Le ultime parole sul “Coronavirus” del ministro Speranza: “Non bisogna avere paura”…

Le ultime parole sul “Coronavirus” del ministro Speranza: “Non bisogna avere paura”…

Più di 100 casi, 89 solo in Lombardia. In Italia 11 comuni e oltre 50mila in quarantena. Con il provvedimento straordinario di ieri, è stato deciso il divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree focolaio del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni.

ROMA – Era il 2 febbraio scorso quando il ministro della Salute Roberto Speranza durante una conferenza stampa allo Spallanzani disse:   “Abbiamo isolato il virus” aggiungendo “Aver isolato il virus significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo”.

Il ministro Speranza successivamente, intervenendo a “Mezz’ora in più” su Rai Tre, ha aggiunto:  “Tutto il sistema paese è totalmente al lavoro su questa vicenda”. Il messaggio è che “l’Italia è un grande paese, non bisogna avere paura e lo stiamo dimostrando con i fatti”.

A dargli manforte….nelle figuracce c’è anche il premier Conte, che lo scorso 20 gennaio  a margine del suo viaggio a Sofia in Bulgaria, parlando del coronavirus diceva:  “Vi posso assicurare che l’Italia ha adottato una linea di misure cautelative che è la più efficace in Europa e forse addirittura a livello internazionale. Dunque i cittadini italiani devono stare sereni, tranquilli, che noi stiamo affrontando con la massima responsabilità”. Quanto alla situazione a Civitavecchia, “l’equipe sanitaria ha effettuato il controllo e tutte le iniziative affinché lo sbarco avvenga in massima cautela. Non ho degli aggiornamenti più di dettaglio“, aggiungeva Conte precisando tuttavia di essere in continuo contatto col ministro della Salute, Roberto Speranza. E questo è stato un bel “problema”…!

I numeri del contagio in Italia

Esattamente tre settimane dopo, cioè oggi sono 76 le persone colpite nel nostro Paese in cinque Regioni: 54 in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio, una in Piemonte. Dati che avrebbero indotto un qualsiasi ministro serio a rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità.

La riunione del consiglio dei ministri, presieduta dal premier Conte nella sede del Dipartimento della Protezione civile, a via Vitorchiano a Roma, ha fatto il punto sull’ emergenza coronavirus” in Italia. Allo studio dell’esecutivo le misure da assumere dopo i casi di contagio, che nelle ultime ore si sono registrati soprattutto nel Nord Italia, e soprattutto dopo i due decessi in Lombardia e in Veneto.

Il terrore ha preso il sopravvento a causa anche  dell’incompetenza di una politica di Governo incapace. Contrariamente a quanto comunicato il giorno precedente, il consiglio di amministrazione di Mido, il Salone dell’occhialeria previsto al polo fieristico di Rho da sabato al 2 marzo ha deciso all’ultimo momento nel tardo pomeriggio di ieri di rinviare la manifestazione a fine maggio.

I due principali focolai sono proprio in Lombardia, dove si sono registrati 47 casi, e in Veneto dove ci sono invece 12 pazienti contagiati. A questi va ad aggiungersi anche un caso a Torino. E mentre i lavori di mappatura del contagio hanno escluso che possa essere stato il manager, che dopo essere rientrato dalla Cina il 21 gennaio scorso è andato a cena con il 38enne di Codogno, il “paziente zero” dal momento che non lo ha mai contratto, la politica dopo la “figuraccia” del ministro Speranza si affanna nel dare una risposta all’emergenza.

Sono due le vittime accertate al momento. Adriano Trevisan, il 78enne veneto, deceduto nell’ospedale di Schiavinea e la 77enne di Casalpusterlengo morta in casa in seguito ad un infarto e poi risultata positiva al coronavirus. La donna era stata nei giorni precedenti proprio al pronto soccorso di Schiavinea ed è anche la madre di un amico di Mattia ovvero il 38enne di Codogno considerato il paziente uno che si trova rianimazione a Pavia ed è stabile. In Lombardia il coronavirus tiene ancora in scacco gli epidemiologi che non riescono a risalire al paziente zero perché il manager sospettato di esserlo è invece risultato negativo anche al test degli anticorpi eseguito allo Spallanzani.

Milano adesso trema per i due casi confermati. Il primo risultato positivo al test ha 78 anni ed era ricoverato al San Raffaele da cinque giorni in una stanza singola ma ha avuto contatti i suoi familiari, medici e infermieri. É residente a Sesto San Giovanni e, probabilmente sarebbe stato in contatto con persone nel focolaio del lodigiano. Il secondo un 71enne di Vizzolo Predabissi ora ricoverato al San Matteo di Pavia si era rivolto all’ospedale di Vizzolo che continua la sua attività. “Abbiamo la conferma che l’area del basso lodigiano è centro di un focolaio”, riconosce con serietà l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Sono, per ora, 46 le persone risultate “positive” al Coronavirus in Lombardia ma come dice il dottor Roberto Burioni  sono destinate ad aumentare perché quando cerchi una cosa la trovi e fino ad ora la ricerca non era proprio iniziata. Nuovi casi in provincia di Pavia. Al policlinico San Matteo di Pavia sono saliti a otto i pazienti positivi ricoverati: tre si trovano in rianimazione, tra loro Mattia, il “paziente uno“. Gli altri cinque sono a malattie infettive, compresa la coppia di medici di Pieve Porto Morone, un medico di base e una pediatra di famiglia di 57 e 65 anni, una donna di 66 anni e una coppia di 29 e 27 anni di Castiglione D’Adda. A Cremona due casi accertati un uomo di Pizzighettone e una donna che lavora in una azienda di Sesto cremonese che è stata chiusa. Ma non basta.

É stato confermato il primo caso di positività anche in Piemonte, a Torino, confermato dalla regione: un uomo di 40 anni che ha avuto contatti con un familiare di un contagiato della Lombardia. È stato ricoverato all’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, le sue condizioni di salute non destano al momento preoccupazione. Sono state messe in atto tutte le mi sure di contenimento per la famiglia e chi frequenta. Tutti i test eseguiti fino a ieri però erano fortunatamente negativi.

Allarme anche in Veneto. A confermare i casi il governatore, Luca Zaia. Tra loro i familiari dei primi due contagiati e altri residenti nel comune di Vo’ Euganeo. Un nuovo caso di contagio è stato registrato a Dolo, in provincia di Venezia, a una cinquantina di chilometri di distanza da Vo’ Euganeo. L’uomo, di 67 anni, è ricoverato in rianimazione a Padova. “Al momento non capiamo ancora come sono avvenuti i contagi”, ha precisato Zaia. É stata individuata una comunità di 8 cinesi che frequentava lo stesso bar di Trevisan, che ora sono stati sottoposti al test.

Il governatore Zaia annuncia misure drastiche anche in Veneto analoghe a quelle attivate nel Lodigiano per contenere l’epidemia, come pianificato dal Ministero della Salute per la Lombardia. L’ospedale dove è deceduto Trevisan viene progressivamente svuotato per procedere poi ad una disinfestazione totale. Sospensione di tutte le attività pubbliche e religiose, chiusura degli esercizi commerciali, delle scuole, università divieto di spostamento anche per chi lavora al di fuori del comune, interruzione di fermata dei mezzi pubblici. Esclusi i servizi essenziali come la sanità e ovviamente, il telelavoro.

Covid-19 è arrivato anche a Milano. Inevitabile visto che il focolaio del lodigiano è davvero dietro l’angolo. Purtroppo nel “Risiko” del contagio in questo momento sembra vincere il coronavirus che ieri ha conquistato ora dopo ora un’area sempre più vasta del nostro paese per ora concentrata al Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto con decine di contagiati: 62. Un numero in continuo aggiornamento.

Verso le 23,30 di ieri lo stilista Giorgio Armani ha comunicato di aver deciso di annullare la sfilata della collezione donna autunno/inverno 20/21 “dati i recenti sviluppi del Coronavirus in Italia“. La sfilata verrà registrata a teatro vuoto, senza stampa e buyer, e sarà trasmessa in streaming sul sito Armani.com. La decisione di Giorgio Armani è stata adottata “per non esporre ad alcun rischio la salute dei propri ospiti”. Cancellata anche la partita di calcio Inter- Sampdoria  a San Siro e le partite  in tutta la regione.

I casi positivi al primo test per il Sars-CoV-2 riceveranno conferma da parte dell’Istituto superiore di Sanità o da altre strutture punto di riferimento e verranno resi noti dal ministero della Salute. Quindi ci sarà la distinzione tra casi “segnalati“, “positivi al primo test”  e “confermati” soltanto quando ci sarà l’evidenza del Coronavirus anche dopo il secondo test.

Gli sciacalli del web

In presenza dell’emergenza internazionale dichiarata dall’ OMS l’ Organizzazione mondiale della Sanità, la richiesta di mascherine chirurgiche e di maschere protettive è salita alle stelle. Nelle farmacie italiane scarseggiano mascherine e gel disinfettanti, anzi nelle grandi città, le mascherine sono esaurite da tempo. Un cartello esposto fuori indica in alcune farmacie del Nord Italia che non ce ne sono più. C’è una corsa a prenderne quante più possibili.

Non tutte le mascherine però vanno bene, per essere efficaci quelle antivirus devono possedere un filtraggio omologato. Al momento i modelli conformi sono solo due: le mascherine FFP2 e quelle FFP3. Le FFP1 non rientrano nella normativa perché hanno una protezione di appena il 78%. Le mascherine FFP2 sono invece, considerate ad alta protezione, omologate per trattenere particelle fino a 0,6 micron, con un’efficienza di filtrazione minima del 92%. Le FFP3 sono addirittura considerate di livello superiore, approvate per trattenere particelle fino a 0,6 micron, con un’efficienza di filtrazione minima del 98%. Da qui è partita la caccia alla mascherina. C’è chi è riuscito a comprarla in farmacia, ma c’è anche chi ha preferito usare Internet. Sulla piattaforma più usata per comprare online le mascherine hanno raggiunto prezzi alle stelle. Una confezione da 5 pezzi di mascherine con valvola classe FFP3 costa 99,90 euro. Qualcosa si risparmia con le mascherine monouso, FFP2, quindi di una classa più bassa. Il pacco da 10 pezzi costa “appena” 56 euro a cui vanno aggiunte 18 euro di spedizione.

Il presidente della Federazione ordini farmacisti italiani afferma che la grande richiesta di mascherine ha messo in difficoltà il sistema. “C’è una grande richiesta, si tratta di prodotti utilizzati in particolari condizioni, non hanno un uso abituale. Al netto di quanto ogni farmacia sta cercando di fare per approvvigionarsi, lunedì faro una richiesta al ministro per vedere come affrontare questa emergenza. Stiamo mettendo in campo delle soluzioni, abbiamo un’idea, ma ne parleremo lunedì”. Una sfida per i farmacisti, soprattutto per coloro che operano nelle aree di contagio, nei due focolai di Lombardia e Veneto: “Stanno lavorando in condizioni di stress – aggiunge Mandellicome tutti i professionisti vanno ringraziati con serenità per il loro lavoro“.

Non mancano gli “sciacalli”  che ne approfittano per vendere a prezzi esorbitanti le convenzioni di gel igienizzante antibatterico. Sempre sul web si arriva a spendere anche 104 euro per una confezione di 4 bottigliette (da 80ml ciascuno) di gel antibatterico. Per una confezione da 12 si arriva fino a 200 euro. Se si considera che in tempi normali in farmacia prodotti come l’Amuchina Xgerm viene venduta a 3 euro che può arrivare a 4 euro mentre al supermercato in offerta si riesce a prendere ad un prezzo in offerta ancora più bassa, ci si rende conto del fenomeno dei rincari su un prodotto che adesso è diventato utile e necessario.

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Sempre in applicazione delle direttive del governo, il Ministero dell’Istruzione informa che, “in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020″. Lo stop alle uscite didattiche e ai viaggi di istruzione, sottolinea il Miur, riguarda sia le mete in Italia sia all’estero.

Quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati”. Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Europa, sta seguendo minuto per minuto l’evoluzione della crisi da coronavirus in Lombardia e Veneto.

 

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