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4 Ottobre 2026 08:28

Inchiesta dossier, la procura di Roma chiede il processo per Striano e Laudati

I reati contestati vanno dall'accesso abusivo a sistema informatico, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio e falso. Stralciata la posizione di uno dei giornalisti coinvolti per il quale verrà chiesta l'archiviazione

Chiesto il processo per l’ex finanziere Pasquale Striano e per l’ex sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati nell’ambito dell’inchiesta sulla divulgazione di informazioni riservate e sugli accessi abusivi ai sistemi informatici in uso alle forze dell’ordine e alla banca dati della Direzione nazionale antimafia. Nelle scorse ore i pm della procura di Roma hanno depositato al gip la richiesta di rinvio a giudizio per Striano, Laudati e altri indagati, mentre hanno stralciato la posizione di uno dei giornalisti coinvolti nell’indagine per il quale verrà chiesta l’archiviazione.

Antonio Laudati e Pasquale Striano

Oltre un migliaio gli accessi abusivi contestati nell’avviso di conclusione indagine dello scorso novembre integrato poi nelle passate settimane dalla pm Giulia Guccione e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco con il deposito di nuove informative e una nuova contestazione per Striano I reati contestati agli indagati, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dall’accesso abusivo a sistema informatico, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio e falso. Tra le persone offese individuate dalla procura di Roma figurano come titolari delle banche dati i ministeri dell’Interno, dell’Economia e della Giustizia, il Corpo della Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

L’indagine

L’indagine sugli accessi abusivi era stata trasmessa nel febbraio 2025 dalla procura di Perugia a quella di Roma, dove era stata inizialmente avviata, dopo le decisioni del gip e del Tribunale del Riesame del capoluogo umbro alla luce di una decisione della Corte di Cassazione sulla competenza dei reati commessi e/o in danno di magistrati della Procura Nazionale antimafia. Nelle ricerche abusive in banche dati comparivano anche nomi di personaggi noti del mondo della politica, come il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’ex premier Matteo Renzi, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e la deputata di Forza Italia Marta Fascina, ma anche dello sport, come Gabriele Gravina e Massimiliano Allegri.

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