Il Comune di Taranto dice “no” a Tempa Rossa

Il Comune di Taranto dice “no” a Tempa Rossa

La Giunta del Comune di Taranto guidata da Ippazio Stefàno  ha formalizzato la sua opposizione al progetto  «Tempa Rossa» di Eni e Total approvando una delibera che ha la forma di un atto di indirizzo al Consiglio comunale, competente ad esprimersi per legge sulle questioni urbanistiche. La giunta ha ha dato il proprio parere favorevole ad una delibera con cui si invita la massima assise cittadina, nell’ambito dell’approvazione del Piano regolatore portuale, ad impedire la realizzazione delle opere comprese nel progetto denominato «Tempa Rossa». La delibera è ancora in fase di pubblicazione conterrebbe solo alcuni richiami alla direttiva Seveso che impone distanze ben definite tra gli impianti di questo tipo e le raffinerie mentre invece sarebbe molto più chiara ed esplicita sulle gravi problematiche ambientali di Taranto venute  alla luce con grande risonanza  dall’aggiornamento del programma «Sentieri». Di fatto il provvedimento di indirizzo della giunta Stefàno non direbbe un granchè preferendo lasciare al Consiglio comunale la possibilità di valutare e manifestare le proprie decisioni in completa autonomia. Va ricordato in ogni caso, che due anni fa venne palesamente fuori il primo «no» dall’aula consiliare di Palazzo di città verso il progetto di Eni e Total , che è stato riconfermato nello scorso luglio.

Il progetto “Tempa Rossa” vanta ormai una serie di approvazioni a più livelli. Di fatto mancano solo quelle di tipo autorizzativo-concessorio del Comune di Taranto che però rischiano seriamente di saltare se l’ente locale dovesse andare avanti per la strada annunciata e confermare il no già espresso nel 2012 in Consiglio comunale . Il Comune dovrebbe infatti autorizzare la costruzione di due serbatoi per lo stoccaggio e l’allungamento di 350 metri del pontile petroli dell’Eni dove attraccheranno le navi che caricheranno il petrolio. Il Sole24Ore in una corrispondenza da Taranto del collega Domenico Palmiotti, ricorda che “la joint tra le compagnie Total, Shell e Mitsui ha di nuovo ribadito che il progetto prevede a Taranto solo lo stoccaggio del greggio, che non ci sarà alcuna lavorazione industriale e che sono stati previsti una serie di sistemi perchè l’ìmpatto sia zero emissioni. Anche perchè questa è la condizione posta dai ministeri perchè l’investimento si faccia. Valore delle opere previste a Taranto 300 milioni di euro con un’occupazione di cantiere di 300 addetti per 50 imprese mentre il progetto globale è pari a 1,6 miliardi di euro, di cui 1,3 da spendere in Basilicata dove sono cominciati gli interventi per la realizzazione del Centro olio“.

Bisogna ricordare e tenere ben presente che il progetto, presentato martedì scorso nella sede di Confindustria alla stampa , prevede lo stoccaggio in due grandi silos di petrolio proveniente dalla Basilicata, e ricordare anche che Angelo Bonelli il consigliere del movimento ambientalista “Taranto Respira“,  ha più volte auspicato che  il Comune di Taranto affinché al «no» politico espresso, rendesse pubblico anche un rigido  «stop» imposto dalla variante urbanistica. Un mese fa, Bonelli aveva dichiarato: «Il 14 luglio scorso il consiglio comunale approvò tre documenti tra cui quello dei Verdi per Taranto Respira per il “no” al progetto Tempa Rossa. Già quel giorno avevo informato il sindaco Stefano che un semplice no del Comune a Tempa Rossa se non motivato non avrebbe prodotto alcun effetto per fermare il progetto dell’ Eni. Il modo per fermare questo progetto , ed era scritto nel nostro documento, che comprometterebbe l’economia, ambiente e salute dei tarantini, sarebbe quello di approvare da parte del Comune il recepimento negli strumenti urbanistici del decreto ministeriale in materia di direttiva Seveso». 

Durante il weekend, anche il Comitato Cittadini Liberi e Pensanti con Cataldo Ranieri in testa ha effettuato un volantinaggio nelle principali vie del centro di Taranto, manifestando e  ricordando che i proponenti del progetto “Tempa Rossa”  in un promo momento parlavano di appena 54 nuove assunzioni per sviluppare il progetto, che oggi sono aumentate a 300 unità (ma solo in fase di cantiere) in pratica il solo tempo necessario e realizzare le opere, stimato in due anni e con contratti quindi “a tempo determinato”. In pratica dopo il periodo di cantiere le nuove occupazioni sarebbero alcune decine, e si trattarebbe di operai “specializzati”. “Il nulla” – dice il volantino – confrontato ai numeri dei disoccupati dell’intera provincia jonica.

In somma, la partita è ancora aperta. E senza l’autorizzazione del Comune di Taranto, il progetto “Tempa Rossa” rischia arenarsi

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