Leonardo Del Vecchio corona il suo sogno: fusione da 50 miliardi tra Luxottica e la francese Essilor.

Leonardo Del Vecchio corona il suo sogno: fusione da 50 miliardi tra Luxottica e la francese Essilor.

La notizia anticipata dal Financial Times, è stato confermata prima dell’apertura delle Borse. Assolto di acquisti per il titolo italiano a Piazza Affari. Il mercato sostiene l’operazione. Leonardo del Vecchio sarà il maggiore azionista della società: “Continueremo a investire in Italia e Francia”

nella foto Leonardo del Vecchio

La Luxottica di Leonardo Del Vecchio (uno degli imprenditori  candidatosi con la sua holding Delfin, nella cordata pronta rilevare l’ ILVA di Taranto) convola a nozze con la francese Essilor, realizzando così  una fusione da 50 miliardi di euro. La notizia, anticipata nella notte tra domenica e lunedì dal Financial Times, è stata poi confermata prima dell’apertura dei mercati dalle società coinvolte,  facendo volari ali al titolo Luxottica , che a Piazza Affari ha faticato a fare prezzo in avvio di giornata salvo poi registrare fortissimi ordini d’acquisto .

Come ha evidenziato  il quotidiano finanziario inglese , dalla fusione prende corpo un leader mondiale nel settore degli occhiali. Dall’unione delle sue società sarà Leonardo Del Vecchio  il maggiore azionista della nuova società, diventando  il primo socio di un colosso con oltre 140.000 dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi. Sulla base dei risultati annuali del 2015 delle due società, la semplice loro somma dà vita a una realtà da ricavi netti per oltre 15 miliardi e un margine operativo netto combinato di circa 3,5 miliardi. Per Delfin, la cassaforte di Del Vecchio, verrà garantita una quota tra il 31% e il 38 per cento.

Ad incrementare e sostenere le vendite è il cambiamento demografico, soprattutto nei mercati asiatici. Su 7,3 miliardi di persone al mondo, il 63% ha bisogno di lenti correttive ma solo 1,9 miliardi ha già acquistato occhiali, lenti o si è sottoposto a interventi chirurgici. Secondo le previsioni stimate dagli analisti, circa 2,6 miliardi di persone hanno bisogno di occhiali , in particolare in Asia, Africa e America Latina.

Essilor e Luxottica avevano già valutato un accordo tre anni fa, quando Sagnieres aveva contattato Luxottica. Le trattative però non erano decollate per lo scetticismo di Del Vecchio. Essilor si è sottoposta da quel momento ad una ristrutturazione, grazie alla quale è divenuta una società più rivolta ai consumatori e, come  scrive il Financial Times, più “adatta” agli interessi della  Luxottica. Gli analisti finanziati  da tempo ritenevano positiva una fusione fra Essilor e Luxottica  , che considerati i 20 anni di differenza di età fra Del Vecchio e Sagnieres. avrebbe offerto un piano di successione per il gruppo,

“Con questa operazione si concretizza il mio sogno di dare vita ad un campione nel settore dell’ottica totalmente integrato ed eccellente in ogni sua parte – ha detto Del Vecchio Sapevamo da tempo che questa era la soluzione giusta ma solo ora sono maturate le condizioni che l’hanno resa possibile“. L’operazione seguita da   Mediobanca  da 4 anni  come  unico advisor di Del Vecchio, mentre per Essilor il consulente è stata Banca Rothschild con gli americani della Citigroup, mentre si sono occupati della parte legale rispettivamente gli studi BonelliErede, Bredin Prat e Cleary Gottlieb ). “Finalmente, dopo cinquanta anni di attesa, due parti naturalmente complementari, montature e lenti, verranno progettate, realizzate e distribuite sotto lo stesso tetto“, ha aggiunto ancora Leonardo Del Vecchio  garantendo che “continueremo ad investire in Italia e in Francia, vogliamo essere un campione europeo che mantenga forte le sue radici”.

Sagniéres: «Rete d’avanguardia». “Il nostro progetto si basa su una motivazione semplice: rispondere meglio ai bisogni di un’immensa popolazione mondiale relativi alla correzione e alla protezione della vista, unendo due grandi società, una dedicata alle lenti e l’altra alle montature — ha commentato a sua volta Hubert Sagnières, presidente e amministratore delegato di Essilor —. Con straordinario successo, Luxottica ha creato marchi prestigiosi, supportati da una catena di approvvigionamento e da una rete distributiva all’avanguardia nel settore. Essilor porta 168 anni di innovazione ed eccellenza industriale nella progettazione, fabbricazione e distribuzione di lenti oftalmiche e da sole. Unendo oggi le loro forze, questi due player internazionali possono adesso accelerare la loro espansione globale, a beneficio di clienti, dipendenti e azionisti, e dell’intero settore”Essilor Luxottica, ha spiegato  Sagniéres durante una conference call, diventerà una holding company quotata a Parigi con una capitalizzazione da circa 50 miliardi di euro. Controllerà Essilor al 100% e Luxottica con una quota tra il 62% e il 100%, in base alle adesioni all’Ops (l’Offerta pubblica di scambio).

Il gruppo Luxottica ha un portafoglio importante, con marchi di proprietà come Ray-Ban, Oakley, Vogue Eyewear, Persol, Oliver Peoples e Alain Mikli, e licenze — definite sul sito web del gruppo «di grande attrattiva e prestigio» — come Giorgio Armani, Burberry, Bulgari, Chanel, Dolce&Gabbana, Michael Kors, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co., Versace e Valentino. Inoltre può contare su una rete di circa 7.400 negozi: le catene LensCrafters e Pearle Vision in Nord America, Opsm e LensCrafters in Asia-Pacifico, Gmo in America Latina e Sunglass Hut in tutto il mondo. Gli occhiali, riporta il sito web, “sono progettati e realizzati in sei stabilimenti in Italia, tre in Cina, uno in Brasile e uno negli Stati Uniti. In India, un impianto di minori dimensioni serve il mercato locale“.

nella foto da sx, Leonardo Del Vecchio e Hubert Sagnières

Resteranno due società operative indipendenti . Lo annuncia una nota in cui si precisa che Delfin sarà il primo socio con una quota tra il 31% e il 38 per cento. Del Vecchio e Sagniéres manterrebbero le rispettive cariche di presidente di Luxottica e di presidente e amministratore delegato di Essilor. Il nuovo gruppo prevede di generare nel medio termine progressivamente sinergie di ricavi e di costi per un ammontare tra i 400 milioni e i 600 milioni, con un’accelerazione nel lungo termine.

Sarà Leonardo Del Vecchio  il presidente esecutivo della società, mentre Hubert Sagnieres attuale amministratore delegato di Essilor,  sarà il vice presidente esecutivo. La società sarà quotata a Wall Street New York. L’accordo è in grado di cambiare la dinamica dell’industria degli occhiali, un mercato da 90 miliardi di euro, considerato uno dei settori a più forte crescita. Secondo gli analisti, le prospettive per l’industria sono infatti ”ottimistiche”, con il settore previsto in crescita di oltre il 2% fino al 2020.

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