Ilva. E’ nata la cordata tutta italiana: AcciaiItalia

Ilva. E’ nata la cordata tutta italiana:  AcciaiItalia

Ne faranno parte il Gruppo Arvedi, la holding finanziaria Delfin di leonardo Del Vecchio e la Cassa Depositi Prestiti.  Prevista l’emissione di un bond per finanziare il turnaround

 Il passo indietro fatto nei giorni scorsi dal gruppo turco Erdemir, ha generato una reazione immediata di orgoglio nazionale con la la nascita di una cordata italiana per il salvataggio dell’ILVA da sempre vista con uno occhio favorevole e sponsorizzata dal Governo Renzi . Oggi pomeriggio si è tenuto infatti  in via straordinaria il consiglio di amministrazione della Cassa Depositi Prestiti presieduto da Claudio Costamagna per decidere il nuovo piano d’azione il vista della scadenza, fra meno di 36 ore, del termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti. Secondo quanto si è appreso dopo il board, sarebbe stata formalizzata la decisione di dar vita ad una nuova società che si chiamerà AcciaiItalia Spa. 

nella foto, Giovanni Arvedi

nella foto, Giovanni Arvedi

Capofila della cordata sarà il Gruppo Arvedi, con una partecipazione finanziaria della Delfin di Leonardo Del Vecchio patron di Luxottica , che al momento hanno come partner Cdp. La nuova società, come anticipato dallo stesso Giovanni Arvedi nei giorni scorsi, è aperta ad altri partner fra cui lo stesso gruppo Erdemir che si è lasciato aperto la possibilità (concessa peraltro dal bando di gara) di rientrare nella procedura dopo che il nucleo di esperti nominati dal Governo avranno espresso il loro parere sui piani ambientali presentati dai concorrenti, ovvero verso novembre.

Una fonte a conoscenza del “dossier” ha illustrato all’agenzia Reuters le decisioni assunte dal cda della Cdp che  “È una decisione coerente con il ruolo di promozione nazionale di Cdp“, spiega la fonte. Una seconda fonte spiega che la cordata ha messo sul piatto un impegno finanziario complessivo “compreso tra 500 milioni e meno di un miliardo”.

Secondo quanto si apprende la cordata sarà formalizzata il 30 giugno termine per la presentazione delle offerte vincolanti. Tutte le quote si manterranno sotto il 50%. La gestione aziendale dei complessi siderurgici sarà del gruppo Arvedi che si occuperà  della gestione operativa degli stabilimenti siderurgici del Gruppo ILVA, cioè Taranto, Genova e Novi Ligure che opereranno in sinergia con le acciaierie del gruppo Arvedi di Cremona e Trieste, come era stato peraltro anticipato nei giorni scorsi personalmente dall’ingegnere Arvedi. La quota di Cdp dovrebbe aggirarsi intorno al 45%, quella di Delfin fra il 30-35% e Arvedi dovrebbe restare sotto il 20%. Per finanziare il progetto è prevista un’emissione di bond da parte delle banche creditrici dell’ILVA, a partire, secondo quanto risulta da Intesa San Paolo.

Il progetto di questa cordata italiana al 100% dovrà ora contendersi la decisione finale con l’altra cordata in campo costituita dalla joint-venture  fra la multinazionale franco-indiana ArcelorMittal ed il Gruppo Marcegaglia con una quota di minoranza). Attualmente  i due schieramento ma nel mondo degli affari tutto è  sempre possibile. Non a caso nei giorni scorsi Giovanni Arvedi ha voluto pubblicamente ribadire la sua consolidata amicizia e stima per la famiglia Marcegaglia, anche se Antonio Marcegaglia dopo aver ricambiato le espressioni di stima ha ricordato che il gruppo di famiglia  è attualmente legato da una joint venture con ArcelorMittal.

 

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