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7 Febbraio 2026 17:19

Inchiesta Milano, gli interrogatori dei sei indagati: da Catella a Tancredi

Il primo a comparire davanti al gip è l'ex presidente della Commissione per il paesaggio, Giuseppe Marinoni

Questa mattina a partire dalle ore 9.45 e fino al pomeriggio, si svolgeranno a Milano davanti al giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini, gli Interrogatori preventivi dell’inchiesta sull’urbanistica che ha causato un vero “terremoto” politico e giudiziario . Al settimo piano del Palazzo di giustizia il cui accesso è negato alle telecamere, sfileranno i sei indagati per i quali la Procura di Milano ha chiesto gli arresti (due domiciliari e quattro in carcere). Le accuse ipotizzate, a vario titolo, vanno dalla corruzione al falso, dall’abuso edilizio alla lottizzazione abusiva fino all’induzione indebita.

Il primo a comparire davanti al Gip sarà Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione per il paesaggio che guida – per volere del sindaco Giuseppe Sala (indagato) fino al 2024. Secondo l’impianto accusatorio della procura ambrosiana, il titolare dell’omonimo studio di architettura (nei con fronti del quale è stato chiesto l’arresto in carcere) si occupava di dare pareri non vincolanti su progetti urbanistici presentati da imprese che gli avevano affidato incarichi professionali. Un ‘conflitto di interessi’ che avrebbe dovuto dichiarare, e quindi conseguentemente astenersi.

Non averlo fatto gli è costata l’accusa di false dichiarazioni su qualità personali e di corruzione perché, per i pm, quei compensi rappresenterebbero “una forma di retribuzione della ‘messa a disposizione’ della funzione di presidente” rendendolo uno “spregiudicato faccendiere” che avrebbe incassato oltre 400 mila euro per parcelle, in gran parte da Federico Pella, uno dei i progettisti che più hanno cambiato lo skyline (l volto e l’altezza) del capoluogo lombardo.

Anche Alessandro Scandurra, ex componente della Commissione, è accusato di false attestazioni e di tre corruzioni con altrettanti imprenditori e società. Anche per lui è stato chiesto il carcere e comparirà per secondo davanti al giudice per le indagini preliminari, prima di lasciare il posto a Giancarlo Tancredi (chiesti i domiciliari), da lunedì ex assessore alla Rigenerazione Urbana della giunta Sala, l’uomo che ha seguito tutte le partite strategiche per il futuro della città. Da Porta Nuova a Citylife, passando per la riqualificazione degli ex scali ferroviari, il Portello, Mind, Expo, per arrivare alla storia infinita dello stadio San Siro ancora oggi irrisolta.

Negli atti dell’inchiesta emerge che Tancredi avrebbe esercitato indebite “pressioni” su Marinoni per ottenere il parere favorevole della Commissione paesaggio su alcuni interventi urbanistici che coinvolgevano, tra gli altri, l’architetto Stefano Boeri (indagato e coinvolto in altri filoni d’indagine sull’urbanistica) e l’imprenditore Manfredi Catella, fondatore della società Coima. il quale si è detto pronto a presentare al gip Fiorentini una memoria con tutte le prove documentali per ribattere alle accuse della Procura che per lui ha chiesto gli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione.

Il ‘re del mattone’ che sarà il quinto a varcare la porta del giudice per le indagini preliminari, dopo l’architetto Federico Pella, progettista anche delle terme in zona San Siro, e prima del costruttore Andrea Bezziccheri per i quali i pm hanno chiesto il carcere. All’ imprenditore immobiliare di Bluestone, la Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato circa 120mila euro in tagli da 200 euro trovati in una cassetta di sicurezza bancaria, sarà l’ultimo dei candidati all’interrogatorio preventivo. Una lunga giornata per il Gip Fiorentini che nonostante incomba la pausa feriale, non ha termini perentori per decidere.

La sua decisione dovrà quindi tener conto delle richieste della Procura ma anche delle memorie difensive e dovrà fornire la prima risposta all’impianto accusatorio che racconta di un ‘Pgt ombra’, di una “degenerazione della gestione urbanistica dell’amministrazione comunale”, la quale, invece di essere “presidio di tutela dell’interesse pubblico”, sarebbe stata “asservita alle utilità di una cerchia ristretta elitaria di soggetti” secondo i magistrati della procura milanese, in un “sistema gravemente corruttivo che ha come risultato lo svilimento dell’interesse pubblico“.

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