I “poteri forti” europei ci portano via tutto

I “poteri forti” europei ci portano via tutto

L’Italia completamente estromessa dai tavoli che contano, grazie anche ad una classe politica pressochè inadeguata , si trova adesso ad ingoiare un accordo al curaro, che non soltanto non le consente di affrontare la terribile crisi economica generata dall’epidemia CoronaVirus ma che rischia di rivelarsi profondamente dannoso dopo che la maggioranza parlamentare M5S-Pd-LeU, che sostiene il Governo Conte bis ha deciso di incatenarsi al Fondo salva Stati., con delle clausole “light”, che non lasciano tranquillo chi ne dovesse far uso.

di ANTONELLO de GENNARO

L’italia è in ginocchio, i lavoratori autonomi, commercianti, imprenditori rischiano di veder saltare in aria tutti il lavoro di un vita mentre gli anti italiani sono in azione per farci ancora più male. Negli ultimi giorni si sta delineando il quadro drammatico che ci attende nei prossimi mesi.

Prima di annunciare il prolungamento del “lockdown” fino ai primi di maggio, ma non per tutti, il premier Giuseppe Conte si è ginuflesso ancora una volta ai “padroni” dell’Europa accettando una versione pericolosa del Fondo salva Stati e si è ormai rassegnato all’idea di non essere riuscito ad avere i “coronabond”. Il Partito democratico a sua volta nel frattempo se n’è uscito rispolverando la solita rapina del ceto medio: la patrimoniale. E tutto ciò mentre sui mercati finanziari i titoli italiani, che sono stati scaricati dai principali investitori stranieri, vengono sostenuti esclusivamente dall’intervento della Bce.

La partita “politica” giocata dall’ Italia in ambito europeo si è rivelata una sconfitta senza precedenti. Il premier Conte ha alzato inizialmente delle barricate contro il Mes , per allinearsi alle posizioni politiche del M5S, battendo inutilmente i pugni sul tavolo per ottenere i coronabond , ed è ritornato sulla sua poltrona con l’esatto opposto ! Al di là delle sue telenovelas in televisione, in cui puntualmente racconta agli italiani una storia assolutamente diversa, il premier non eletto, non ha potuto fare altro che abbassare la testa, ancora una volta, alle decisioni di Parigi e Berlino.

Mentre il Governo ipoteca il futuro del nostro Paese, il Pd ha cercato di far passare una misura suicida pur di poter mettere le mani sui nostri soldi. Dicendo di voler colpire “i redditi più alti” avevano già fissato la soglia: “Un contributo di solidarietà per gli anni 2020 e 2021, che dovranno versare i cittadini con redditi superiori ad 80mila euro e che inciderà sulla parte eccedente tale soglia”.

Una soluzione folle, cioè totalmente dissennata proposta un momento in cui qualsiasi economista con senno avrebbe suggerito l’esatto contrario, ovvero la “flat tax“. Ma non è tutto. Anche l’ altra parte dell’intero impianto del “Cura Italia” è stato costruito su una base insensata ed equivoca. I (pochi) soldi su cui lo Stato offre la propria garanzia sono calcolati su un fatturato delle imprese, piccole, medie o grandi che lo Stato comunque tassa. Il Fisco rimarrà fermo solo per un paio di mesi, dopodichè riprenderà a fare il suo lavoro che spesso sconfina in vere e proprie vessazioni a tassi vicini all’usura . E a quel punto lo Stato non guarderà più in faccia nessuno. Esattamente quello che faranno a Bruxelles quando la Commissione Ue reintrodurrà il Patto di stabilità.

L’Italia completamente estromessa dai tavoli che contano, grazie anche ad una classe politica pressochè inadeguata , si trova adesso ad ingoiare un accordo al curaro, che non soltanto non le consente di affrontare la terribile crisi economica generata dall’epidemia CoronaVirus ma che rischia di rivelarsi profondamente dannoso dopo che la maggioranza parlamentare M5S-Pd-LeU, che sostiene il Governo Conte bis ha deciso di incatenarsi al Fondo salva Stati, con delle clausole “light”, che non lasciano tranquillo chi ne dovesse far uso.

La fregatura per il nostro Paese è ben nascosta fra le regole. L’azzeramento delle “condizionalità” infatti, è solo in via temporanea e riguarda unicamente le spese sanitarie sostenute dai Paesi dell’Unione per affrontare l’emergenza CoronaVirus. E per questa voce, c’è anche un limite di budget che equivale al 2% del Pil annuale del Paese che le sostiene e che fa ricorso al Mes come linea di credito. Su tutto quello che eccede questa cifra si applicano le regole del Mes che potranno anche essere modificate ex post. Questo è quello che la “banda Conte-Casalino” non vi racconta.

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