MENU
27 Marzo 2026 20:04

Introdurre o avere un telefono in carcere è diventato un reato

Provvedimento adottato per contrastare il crescente flusso di telefoni che si tenta di far entrare nelle carceri, viene per la prima volta punito sia chi, dall’esterno, cerca di introdurre un telefono in carcere sia il detenuto che lo detiene. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale o da un avvocato, la sanzione aumenta dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni.

di REDAZIONE CRONACHE

Sono in vigore da oggi le norme che prevedono una pena da 1 a 4 anni per chi introduce o detiene telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione all’interno di un istituto penitenziario. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 261 del 21 ottobre 2020 il decreto legge sulle Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all’utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personaleapprovato il 5 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri.

Nel provvedimento per contrastare il crescente flusso di telefoni che si tenta di far entrare nelle carceri, viene per la prima volta punito sia chi, dall’esterno, cerca di introdurre un telefono in carcere sia il detenuto che lo detiene. Quest’ultimo caso, finora, era trattato come illecito disciplinare e sanzionato all’interno dell’istituto; da oggi diventa un vero e proprio reato previsto dal nuovo articolo 391-ter del codice penale.

Le nuove norme prevedono, inoltre, un rafforzamento delle sanzioni applicate in caso di comunicazioni dei detenuti sottoposti all’articolo 41-bis dell’Ordinamento Penitenziario. L’inasprimento della pena, in particolare, scatta nei confronti di chi agevola le loro comunicazioni con l’esterno: in questi casi, dagli attuali 1-4 anni la pena passa a 2-6 anni. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale o da un avvocato, la sanzione aumenta dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Fabrizio Corona condannato dal Tribunale di Milano per le sue diffamazioni su Alfonso Signorini
Perquisizioni al ministero della Difesa e nelle sedi di Terna e Rfi: 6 indagati per corruzione
Gli italiani nella fotografia Censis: il piacere dal porno in coppia al sesso via social. Il boom dei “rapporti a tre”
Operazione Suburra nelle Marche, vendute online tonnellate di stupefacenti: 12 arresti
Respinto il ricorso della difesa, la Cassazione conferma l’imputazione coatta per John Elkann
Esplosione a Roma: crolla un casale abbandonato, due morti. Erano anarchici, "confezionavano una bomba"
Cerca
Archivi
Fabrizio Corona condannato dal Tribunale di Milano per le sue diffamazioni su Alfonso Signorini
L' Italia a 90' dai Mondiali di calcio
Perquisizioni al ministero della Difesa e nelle sedi di Terna e Rfi: 6 indagati per corruzione
Gli italiani nella fotografia Censis: il piacere dal porno in coppia al sesso via social. Il boom dei “rapporti a tre”
Italia apripista: semaforo verde dell'Agcom alla direttiva per la rilevazione dell' audience digitale

Cerca nel sito