Il ministro Savona indagato in Molise per usura bancaria

Il ministro Savona indagato in Molise per usura bancaria

Altre 22 persone ai vertici di Unicredit, ex Banca di Roma iscritte nel registro degli indagati per la presunta applicazione di interessi oltre la soglia di legge

ROMA – Le indagini sono partite da una denuncia presentata nel giugno del 2017 da Engineering srl, una società facente capo ai fratelli Pietro ed Angelo  Santoro, ex presidente dell’ACEM Molise e vice presidente dell’associazione nazionale imprese edili manifatturiere. La società Engineering  fino a qualche anno fa con un fatturato milionario , con sede legale a Campobasso, in passato ha progettato e realizzato diversi e importanti parchi eolici in Molise, Puglia e Campania, anche per conto della Erg della famiglia Garrone.

Tra gli iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Campobasso per presunta usura bancaria, cioè l’applicazione di interessi oltre la soglia consentita dalla legge, compare anche l’attuale ministro degli Affari europei Paolo Savona . Le persone coinvolte sono 23 in totale , tutti manager bancari e noti banchieri italiani che nel periodo dal 2005 al 2013 ricoprivano ruoli chiave in Unicredit- ex Banca di Roma: nella richiesta della Procura  Savona, compaiono i nomi di Alessandro Profumo, attuale amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica; quello dell’ amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e prestiti Fabio Gallia, ; Aristide Canosani ex sindaco di Ravenna ed ex presidente di Unicredit; Franco Bellei, per 22 anni alla guida  della Cassa di risparmio di Modena; Cesare Farsetti, consigliere di amministrazione del Cda della Banca agricola e commerciale; Luca Majocchi, ex di Unicredit- Pagine gialle – Spencer Stuart; Roberto Nicastro; Edoardo Massaglia; Paolo Fiorentino; Alessandro Cataldo; Giovanni Chelo; Dieter Rampl; Giuseppe Vita; Federico Ghizzoni; Francesco Antonio Ricci; Antonio Ciarallo; Adolfo Toti; Giuseppe D’Onofrio; Nicolangelo Testa; Rosario Spatafora.

La pm Rossana Venditti della procura di Campobasso ha chiede nei confronti dei 23 indagati una “proroga delle indagini” (prevista e quindi consentita dal Codice) per ulteriori sei mesi: la richiesta è stata inviata il 19 luglio all’ufficio del Giudice per le indagini preliminari: l’iscrizione nel registro degli indagati risale quindi probabilmente a qualche mese fa.

L’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici bancari è un atto dovuto?Potremmo dire anche di sì – commenta l’avvocato Luigi Iosa, che ha steso la denuncia dalla quale è nata l’inchiesta penale condotta dal pm Venditti —. Anche se la pm chiede un supplemento di indagini per accertare la responsabilità apicale, è la Cassazione penale ad aver imposto in questi casi, per il ruolo di garanzia e di controllo che la legge attribuisce loro, l’estensione dell’eventuale responsabilità penale ai vertici della Banca“.

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