La Procura di Bari chiude le indagini sulle escort: “Le ragazze hanno mentito sui rapporti con Berlusconi”

La Procura di Bari chiude le indagini sulle escort: “Le ragazze hanno mentito sui rapporti con Berlusconi”

Le intercettazioni acquisite dagli investigatori incastrano anche Dino Mastromarco, l’ex autista di Gianpaolo Tarantini. Ipotizzato il reato di “falsa testimonianza” per le quattro ragazze coinvolte  Sonia Carpentone, Vanessa Di Meglio, Barbara Montereale, Roberta Nigro

ROMA –   Questa volta Silvio Berlusconi non è coinvolto direttamente nell’inchiesta. Tutte le ragazze interrogate e che hanno testimoniato, avevano sempre negato di essersi prostituite e di essere state poi pagate per quelle prestazioni. Ma secondo la magistrati mentono. È quanto sostiene la Procura di Bari, contenuto nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla magistratura barese, in cui si ipotizza il reato di “falsa testimonianza” sul caso escort.

Quattro delle 26 ragazze portate da Giampaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi dichiararono nel “processo escort” di aver soltanto “scherzato un po’” col premier, “una cosa sempre superficiale, tipo mani, queste cose, si è limitato tipo a baci” o di essere rimaste “in camera da letto a parlare” e poi a dormire. Invece, secondo la Procura di Bari, dopo le cene a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa, ci sarebbe stato qualcosa di più. È quanto emerge dal provvedimento di conclusione indagini emesso dai magistrati.

 

Sono cinque i capi d’imputazione contestati alle quattro ragazze ed all’autista di Tarantini, risalenti alle testimonianze rese durante sei udienze del processo “escort”, fra ottobre 2014 e maggio 2015. Il procedimento ha origine con la sentenza del 13 novembre 2015, attualmente pendente in appello, che emise la condanna per quattro imputati per reclutamento della prostituzione: 7 anni e 10 mesi per Gianpaolo Tarantini, 1 anno e 4 mesi per Sabina Began, l’”ape regina” delle feste berlusconiane; 3 anni e 6 mesi per Massimiliano Verdoscia e 2 anni e 6 mesi per il p.r. milanese Peter Faraone, questi ultimi amici di “Gianpi” Tarantini.  Nel dispositivo della sentenza i giudici disposero la trasmissione degli atti alla Procura per procedere nei confronti delle ragazze per “falsa testimonianza e nei confronti di Berlusconi per “intralcio alla giustizia.

Barbara Montereale

Gli accertamenti dei magistrati della Procura barese sono stati effettuati incrociando le deposizioni rese durante le udienze del processo, con quelle rilasciate agli inquirenti dalle stesse ragazze nella fase delle indagini e con il contenuto delle intercettazioni telefoniche, in particolar modo nelle conversazioni con Gianpaolo Tarantini.

Il processo è sull’attività svolta dall’ex-imprenditore barese negli anni 2008 e 2009 ed accaduto nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il pm Marco D’Agostino ha ipotizzato il reato di “falsa testimonianza” per le quattro ragazze coinvolte  Sonia Carpentone, Vanessa Di Meglio, Barbara Montereale, Roberta Nigro, ma anche per Dino Mastromarco  l’ex autista di Gianpaolo Tarantini, il quale avrebbe dichiarato falsamente di “non conoscere le ragioni per le quali le ragazze reclutate da Tarantini venissero accompagnate nelle residenze del premier Berlusconi, di non interessarsene e di limitarsi a svolgere il proprio lavoro di autista”.

È quanto scrive la Procura di Bari nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla magistratura barese, in cui si ipotizza il reato di falsa testimonianza. Le intercettazioni disposte nel procedimento ‘escort’ smentirebbero le dichiarazioni di Mastromarco, in quanto emergerebbe, secondo quanto scrive la Procura di Bari, “la sua piena consapevolezza che le ragazze procurate da Tarantini e spesso prelevate e accompagnate a Palazzo Grazioli si prostituissero in favore dell’allora Presidente del Consiglio, del quale conosceva in realtà le abitudini sessuali e la consuetudine di elargire in loro favore e per compensarle delle prestazioni ricevute cospicue somme di denaro e altre generose utilità”.

Vanessa Di Meglio

Vanessa Di Meglio si legge nell’imputazione affermò  “soltanto di aver ricevuto approcci ed effusioni di carattere superficiale con il presidente Berlusconi  ma negando di essersi prostituita, di aver intrattenuto con Berlusconi dei veri e propri rapporti sessuali, di essere stata pagata per quelle prestazioni”. Secondo la Procura queste sarebbero delle “circostanze non veritiere” in quanto nelle successive telefonate con Tarantini avrebbe lasciato intendere di essere stata “ricompensata da Berlusconi per le sue prestazioni sessuali con un importante regalo (non semplici foulard o bigiotteria, come riferito al Tribunale)“.

La barese Barbara Montereale a sua volta ha dichiarato di essersi “limitata a lavorare come ragazza immagine, percependo il solo gettone di presenza di mille euro da Tarantini, mentre dalle intercettazioni “emergeva che era al corrente delle ben più laute prospettive di guadagno realizzabili nel caso avesse intrattenuto rapporti sessuali con Berlusconi” ed infatti non a caso “per le prestazioni sessuali effettivamente rese, ricevette due buste contenenti ciascuna 5 mila euro, giustificando tuttavia tali elargizioni come gesti compassionevoli del Oresidente“.

Roberta Nigro

Sulla stessa falsariga le dichiarazioni di Sonia Carpentone e di Roberta Nigro.

Mi ricordo che ci ha provato un pò così, però poi alla fine non era successo niente“, aveva deposto ai giudici la Carpentone, mentre la Nigro dichiarò che “l’unica effusione che ho visto, contatto fisico con questa ragazza è stata una…che l’ha accarezzata dolcemente e gli diceva delle cose a bassa voce».

Il Corriere della Sera pubblicò a suo tempo degli estratti dai verbali di Gianpaolo Tarantini. L’imprenditore sotto processo a Bari parlava a ruota libera delle escort e di Berlusconi. Un altro nome è quello di: “Vanessa di Meglio è una mia carissima amica che ho conosciuto circa 10 anni fa. Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di attenzioni anche fornendole cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Silvio Berlusconi, in due circostanze a Roma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008. Ricordo che il 5 settembre la Di Meglio si fermò a palazzo Grazioli“.

Sonia Carpentone

Sonia Carpentieri, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la prostituzione- diceva ancora Tarantini – sicché sempre nella prospettiva che la stessa potesse effettuare prestazioni anche in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno. La stessa giunse con una ragazza che si presentò come sua sorella. Non ricordo che le due si siano fermate a Palazzo Grazioli“: evidentemente il magistrato inquirente è piuttosto attento a cercare di evidenziare dove abbiano dormito le ragazze. Ci sarà un perché. Graziana Capone, avvocato” è un altro dei nomi fatti dall’imprenditore, così come Barbara Guerra, “conosciuta a Milano presentatami da un mio amico Peter Faraone, mentre Ioana Visan detta Ana l’ho conosciuta tramite lo stesso Peter o Massimo Verdoscia. Ho invitato le due a Roma unitamente a Vanessa di Meglio, limitandomi per quest’ultima a pagare il biglietto aereo e il soggiorno in hotel; Ioana e Barbara si fermarono a casa del presidente…“.

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