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3 Dicembre 2022 07:41
3 Dicembre 2022 07:41

Il “caso Meloni-Jebreal” e la stampa monnezza

La solita sinistra radical-chic che ha trovato nelle ultime ore megafono nelle volgarità di tale Julia Rubreal. Il solito squadrismo giornalistico galoppante di giornalisti che definire "giornalai" sarebbe un offesa per i poveri incolpevoli edicolanti.
di Antonello de Gennaro

Se qualcuno crede che il volgare attacco della stampa spagnola a Giorgia Meloni sia frutto della loro opera, allora lasciatemelo dire non avete capito niente sul basso livello a cui è arrivata la stampa sinistrorsa che non riesce ancora ad accettare ed ingoiare il rospo di vedere una ragazza che dal quartiere popolare più sinistrorso di Roma, la Garbatella è riuscita a fondare un partito diventandone il leader incontrastato. La vicenda del padre della Meloni risale a 27 fa, era il 1995, quando in Spagna il padre Francesco Meloni, fu condannato a nove anni di reclusione per narcotraffico alle Canarie. All’epoca la leader di Fratelli d’Italia aveva appena raggiunto la maggiore età e da sette anni aveva rotto i ponti con quel genitore che, quando aveva circa un anno, l’aveva abbandonata, lasciandola sola con la madre.

La solita sinistra radical-chic che ha trovato nelle ultime ore megafono nelle volgarità di tale Julia Rubreal, figlia dell’Imam della moschea di Al-Aqsa, la più grande di Gerusalemme, israeliana di origine palestinese, nata a Haifa, cresciuta in Israele e poi trasferitasi in Italia grazie ad una borsa di studio del nostro Governo, ha attaccato com delle volgari affermazioni Giorgia Meloni sfruttando le squallide ed inconsistenti accuse rivoltele dalla stampa spagnola, venendo ripresa guarda caso dal quotidiano La Repubblica. Il solito squadrismo giornalistico galoppante di giornalisti che definire “giornalai” sarebbe un offesa per i poveri incolpevoli edicolanti.

Julia Rubreal ed Afef Jnifen

La Rubreal deve la sua visibilità televisiva in Italia ad una stretta amicizia con la tunisina Afef Jnifen, all’epoca dei fatti moglie di Marco Tronchetti Provera quando costui era presidente di Telecom Italia e controllava l’emittente televisiva La7, che la impose nei programmi televisivi. Non a caso le venne affidato  il dibattito giornaliero di Omnibus Estate e successivamente il “tema del giorno” del programma quotidiano Omnibus, alternandosi in video con Antonello Piroso (un altro “protetto” dell’ex signora Tronchetti Provera), che una volta rilevata La7 dal Gruppo Cairo, che l’ha rilanciata, è letteralmente scomparso dal giornalismo televisivo

Nel 2013 Rula Jebreal ha sposato il banchiere americano Arthur Altschul Jr., figlio di un partner della potente banca d’affari statunitense Goldman Sachs, da cui ha divorziato nel giugno 2016, dopo averlo cornificato relazione con Roger Waters, il fondatore dei Pink Floyd. Poi amante del regista e gallerista Julian Schnabel che ha diretto il film “Miral” prodotto da Harvey Weinstein – proprio lui il produttore predatore sessuale – tratto dal libro della Jebreal (e accolto da un vespaio di polemiche in Israele che le ha chiesto invano di rinunciare alla cittadinanza).

Nell’agosto 2014, durante un dibattito sul network televisivo americano  MSNBC, la Jebreal accusò i media statunitensi di essere troppo sbilanciati a favore di Israele, portando ad esempio il numero e la durata delle interviste con esponenti israeliani rispetto a quelle con esponenti palestinesi. Questo atteggiamento, a suo dire, “fornirebbe al pubblico un quadro distorto e parziale del conflitto a Gaza“. In seguito a queste affermazioni, venne giustamente “oscurata” dalla rete.

“La Meloni non è colpevole dei crimini commessi da suo padre, ma spesso sfrutta i reati commessi da alcuni stranieri, per criminalizzare tutti gli immigrati, descrivendoli minaccia alla sicurezza. In una democrazia ci sono responsabilità individuali, NON colpe/punizioni collettive” ha scritto la Jebreal sul suo account Twitter

Persino Carlo Calenda su Twitter  ha criticato la Jebreal: “Rula questa è una bassezza. Non si fa politica così e tanto meno giornalismo. Quello che ha fatto il padre della Meloni non c’entra nulla con lei. Cancella questo tweet che tra l’altro ha l’unico effetto di portare ancora più gente a sostenere Fdi su Twitter in molti accostano le parole della giornalista italo-israeliana di origine palestinese alla replica di Giorgia Meloni che annuncia querela. Molti i commenti, uno per tutti a sintetizzare il “sentiment” negativo: “Quindi la Turci, la Pascale, la Jebreal e quelli che ‘se vince la destra me ne vado dall’Italia’, si tolgono dalle p…? Davvero davvero?“. Magari rispettassero i loro intenti annunciati !

“Le affermazioni diffuse via social dalla signora, anche se è difficile definirla tale, Rula Jebreal, sono vergognose e farneticanti. Per attaccare Giorgia Meloni utilizza la storia personale del padre che la abbandonò quando aveva un anno di età e che Giorgia Meloni stessa ha raccontato di aver escluso dalla sua esistenza durante l’infanzia”. Le parole di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, riassumono lo sdegno del centrodestra e di buona parte del mondo politico per l’attacco della giornalista alla leader di Fdi il cui padre, 27 anni fa, fu condannato a nove anni di reclusione per narcotraffico.Di quell’uomo fu vittima e oggi lo è anche di una giornalista senza scrupoli né alcun limite etico, che pur di aggredirla è pronta a sfruttare una vicenda dolorosa rispetto alla quale Giorgia Meloni non solo è estranea, ma ne è rimasta danneggiata sotto ogni aspetto. La seconda questione appare ancora più grave sul piano deontologico per una persona che si definisce giornalista e opinionista televisiva, e cioè l’attribuzione di gravissime affermazioni e posizioni politiche che in realtà Giorgia Meloni mai ha pronunciato né pensato. È evidente che il risultato elettorale ha obnubilato le menti di molti, spingendoli a prendere posizioni ingiustificabili” continua Lollobrigida.

Anche il presidente del M5s Giuseppe Conte ha scritto un post in difesa della Meloni:Questo è fango su Giorgia Meloni. Io ,Meloni e Fratelli d’Italia, con il M5S li combatto in tutte le sedi, ma sul piano politico. Non si possono però addebitare in maniera subdola a una figlia – che dal genitore è stata abbandonata, senza avere più rapporti – i reati e gli errori del padre. È inoltre intollerabile mettere etichette su chi viene da situazioni difficili e cerca la propria strada e il riscatto lontano da quel contesto.” . Anche il pentastellato Stefano Buffagni è intervenuto: “Oggi Giorgia Meloni sta per diventare premier ed ecco che dal cilindro di certa stampa tirano fuori questa notiziona, quest’articolone, questo schifo. Vi giuro sono nauseato. Già, perché, rivedo un film già visto: certa stampa, mossa da certi apparati, è il braccio armato di chi inneggia alla democrazia ma poi non l’accetta e usa qualsiasi mezzo per screditare l’avversario politico di turno. Tra l’altro entrando nella sfera privata di una donna che dal padre è stata abbandonata quando era piccola. È capitato con il M5S, con me personalmente, e ora tocca alla Meloni essere aggredita sul piano personale. In moltissime occasioni ho attaccato Giorgia Meloni per le sue idee e per le sue dichiarazioni. Ma oggi devo dirle con il cuore: ti sono vicino, non ti curar di loro“.

Sulla questione è intervenuto anche Matteo Salvini:Chi fa battaglia politica attaccando non l’avversario, ma mamma, papà, figli, mogli o mariti, è un piccolo uomo. O una piccola donna. Abbiamo vinto democraticamente le elezioni, fatevene una ragione“.

Oggi Giorgia Meloni ha replicato: “Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale. Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno.Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all’età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte. Ma poco importa, se i ‘buonisti’ possono passare come un rullo compressore sulla vita del ‘mostro’. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c’è anche il detto ‘le colpe dei padri non ricadano sui figli’.

Ps. Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce”, ha scritto su Facebook la leader di FdI.

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