GUERRIGLIA URBANA DEI NO-VAX NELLA CAPITALE ED A MILANO

GUERRIGLIA URBANA DEI NO-VAX NELLA CAPITALE ED A MILANO

10.000 persone hanno cominciato la loro protesta provando a forzare il blocco delle forze dell’ordine lungo via del Corso via del Babuino e via di Ripetta. Urlano chiedendo le dimissioni di Draghi e Mattarella e al grido “ci prendiamo la capitale” definiscono “assassini” chiunque si metta sulla loro strada per la “libertà”.

di REDAZIONE POLITICA

Il centro della Capitale è stato messo sotto sopra in un pomeriggio di guerriglia urbana in tutto con un fitto lancio di lacrimogeni fra via Veneto e Largo Chigi durante la manifestazione organizzata dai movimenti No Green Pass che si erano radunati alle 15 in piazza del Popolo e alla Bocca della Verità. A questa iniziativa si sono presentate però solo poche decine di persone mentre tutti gli altri, circa 10.000 persone hanno cominciato la loro protesta provando a forzare il blocco delle forze dell’ordine lungo via del Corso via del Babuino e via di Ripetta. Urlano chiedendo le dimissioni di Draghi e Mattarella e al grido “ci prendiamo la capitale” definiscono “assassini” chiunque si metta sulla loro strada per la “libertà”.

Vi sono stati degli scontri con le forze dell’ordine nel corso dei quali anche Giuliano Castellino leader romano di Forza Nuova (che cavalca l’ondata di protesta) è rimasto ferito alla testa. Ma ha poi proseguito la protesta in cima al corteo che a quel punto si è diviso in due tronconi: il primo verso via Veneto e l’Ambasciata Americana e il secondo verso la sede della Cgil a Corso d’Italia davanti alla quale si sono radunati in circa 1000 gridando “traditori traditori“, Nessuno può toglierci il lavoro che ci siamo conquistati onestamente e duramente”, “Landini dimettiti”, i cori rivolti all’indirizzo del segretario generale della Cgil Maurizio Landini.. Alla sede del sindacato vi è stato un vero e proprio assalto, che è stato difficile contenere da parte delle forze dell’ ordine.

“La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata da Forza Nuova e dal movimento no vax. Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte”, ha commentato la Cgil su Twitter.”L’assalto alla sede della Cgil nazionale è un atto di squadrismo fascista. Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista”, le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. A quanto si apprendeIl presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha telefonato a Landini, per esprimergli solidarietà dopo l’assalto.

Anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha telefonato al segretario generale della Cgil per esprimere a lui e a tutto il sindacato la piena solidarietà del Governo per l’assalto avvenuto alla sede di Roma. “I sindacati – si legge in una nota di Palazzo Chigi – sono un presidio fondamentale di democrazia e dei diritti dei lavoratori. Qualsiasi intimidazione nei loro confronti è inaccettabile e da respingere con assoluta fermezza.

Il resto dei manifestanti presenti a piazza del Popolo ha cercato ripetutamente di provare a forzare il blocco delle forze dell’ordine lanciando anche sedie contro gli agenti. Altri tafferugli sono esplosi a piazza Barberini con lanci di lacrimogeni e bombe carta, come successo anche poco dopo lungo via del Tritone e al largo Chigi. Qui i manifestanti sono arrivati a ridosso della sede del Governo e del parlamento dove si trovavano però anche alcune decine di migliaia di turisti e ragazzi per il sabato pomeriggio della movida dello shopping che hanno vissuto  attimi di paura , mentre le forze dell’ordine hanno bloccato i manifestanti che puntavano a occupare piazza Colonna dove ha sede la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le forze dell’ordine hanno operatocon interventi proporzionati alle azioni dei manifestanti”, ha sottolineato la Questura di Roma. Nel corso della protesta ci sono stati momenti di tensione e ‘‘sono stati utilizzati lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi violenti’‘.

Tafferugli anche a Milano

E’ la dodicesima protesta che si svolge in città: fallita la mediazione di Paragone. Raggiunta la stazione

Fallita la trattativa nonostante la mediazione di Gianluigi Paragone, l’ ex grillino, ed ex candidato alla poltrona di Sindaco di Milano alle ultime elezioni amministrative, da sempre contrario al certificato vaccinale, con la Digos che avrebbe accettato di farli partire a condizione di conoscere il percorso, il corteo No Green Pass, anarchici in testa, hanno sfondato i cordoni delle forze dell’ordine e si è messo in marcia lungo il centro di Milano.

In un primo momento l’intenzione era quella di dirigersi verso la Darsena, poi invece la manifestazione No Green Pass, la dodicesima che si svolge a Milano, è partita senza autorizzazione verso piazza Diaz, man mano ‘gonfiandosi’ fino a raggiungere il numero di cinquemila partecipanti.

Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno quindi fatto una carica di alleggerimento contro la testa del corteo No Green Pass di Milano. I funzionari dell’ordine pubblico avevano schierato poliziotti e carabinieri in via Vitruvio per impedire ai manifestanti di raggiungere la stazione Centrale dopo aver deviato da corso Buenos Aires. È il terzo sabato consecutivo che si registrano contatti tra manifestanti e forze dell’ordine. 

I manifestanti hanno quindi provato a entrare nella stazione Centrale. Un tentativo non andato buon fine perché gli accessi alla Galleria delle Carrozze e sul lato di piazza Luigi Savoia sono stati chiusi preventivamente.

Inoltre a presidio dello scalo sono schierate le forze dell’ordine in assetto antisommossa. Dopo la carica di alleggerimento in via Vitruvio i contestatori avevano raggiunto piazza Duca d’Aosta passando da via Scarlatti, una via parallela a quella dopo era stato istituito lo sbarramento. 

Gli slogan dei manifestanti sono sempre quelli delle precedenti manifestazioni, insulti a Draghi e al governo, “Draghi appeso a testa in giù” è l’ultimo nuovo coro di giornata. Alcuni inneggiano a favore “Nunzia Nunzia“, la vicequestora “ribelle” Schillirò che per salvarsi dai provvedimenti disciplinari sim è rifugiata dietro una sigla sindacale. Nella zona del centro milanese interessata dalla manifestazione il traffico è impazzito in tutta la circonvallazione interna, corso Monforte, corso Venezia. La Questura ha risposto con l’invio immediato di decine di camionette della Polizia.

La Questura: “Impedito accesso in piazza Duomo”

La Questura di Milano in una nota fa sapere che l’iniziativa No Green Pass, “non preavvisata, ha preso le mosse da piazza Fontana. Il dispositivo messo in campo ha impedito ai manifestanti, che non interagiscono con le Forze dell’Ordine, di accedere alla piazza Duomo”.

“I contingenti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, a presidio degli obiettivi sensibili disposti lungo il percorso intrapreso da circa 5mila persone, continuano a monitorare il flusso dei manifestanti cercando di evitare un eccessivo avvicinamento al centro cittadino e agli obiettivi sensibili ed evitando l’acuirsi di momenti di tensione con gli automobilisti irritati per i disagi provocati”.

“Momenti di tensione si sono registrati quando il flusso dei manifestanti ha deviato da corso Buenos Aires tentando in più punti di forzare i cordoni di polizia per raggiungere la stazione. Dopo ripetuti tentativi, i manifestanti hanno raggiunto il piazzale della stazione cercando di accedere all’interno della stessa con il verosimile intento di bloccare il traffico ferroviario. La Polizia Ferroviaria ha presidiato alcuni varchi di accesso e chiusi gli altri riuscendo, con i contingenti di forze di polizia, a scongiurare l’accesso alla stazione”.

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