto che nessuno ha ancora chiarito e spiegato, documenti alla mano fino in fondo. Ma che è servito al commercialista tarantino Mario Turco per realizzare a casa uno studio commissionato, presentato alla Camera di Commercio di Taranto, il cui presidente Cav . Luigi Sportelli è notoriamente coinvolto attraverso una sua società la Sincon nel dissesto comunale vantando un presunto credito. Società che come tante altre non ha inteso transarre come molte altre con l’ OSL. Il dottore commercialista Turco è professore a contratto dell’ Università del Salento.

Il dissesto di Taranto viene imputato erroneamentealla Giunta Di Bello, mentre in realtà è conseguente ad una gestione comunale deficitaria, duratura da 20 anni prima, e cioè dalle giunte Guadagnolo, Cito, De Cosmo e successivamente ereditata  dall’ amministrazione comunale guidata dalla Di Bello, come ha onestamente ammesso dallo stesso Turco autore dello studio-ricerca.

E’ assolutamente doveroso per il nostro giornale rendere noto un forte contrasto in essere, taciuto a molti, ma in realtà esistente e ben noto a tutti, e cioè che la società (SINCON ) del Cav . Sportelli, risulterebbe aver richiesto in passato al Comune di Taranto il pagamento di fatture prive di alcun ordinativo, la cui documentazione completa è stata acquisita dal nostro giornale, motivo per cui il Sindaco Ippazio Stefàno con un provvedimento rimosse il dirigente competente Rosa De Benedetto che ne autorizzava illegittimamente il pagamento. Chiaramente questo è quanto si evince dai documenti amministrativi e disciplinari del Comune.

 

Contrariamente a quanto prospettato dal commercialista dr. Turco,  il Comune di Taranto in realtà non rischia un secondo dissesto alle porte come qualcuno vorrebbe far presagire.  Ad oggi, il totale delle somme trasferite dal Comune di Taranto alla Osl ammonta a 128.403.834,68 euro. Una cifra imponente, pagata dalle casse dell’ amministrazione comunale tarantina, nel corso del “quinquennio di prescrizioni” in cui il Comune guidato da Stefàno è stata autorizzato per legge a mantenere la tassazione ai massimi livelli. Circostanza questa che il dr. Turco si è ben guardato dall’evidenziare.

Stralciando la “partita dei Boc” (circa 250 milioni di euro) in realtà contrariamente a quanto emerso da questa ricerca unidirezionale restano da pagare debiti per pochi milioni di euro. Il Comune, sta provvedendo a trasferire all’Osl le somme necessarie ad avviare le ultime transazioni. Ci sono poi le “cause pendenti”, il cui valore nominale ammonta ad oggi  circa 80 milioni di euro. Se il Comune che finora ha vinto tutte le cause intercorse, dovesse essere condannato, ovviamente dovrà pagare. Se le dovesse vincere invece dovrebbe incassare non pochi soldi dal Gruppo BancaIntesaSanpaolo.

Interessante la relazione del dr. Davide Di Russo vice presidente del Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Commercialisti basata sullo studio effettuato recentemente sui dissesti delle pubbliche amministrazioni in tutt’ italia, anche se un pò disinformato sul “caso Taranto” con le sue considerazioni sulla presenza di ben 15 candidati (in realtà erano 10) alla poltrona di Sindaco dopo il dissesto. Ignorando che nel frattempo sono passati 10 anni e sopratutto che fra quei 10 candidati c’era anche la moglie di un commercialista seduto in prima fila, membro del consiglio dell’Ordine dei Commercialisti di Taranto, il quale come la prevalenza dei commercialisti eletti nel Consiglio dell’ ordine dei commercialisti tarantini, lavora prevalentemente grazie alle curatele fallimentari, consulenze e perizie per il Tribunale e la Procura della repubblica.

SLIDES DOTT. DAVIDE DI RUSSO

In questi anni l’Osl ha complessivamente effettuato oltre 24mila transazioni, dato che non è stato preso in considerazione (come mai ?) nello “studio”… di Turco, accantonando circa 34 milioni euro, frutto di offerte transattive avanzate ma rifiutate dalla controparte. Comprese quelle della Sincon di Sportelli.

E la Camera di Commercio tace….

Alla Camera di commercio tarantina invece tutto tace sulla questione AGROMED, sollevata due anni fa dal nostro giornale, società partecipata con ugual quota (33%) dal Comune di Taranto e dalla Camera di Commercio di Taranto, che ha in cassa fondi inutilizzati  per 10.924.000 euro, versati su un conto corrente della BCC di S.Marzano di S. Giuseppe. il cui incarico di tesoreria scadrà il prossimo 31 dicembre 2017. Ma questo particolare deve essere sfuggito… nella ricerca di Turco sulle attività economiche del Comune di Taranto.. Sarà forse perchè è sul libro paga (come revisore) di questa società ferma, immobile e che non svolge alcuna attività?

 

 

Dall’ultimo bilancio disponibile di Agromed  approvato nell’ aprile 2016 si legge che “in merito agli indici di redditività si segnala quanto segue: a) il ROE (Return on equity) – Indice di redditività del capitale proprio – sia netto che lordo, presenta nuovamente un andamento decrescente, dovuto alla riduzione dei tassi di interesse applicati alle disponibilità di conto corrente, correlati all’andamento del T.U.R. fissato dalla B.C.E. b) il ROI (Return on investment) – Indice di redditività del capitale investito – presenta valore negativo data l’assenza di ricavi della gestione caratteristica. c) il ROS (Return on sales) – Indice di redditività operativa – non è calcolabile, dal momento che il denominatore del rapporto (Ricavi delle vendite) è pari a zero.

Anche in questo caso, questi soldi, fermi, immobili giacenti sul conto corrente di una banca (il cui presidente Franco Cavallo e direttore generale Emanuele Di Palma siedono nel consiglio della CCIAA di Taranto ) che ci lucra utilizzandoli per le proprie attività di finanziamento alla propria clientela, nessuno ne parla, data la generosità di questa banca ad elargire elemosine pubblicitarie alla stampa locale o allestire sedi faraoniche ad ogni buon gusto di gestione economica

Sino a quando durerà Agromed ? Cosa si aspetta a questo punto a liquidarla o ad utilizzare finalmente gli oltre 10 milioni di euro per i reali fini istituzionali, e non lasciarli fermi immobili su conti bancari  ?

Ma le “stranezze” della Camera di Commercio di Taranto non finiscono mai. Infatti da alcuni mesi è apparso online NOI CAMERA ( vedi QUI) il blog “ufficiale” della Camera di Commercio di Taranto gestito in spregio alle vigenti leggi italiane sulla trasparenza. Infatti non risulta nell’area Amminsitrazione Trasparente della CCIAA di Taranto non risulta alcun ruolo, incarico e compenso economico per i curatori (“TEAM“) di questo blog, fra i quali risulta persino un Senatore della repubblica, Mauro Del Barba, un ex-impiegato nativo e residente a Sondrio in Lombardia, membro della 5a  commissione Bilancio e della commissione parlamentare per le questioni regionali.  Che si non capisce che attinenza abbia con il blog della Camera di Commercio di Taranto, ente che assegna incarichi senza alcun bando di evidenza pubblica

 

 

Ma quello che è ancora peggio, è che non è dato sapere di chi sia proprietà di questo blog, che dalle nostre ricerche online, risulta “mascherato” e quindi anonimo. Alla faccia della trasparenza e legalità.

Per non parlare poi dell’ufficio stampa affidato formalmente ad un avvocato, Domenico Carbone, giornalista pubblicista, il quale notoriamente si occupa in realtà da sempre dell’ufficio di conciliazione, come si evince nella pianta organica della Camera di Commercio di Taranto, ente che da anni paga fior di quattrini a persone assunte senza alcun titolo o esperienza reale, o parenti di magistrati del Tribunale di Taranto. Ma in questo caso si tratta di assunzioni effettuate dalle gestione precedenti al Cav. Sportelli, quando l’ente camerale era molto “generoso” anche con i giornalisti locali.

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